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LO CHAMPAGNE - LE ROI DU VIN
Si deve a Dom Perignon, monaco di Hautvillers, l’invenzione delle Champagne. Nel 1600 cominciò ad interessarsi alla frizzantezza che il vino assumeva in taluni casi. Successivamente, scopri che le bottiglie tappate con il sughero resistevano meglio alla pressione creatasi all’interno della bottiglia stessa e, a causa di ciò, si cominciarono a produrre bottiglie di vetro più spesso. Fu anche l’antesignano a produrre vino bianco da uve nere, a tagliare vini con altri di diverse annate, provenienze e varietà creando al tempo stesso le cuvèe. di Graziano Favilli
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Le regioni del vino

La newsletter del vino

Euposia  


Il nostro Graziano insieme a Claudio hanno passato una serata di degustazione nel locale (diciamo la seconda casa del Corriere del vino) In vernice a Livorno. Nel corso di questo happening della nostra testata hanno potuto degustare le seguenti bottiglie: VAL GRANDE – BARBARESCO 2006 – AZ. CA DEL BAIO DI GIULIO GRASSO – TREISO (CN) – 14 % VOL. - DOCG; DOLCETTO D’ALBA 2008 – BARTOLO MASCARELLO – 13,5 % VOL. DOC; ROCCHE MERUZZANO – BARBARESCO 2006 – ORLANDO ABRIGO – TREISO D’ALBA (CN) – 14,5 % VOL. – DOCG; DOW’S – LATE BOTTLED VINTAGE (LBV) 2003 – PORTOGALLO – 20 % VOL. Ma lasciamo il commento a Graziano Favilli
Croce di Febo e Fattoria Palazzo Vecchio: tradizione e innovazione insieme per il presente e il futuro di Montepulciano
Nella settimana delle anteprime dei vini toscani appena trascorsa, ogni qual volta l’indefesso degustatore riesce a distaccarsi (anche psicologicamente) dal tourbillon degli assaggi, può felicemente succedere di visitare aziende importanti o emergenti, spesso prima conosciute solo attraverso la degustazione di campioni anonimi, e magari situate nel bel mezzo di comprensori vinicoli famosi nel mondo e di splendente bellezza. E’ quanto è capitato a chi vi scrive, il 18 febbraio scorso a Montepulciano, con la visita alle aziende Croce di Febo e Fattoria di Palazzo Vecchio. di Riccardo Margheri


09-03-2010 - Vignai da Duline
Durante una visita nel Friuli Venezia Giulia fra vigne cantine e osterie, è nata l’opportunità magnifica di conoscere un agricoltore moderno e antico allo stesso modo, illuminato e illuminante, semplice ma complesso: Lorenzo dell’azienda Vignai da Duline. Cosa è che questo giovane viticoltore sta facendo di straordinario? Apparentemente niente,fino a quando non assaggi i suoi vini e ti accorgi che nel bicchiere ti ha versato una bevanda viva,palpabile, nitido esempio del territorio dei Colli orientali o della zona delle Grave da cui trova origine.
VINI ESTREMI…(ZZATI)
Un film di Carlo Verdone di qualche anno fa narrava di una coppia di giovani sposi (lo stesso Verdone assieme a Claudia Gerini) che dopo aver navigato le rotte amorose più consuete, nel tentativo di sfuggire alla noia ed alla routine quotidiana inseguiva nuove emozioni al grido di “famolo strano!!”. Che ci azzecca il cinema con il vino?! In realtà ben poco. Eppure, nel caso della gag citata, le assonanze con alcune tendenze dell’odierna viticoltura italiana ci stanno tutte. di Daniele Bartolozzi

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On. Susanna Cenni per il corriere del vino NOTIZIE DALLA CAMERA a cura dell'Onorevole Susanna Cenni



Biologico o non biologico? Questo è il problema. Parafrasando il dilemma esistenziale e spostandoci dalla letteratura all’agricoltura, possiamo convenire che la questione del vino biologico è sempre più sentita nel panorama produttivo e imprenditoriale vitivinicolo italiano. Io credo che si debba partire smentendo un luogo comune che vuole il vino biologico qualitativamente inferiore ai vini convenzionali, quasi a dire ”se è biologico non può essere un grande vino”. Semmai esiste un problema normativo a livello comunitario che indebolisce fortemente la filiera del vino “bio” rallentando il processo di evoluzione e diffusione di questo prodotto che, comunque, ha registrato negli ultimi anni enormi passi avanti.
Piazza Montecitorio: bandiere e cappellini verdi. Casse di frutta, olive, parmigiano reggiano, mele. Ad un microfono ogni tanto qualcuno racconta la storia di una impresa agricola. Non è una manifestazione della Lega Nord. No. E' l'agricoltura italiana. A Bologna la Confagricoltura, poi a Roma, davanti alla Camera dei Deputati la Cia. Chiedono di poter fare il loro lavoro, di essere considerati un settore importante, dell'economia e non solo, di questo Paese.
Negli ultimi mesi si è molto parlato di vino toscano, non tanto per le sue qualità, quanto per vicende giudiziarie che lo hanno riguardato. Sono stati fatti dei passi avanti significativi, è stato scongiurato il blocco delle esportazioni del Nobile di Montepulciano verso gli Stati Uniti e, dopo mesi di dibattiti, anche la vicenda del Brunello sembra trovare degli sbocchi positivi con la discussione all'interno dell'assemblea dei soci produttori che ha dato un segnale preciso per la conferma del disciplinare di produzione, e forse ha avviato anche una discussione che guarda oltre.

