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Calabria felix: Farneto del Principe
Non possiamo che parlare di questa azienda rubando letteralmente le parole all’introduzione che ne fa essa stessa sul suo sito. In poche parole si condensa lo spirito di chi ha fortemente voluto fare viticoltura di qualità. “La Tenuta Marchese Paladino sorge su di una collina ai piedi di Altomonte, ridente cittadina in Provincia di Cosenza, baciata perennemente dal sole ed accarezzata dalla dolce brezza del Ponentino, che dal mar Tirreno va verso lo Jonico, inebriando l'aria degli intensi profumi di questa terra dolce e selvaggia di Calabria. La nebbia, qui, e' sconosciuta – si legge nella presentazione, ma ad ogni conoscitore di questo angolo della Calabria, queste parole suonano come una fotografia ben nitida nella mente - Queste condizioni climatiche, unite alla cultura, ale tradizioni ed alla passione di chi la coltiva, danno vita al Farneto del Principe, vino dal carattere forte, generoso e schietto”.
Visita il sito http://www.casalepozzuolo.it/

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Euposia  


L’azienda vinicola Rocca d’Api è situata a Zafferana etnea, sulle pendici del vulcano. I suoi vigneti godono di un microclima tipico dell’ambiente montano, con repentine variazioni termiche, mentre il terroir è di natura vulcanica. Questa azienda è stata fondata negli anni cinquanta, oggi le bottiglie prodotte sono circa 100 mila , delle quali il 70% circa commercializzato all’estero. Quest’anno ha proposto alcune novità:
Arriva la Barbera d'Asti senza solfiti di Rabino
Imbottigliata il 24 maggio dall’azienda Marco Rabino, sta per debuttare Castlé 2009, una Barbera d’Asti prodotta senza solfiti. Negli ultimi tempi in effetti i consumatori si sono fatti molto più attenti agli additivi usati nell’alimentazione, un po’ perché più sensibili nei confronti della naturalezza dei prodotti e un po’ per esigenze personali dovute ad allergie o comunque a intolleranze nei confronti degli elementi chimici aggiunti. Per questo ultimamente le aziende si sono attrezzate a produrre vini con bassi contenuti di solfiti, ma certo non tutti possono vantare vini certificati con solfiti al di sotto del minimo consentito cioè 10 ml/lt.


Con l’arrivo del caldo estivo l’esigenza di bere qualcosa di fresco e dissetante si fa sempre più dirompente e necessaria.Noi vecchi beoni ce la spassiamo come sempre con delle mitiche bollicine ,vuoi per l’innata predisposizione,vuoi per le esigenze editoriali e di recensione ne approfittiamo sempre, e finiamo coinvolti in maratone de gustative o serate propositive:sempre però con progressive e incalzanti sbornie collettive.
VINI ESTREMI…(ZZATI)
Un film di Carlo Verdone di qualche anno fa narrava di una coppia di giovani sposi (lo stesso Verdone assieme a Claudia Gerini) che dopo aver navigato le rotte amorose più consuete, nel tentativo di sfuggire alla noia ed alla routine quotidiana inseguiva nuove emozioni al grido di “famolo strano!!”. Che ci azzecca il cinema con il vino?! In realtà ben poco. Eppure, nel caso della gag citata, le assonanze con alcune tendenze dell’odierna viticoltura italiana ci stanno tutte. di Daniele Bartolozzi

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On. Susanna Cenni per il corriere del vino NOTIZIE DALLA CAMERA a cura dell'Onorevole Susanna Cenni



Biologico o non biologico? Questo è il problema. Parafrasando il dilemma esistenziale e spostandoci dalla letteratura all’agricoltura, possiamo convenire che la questione del vino biologico è sempre più sentita nel panorama produttivo e imprenditoriale vitivinicolo italiano. Io credo che si debba partire smentendo un luogo comune che vuole il vino biologico qualitativamente inferiore ai vini convenzionali, quasi a dire ”se è biologico non può essere un grande vino”. Semmai esiste un problema normativo a livello comunitario che indebolisce fortemente la filiera del vino “bio” rallentando il processo di evoluzione e diffusione di questo prodotto che, comunque, ha registrato negli ultimi anni enormi passi avanti.
Piazza Montecitorio: bandiere e cappellini verdi. Casse di frutta, olive, parmigiano reggiano, mele. Ad un microfono ogni tanto qualcuno racconta la storia di una impresa agricola. Non è una manifestazione della Lega Nord. No. E' l'agricoltura italiana. A Bologna la Confagricoltura, poi a Roma, davanti alla Camera dei Deputati la Cia. Chiedono di poter fare il loro lavoro, di essere considerati un settore importante, dell'economia e non solo, di questo Paese.
Negli ultimi mesi si è molto parlato di vino toscano, non tanto per le sue qualità, quanto per vicende giudiziarie che lo hanno riguardato. Sono stati fatti dei passi avanti significativi, è stato scongiurato il blocco delle esportazioni del Nobile di Montepulciano verso gli Stati Uniti e, dopo mesi di dibattiti, anche la vicenda del Brunello sembra trovare degli sbocchi positivi con la discussione all'interno dell'assemblea dei soci produttori che ha dato un segnale preciso per la conferma del disciplinare di produzione, e forse ha avviato anche una discussione che guarda oltre.

«Si preannuncia una stagione molto interessante. A livello quantitativo, infatti, dovrebbe aumentare la produzione rispetto allo scorso anno, caratterizzato, invece, da bassa produzione. La vendemmia dei bianchi sta volgendo al termine, mancano ancora qualche Chardonnay della zona alta, ma la maggior parte e' stata raccolta». Sono le prime impressioni di Emiliano Falsini, il giovane enologo toscano, che si trova in Argentina per la vendemmia 2010. Falsini, consulente in numerose aziende italiane, non manca di prestare le sue competenze anche all’estero ed in particolare in Sud America.
MONTALCINO: la zona presa in esame, il versante Est, in particolare la zona di Torrenieri, ha mostrato un andamento climatico ottimale per la maturazione del Sangovese, a seguito di un mese di Agosto piuttosto caldo ed asciutto, è seguito un mese di Settembre molto regolare, con un abbassamento delle temperature durante la notte e un clima tutto sommato mite nelle ore diurne. Da un punto di vista quantitativo, si è registrato una diminuzione rispetto al 2008 di circa il 15%, sia in termini di peso che in termini di numero di grappoli, tale diminuzione tuttavia è in parte imputabile ad un lavoro di potatura e diradamento diverso effettuato durante la stagione 2009.
Un viaggio sensoriale nella nostra penisola, attraverso 13 vini scelti dall’enologo toscano Emiliano Falsini per l’evento “I terroir, viaggio in Italia”, svoltosi il 21 novembre nell’ambito di Enologica, il Salone del vino e del prodotto tipico in Emilia Romagna, a Faenza (Ra). Ad affiancare Falsini nel commento della degustazione, il giornalista Antonio Boco, che ha dato il benvenuto agli intervenuti definendo la figura dell’enologo, quale è Emiliano Falsini, una presenza all’interno delle aziende, in costante rapporto dialettico con i produttori di vino, ma non solo.

DANIELE GALLUZZI impianti solari per aziende vitivinicole

NOTIZIE DALL'UNIVERSITA' a cura del corso di laurea in enologia di Pisa
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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