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Questionario sull'Aleatico
Carissime e carissimi, alleghiamo un questionario in accordo con il professor GIancarlo Scalabrelli dell'Università di Pisa realtivo ad uno studio sulla cultivar Aleatico. Si tratta di una breve serie di questioni alle quali vi chiediamo di rispondere per ampliare la conoscenza ed il lavoro che gli studiosi stanno portando avanti. Potete scaricare il file e rispondere a noi o direttamente al professore stesso. Un cordiale saluto La redazione
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Euposia  


Due sessioni di brindisi natalizi del gruppo del Corriere del vino con qualche ottimo vino ed una bella cena... Ve ne parla Paolo Valdastri. Una cena di auguri della redazione, con il Direttore rigorosamente in giacca e cravatta e il gourmet Dracopulos in vena di aprire le sue private cantine con bottiglie d’annata. Di scena il ristorante In Gargotta di Castglioncello. I saporiti antipasti toscani rivisitati in chiave delicata, una tagliatella al ragù di chianina e uno splendido agnello di Zeri, hanno accompagnato nell’ordine i tre vini descritti.
Michele Satta: un'azienda, una storia
L’Azienda di Michele è situata nel Comune di Castagneto Carducci – rientrante nella Doc Bolgheri – ed è nata negli anni ‘90. Michele, di origine lombarda e precisamente di Varese, capita quasi per caso a Bolgheri, dove lavora dal 1984 presso alcune aziende tra cui anche all’Ornellaia ed al Sassicaia. Nel 1994 prende in affitto una vigna e cerca di capire qualcosa di più sul vino. Crede nelle potenzialità del Sangiovese e del Syrah, due vitigni che esprimono al meglio il territorio di Bolgheri e del Mediterraneo: il Sangiovese è un vitigno difficile, tutti sono buoni a fare il vino con il Cabernet, un vitigno che non risente delle influenze del clima, ma con il Sangiovese è un’altra cosa.


25-01-2010 - Paul Bara a Bouzy
L’azienda Paul Bara esiste da oltre 170 anni,insediata nel cuore delle Montagne di Reims, a Bouzy, comune a Grand Cru dove il pinot noir domina indiscusso. Oggi la gestione è nelle mani di Chantale Bara, pronipote del fondatore e interprete sensibile e fedele della tradizione champenoise di Bouzy. Chantale ci ha accolti nella cantina con grande cortesia e con grande professionalità, illustrandoci le varie fasi della produzione( “solo 90.00 bottiglie per questo recultant manipulant).
AMARCORD A “GUIDA ALLE GUIDE” (PAROLE, FRA PASSATO E PRESENTE)
Winemaker, merlottizzazione, barriccato: molti non addetti ai lavori potrebbero, a ragione, pensare trattarsi di una manciata di neologismi appena inseriti nella nuova edizione aggiornata dello Zingarelli, enciclopedia della lingua italiana. Per chi invece mastica, o meglio beve, vino già da qualche anno questi sono al contrario sinonimi di un’era enologica oramai trascorsa. Concetti legati ad uno stile, scriverebbe un giornalista di moda, oggi poco “cool” per non dire decisamente “out”. Vino e moda, guarda caso: un binomio che fa incaz…. qualcuno (compreso il sottoscritto) e che forse è uno dei motivi della crisi di identità di cui soffre una parte (non tutta per fortuna) dell’enologia italiana.

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On. Susanna Cenni per il corriere del vino NOTIZIE DALLA CAMERA a cura dell'Onorevole Susanna Cenni



Biologico o non biologico? Questo è il problema. Parafrasando il dilemma esistenziale e spostandoci dalla letteratura all’agricoltura, possiamo convenire che la questione del vino biologico è sempre più sentita nel panorama produttivo e imprenditoriale vitivinicolo italiano. Io credo che si debba partire smentendo un luogo comune che vuole il vino biologico qualitativamente inferiore ai vini convenzionali, quasi a dire ”se è biologico non può essere un grande vino”. Semmai esiste un problema normativo a livello comunitario che indebolisce fortemente la filiera del vino “bio” rallentando il processo di evoluzione e diffusione di questo prodotto che, comunque, ha registrato negli ultimi anni enormi passi avanti.
Piazza Montecitorio: bandiere e cappellini verdi. Casse di frutta, olive, parmigiano reggiano, mele. Ad un microfono ogni tanto qualcuno racconta la storia di una impresa agricola. Non è una manifestazione della Lega Nord. No. E' l'agricoltura italiana. A Bologna la Confagricoltura, poi a Roma, davanti alla Camera dei Deputati la Cia. Chiedono di poter fare il loro lavoro, di essere considerati un settore importante, dell'economia e non solo, di questo Paese.
Negli ultimi mesi si è molto parlato di vino toscano, non tanto per le sue qualità, quanto per vicende giudiziarie che lo hanno riguardato. Sono stati fatti dei passi avanti significativi, è stato scongiurato il blocco delle esportazioni del Nobile di Montepulciano verso gli Stati Uniti e, dopo mesi di dibattiti, anche la vicenda del Brunello sembra trovare degli sbocchi positivi con la discussione all'interno dell'assemblea dei soci produttori che ha dato un segnale preciso per la conferma del disciplinare di produzione, e forse ha avviato anche una discussione che guarda oltre.

