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Ma quante belle DOC...
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riccardo
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20-02-2008
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Anche se la primavera tarda a mostrare i suoi effetti, nel Bel Paese e' tutto un fiorire di nuove agguerrite DOC e promettenti IGT, dai nomi a volte fantasiosi. Solo nel ristretto territorio pisano-livornese sono fresche di nomina la DOC Terratico di Bibbona e la IGT Montecastelli, mentre rumors danno per certa l’intenzione di promuovere una nuova IGT Costa Toscana. di Paolo Valdastri
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Guide Vini: il viaggio continua
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riccardo
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20-02-2008
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Continua il viaggio nel mondo delle Guide Vini d’Italia con un commento su Duemilavini (AIS Bibenda), I Vini di Veronelli e sulla newsletter di Alessandro Masnaghetti Enogea. Lo scopo di questo viaggio non vuole essere quello di fare una sterile classifica o un’arida statistica di vini o di aziende piu' premiate. Lasciamo ad altri questo compito e partiamo invece dalla fine. a cura di Paolo Valdastri.
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Bolgheri: terroir di grandi vini, vini di grande terroir
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riccardo
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20-02-2008
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“Uno dei piu' grandi terroir italiani”, cosi' esordisce Attilio Scienza introducendo il pomeriggio di studio sui risultati della seconda fase del lavoro di zonazione del territorio di Bolgheri svoltosi al Parco dei Principi di Roma, sede dell'Ais. Il lavoro, la cui prima fase era iniziata alla fine degli anni ’80, grazie all’iniziativa di un manipolo di produttori ed alla collaborazione tra enti locali e Universita' Statale di Milano, ha lo scopo di studiare l’interazione tra genotipo e ambiente (terreno, microclima, uomo) e l’obbiettivo e' quello di individuare la maggiore o minore vocazione dei vari angoli di un territorio a produrre vini di alta qualita'. Qualcosa di simile a quanto in Borgogna o a Bordeaux si e' fatto in secoli e secoli di esperienza e prove empiriche, velocizzato dalle conoscenze e dai mezzi tecnologici di cui oggi disponiamo. di Paolo Valdastri
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L’Italie: c’est aussi une question de prix. (Italia : e' anche una questione di prezzo). Ovvero:meditate bolgheresi, meditate!
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riccardo
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20-02-2008
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Raoul Salama e' un capo redattore della Revue du Vin de France ed uno dei responsabili delle degustazioni e critico molto autorevole nel panorama vinicolo mondiale La Strada del Vino Costa degli Etruschi lo aveva accolto, la scorsa estate, per un giro di degustazioni nelle prestigiose aziende della zona e ne era scaturito un sostanzioso articolo sui nostri grandi rossi, rafforzato da un’inserzione sullo speciale “Les Grands Vins d’Italie: une selection de la RVF”. di Paolo Valdastri
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Quale futuro per il vino siciliano?
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riccardo
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20-02-2008
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l Corriere del vino ha deciso di seguire da vicino il Forum sul futuro delle Doc e Docg in Sicilia - che si e' tenuto nell'ambito della manifestazione Degustivina - , tema ricorrente in diverse tavole rotonde e di estrema attualità se si considera il momento di crisi che sta attraversando il vino italiano e sotto certi aspetti anche quello prodotto in Sicilia. di Enrico Olivieri
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La tipicità dei vini isolani
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riccardo
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20-02-2008
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Esiste un filo conduttore che può legare in qualche maniera lo stile dei vini prodotti nelle isole e che nello stesso tempo li renda prodotti unici ed irripetibili? In altre parole è possibile dare una definizione precisa di “vino isolano”? di Paolo Valdastri
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La quinta edizione della Guida vini dell'Espresso
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riccardo
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20-02-2008
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La Guida Vini d’Italia de L’Espresso giunge alla sua quinta edizione e si conferma come una tra le più diffuse, seguite ed autorevoli guide in un settore che comincia a pullulare di pubblicazioni destinate ad orientare le scelte del grande numero di appassionati del settore. Nelle intenzioni del direttore Enzo Vizzari e dei curatori, Ernesto Gentili e Fabio Rizzari, la guida si basa su pochi, ma chiari e precisi assiomi. di Paolo Valdastri
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Il nostro commento sulle Guide
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riccardo
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20-02-2008
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Con questo primo articolo avviamo la rubrica denominata il commento. A curarla un caro amico, molto competente in materia al quale spero presto si aggiungerà un altro nome importante nel mondo del vino. Venite a scoprirla RG
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redazione
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02-09-2010
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Verticale storica di Lupicaia Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.
Cari amici buongustai,
scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire.
Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo.
Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo.
Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.
Basta dire Provincia di Siena e la mente corre subito attraverso ogni genere di meraviglie, culturali, paesaggistiche e gastronomiche. Questo magnifico Territorio è attraversato dalla Via Cassia, una delle più importanti Vie Consolari Romane, che congiunge Roma a Firenze. In Epoca Medievale, a causa dell’impantanamento della Valdichiana (valle di origine alluvionale, che si estende tra le Provincie di Arezzo e Siena per poi proseguire in Umbria), il percorso originale fu modificato, e dopo il 774, quando i Franchi sconfissero i Longobardi, la strada divenne il percorso preferito dei numerosi pellegrini che si recavano a Roma. Un lungo tratto della Cassia coincise con la famosa Via Francigena, anticamente detta Via Francesca o Romea
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