MONTALCINO: la zona presa in esame, il versante Est, in particolare la zona di Torrenieri, ha mostrato un andamento climatico ottimale per la maturazione del Sangovese, a seguito di un mese di Agosto piuttosto caldo ed asciutto, è seguito un mese di Settembre molto regolare, con un abbassamento delle temperature durante la notte e un clima tutto sommato mite nelle ore diurne. Da un punto di vista quantitativo, si è registrato una diminuzione rispetto al 2008 di circa il 15%, sia in termini di peso che in termini di numero di grappoli, tale diminuzione tuttavia è in parte imputabile ad un lavoro di potatura e diradamento diverso effettuato durante la stagione 2009.
Un viaggio sensoriale nella nostra penisola, attraverso 13 vini scelti dall’enologo toscano Emiliano Falsini per l’evento “I terroir, viaggio in Italia”, svoltosi il 21 novembre nell’ambito di Enologica, il Salone del vino e del prodotto tipico in Emilia Romagna, a Faenza (Ra). Ad affiancare Falsini nel commento della degustazione, il giornalista Antonio Boco, che ha dato il benvenuto agli intervenuti definendo la figura dell’enologo, quale è Emiliano Falsini, una presenza all’interno delle aziende, in costante rapporto dialettico con i produttori di vino, ma non solo.
Fare l’enologo è sicuramente un lavoro che richiede grande passione, non solo per la vigna ed il suo prodotto, ma anche per il viaggio. Da quando ho intrapreso questa bella professione ho varcato molti gate e diverse entrate ed uscite di autostrade: ma lo faccio sempre con grande piacere. Uno degli spostamenti aerei ultimi è per andare a trovare le aziende con le quali collaboro in Sicilia. Partenza lunedì mattina con l’intenzione di arrivare a Catania e dirottarmi per la zona della Doc Faro dove seguo, da poco, l’azienda di Enza La Fauci.

DANIELE GALLUZZI impianti solari per aziende vitivinicole

NOTIZIE DALL'UNIVERSITA' a cura del corso di laurea in enologia di Pisa
IL VINO DI BOLGHERI DI NUOVO PROTAGONISTA DEL PALCOSCENICO ROMANO AL ROMA VINO EXCELLENCE & MERANO WINE FESTIVAL
Si chiama Roma Vino Excellence la prestigiosa manifestazione ideata e realizzata da Ian D’Agata, famoso giornalista italo-americano (International Wine Cellars) in collaborazione con Helmut Köcher, presidente del Merano Wine Festival, andata in scena nella capitale dal 12 al 14 febbraio. Tre giornate centrate su altrettanti seminari internazionali,rispettivamente su Sangiovese, Cabernet Franc e Riesling e costellate di degustazioni guidate di altissimo livello, interventi di giornalisti e produttori internazionali e completata da un banco di assaggio delle eccellenze italiane. Di particolare interesse per Bolgheri il seminario “The Rome International Focus on Cabernet Franc” e le due degustazioni verticali di Sassicaia e di Paleo.

Oggi parliamo del più famoso e al contempo famigerato degli elementi dell'offerta: il prezzo. Famoso perchè è quello sul quale si pensa (erroneamente) che si basino buona parte delle prederenze del consumatore, famigerato perchè proprio per il motivo precedente si preferisce agire su quello piuttosto che sulle altre componenti. Il prezzo, anche se molti non lo sanno, è uno strumento di marketing: lo è perchè è destinato ad incidere nel rapporto tra azienda e consumatore e quindi rientra nella sfera di competenza del marketing. Proprio per questo le decisioni che lo riguardano vanno prese con cognizione di causa e avendo ben presente le ripercussioni che possono avere.

Proprio entrando in Paese dalla Porta Merlata sulla destra si affaccia un Ristorante fuori dall’ordinario, Le Nuvole. Questo simpatico e caratteristico Locale è di proprietà di una bella giovane coppia, lo Chef Timothy Magee e sua moglie Cristina De Nigris. Timothy è nato nel 1972 a Reno nel Nord Nevada negli Stati Uniti d’America, per gli Americani la più grande piccola Città del mondo, famosa, per la velocità con cui vi si può divorziare; dopo aver fatto tutti i cicli scolastici si iscrive all’Università di Reno dove si laurea nel 1995 in Letteratura Inglese. La sua Famiglia ha origini Toscane, i genitori di sua mamma Lina Quirici, venivano dall’Italia, precisamente da Lucca, Timothy è cresciuto con due grandi passioni la buona cucina Italiana e il ciclismo, per la prima si doveva accontentare a lavorare part/time come pizzaiolo, per la seconda ha fatto per qualche anno anche il semiprofessionista con un certo successo.
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