MONTALCINO: la zona presa in esame, il versante Est, in particolare la zona di Torrenieri, ha mostrato un andamento climatico ottimale per la maturazione del Sangovese, a seguito di un mese di Agosto piuttosto caldo ed asciutto, è seguito un mese di Settembre molto regolare, con un abbassamento delle temperature durante la notte e un clima tutto sommato mite nelle ore diurne. Da un punto di vista quantitativo, si è registrato una diminuzione rispetto al 2008 di circa il 15%, sia in termini di peso che in termini di numero di grappoli, tale diminuzione tuttavia è in parte imputabile ad un lavoro di potatura e diradamento diverso effettuato durante la stagione 2009.
Un viaggio sensoriale nella nostra penisola, attraverso 13 vini scelti dall’enologo toscano Emiliano Falsini per l’evento “I terroir, viaggio in Italia”, svoltosi il 21 novembre nell’ambito di Enologica, il Salone del vino e del prodotto tipico in Emilia Romagna, a Faenza (Ra). Ad affiancare Falsini nel commento della degustazione, il giornalista Antonio Boco, che ha dato il benvenuto agli intervenuti definendo la figura dell’enologo, quale è Emiliano Falsini, una presenza all’interno delle aziende, in costante rapporto dialettico con i produttori di vino, ma non solo.
Fare l’enologo è sicuramente un lavoro che richiede grande passione, non solo per la vigna ed il suo prodotto, ma anche per il viaggio. Da quando ho intrapreso questa bella professione ho varcato molti gate e diverse entrate ed uscite di autostrade: ma lo faccio sempre con grande piacere. Uno degli spostamenti aerei ultimi è per andare a trovare le aziende con le quali collaboro in Sicilia. Partenza lunedì mattina con l’intenzione di arrivare a Catania e dirottarmi per la zona della Doc Faro dove seguo, da poco, l’azienda di Enza La Fauci.

NOTIZIE DALL'UNIVERSITA' a cura del corso di laurea in enologia di Pisa
Il Vino della Versilia: un giovane nell’età dello sviluppo.
Non avevamo mai considerato l’ipotesi che in Versilia esistesse una realtà di produzione vinicola in grado di caratterizzare quel territorio conosciuto soprattutto per le sue spiagge e per la sua spumeggiante vita culturale e mondana. Poi, frequentando i produttori della DOC Colline Lucchesi e quelli della DOC Montecarlo, avevo fatto la conoscenza della Strada dei Vini, promossa dalla Provincia di Lucca, che abbracciava questi due comprensori. Un bel giorno, i comprensori da due sono diventati tre, includendo un territorio poco affine al vino, nell’immaginario collettivo, la Versilia, appunto. Per questo abbiamo accettato con piacere l’invito di Paolo Basile, Presidente dell’Associazione Viticoltori Versiliesi per una esauriente visita di questa zona e delle aziende associate. di Paolo Valdastri

Oggi parliamo del più famoso e al contempo famigerato degli elementi dell'offerta: il prezzo. Famoso perchè è quello sul quale si pensa (erroneamente) che si basino buona parte delle prederenze del consumatore, famigerato perchè proprio per il motivo precedente si preferisce agire su quello piuttosto che sulle altre componenti. Il prezzo, anche se molti non lo sanno, è uno strumento di marketing: lo è perchè è destinato ad incidere nel rapporto tra azienda e consumatore e quindi rientra nella sfera di competenza del marketing. Proprio per questo le decisioni che lo riguardano vanno prese con cognizione di causa e avendo ben presente le ripercussioni che possono avere.

L’Osteria La Grotta, da semplice rivendita di vino fu trasformata negli anni cinquanta, in qualcosa di più, era il salotto buono della Città, non solo buon Vino, ma anche affettati e formaggi, con i piatti caldi come le zuppe e la trippa, cucinate e portate da casa dai proprietari del tempo, per l'epoca un Locale all’avanguardia. Nel 1965 venne ristrutturata e vi fu costruita la prima cucina, passarono gli anni e nel 1992 arrivò la trasformazione in Locale rustico ma più raffinato di una semplice Osteria, fino ad arrivare ai primi anni del terzo millennio; dal 2004 c’è una nuova gestione, il proprietario è Giacomo Nasello.
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