La Regola del vino
Riparbella. Giugno 2006. Pomeriggio caldo bel tempo, all'orizzonte verso Volterra qualche nube che oscura il panorama. Ho appuntamento con Flavio Nuti che con il fratello Luca sono proprietari dell'azienda La Regola, piccolo gioiello della Doc di Montescudaio.RG
Ben presto, La Regola varcato i confini della provincia pisana per
diventare un punto fermo della produzione del Consorzio Costa degli etruschi
e socia fondatrice dell'Associazione Grandi Cru della Costa toscana.
Ad attendermi Flavio, responsabile amministrazione e marketing dell’azienda
ed il fratello Luca, agronomo sempre impegnato tra tini, macchine e campi.
Non nascondo ad uso del lettore, che si tratta di una visita ad amici con i
quali, per onesta' intellettuale sempre viva, ci confrontiamo con sincerita'
anche sulla stessa produzione.
Una produzione che si aggira intorno alle 60 bottiglie con una
prospettiva di arrivare ad un’estensione vitata di 20 ettari.
Ma l’azienda, in continua espansione, mi e' apparsa molto diversa
dall’ultima mia visita.
Una bella trasformazione nella cantina sotto La pieve, in attesa della
nuova struttura che nascera' nei pressi dell’attuale locazione: la
barriccaia e' stata spostata nel centro di Riparbella e la' hanno trovato
spazio nuovi tino in acciaio e un bel rotovinificatore, acquistato da due
anni, che aiuta molto nella produzione.
“Un investimento importante effettuato nell’ultimo triennio” mi dicono
all’unisono Luca e Flavio. Passi notevoli, quindi, dagli inizi degli anni 90
quando Luca, laureatosi in agronomia, spinge il padre Rolando e il fratello
Flavio e trasformare l’azienda con una tradizione quasi secolare alle
spalle, in una realta' produttiva diversa.
Nel corso di tre lustri sono molte le modifiche e le conquiste prima con
l’enologo Giovanni Bailo ed, ora, con Luca D’Attoma. Ma la voglia dei Nuti –
che hanno anche un’azienda di servizi per l’agricoltura con grandi nome
dell’enologia come clienti – continua. A parte la nuova cantina - che sta
aspettando l’iter burocratico necessario – c’e' la volonta' di lavorare
puntando sempre alla qualita' e di creare, nel prossimo futuro, una
probabile etichetta per la Doc Terratico di Bibbona.
“Il nostro obiettivo e' arrivare a produrre una quantita' di bottiglie
pari a 100/120 mila – mi spiega Flavio – . Penso che saremo a regime tra
cinque anni, realizzazione della cantina permettendo”.
Ed intanto la tradizione di famiglia, quella del bisnonno Corrado che
bevevo il suo vinello (allungando il vino con l’acqua) va avanti.
Nuovi terreni vitati stanno nascendo su ottimi terreno con bella
esposizione, altri nasceranno.
Questa volta, pero', non mi faro' cogliere impreparato e seguiro' con
attenzione i progressi di questi due fratelli cosi' diversi tra loro ma
accomunati dalla passione per la terra e per i suoi prodotti.
Ed a proposito di prodotti non posso mancare di darvi le mie note di
degustazione.
Nella sezione vino troverete, invece, il Beloro 2001.
Ante-nota: tutti i vini degustati si contraddistinguono per una bella
mineralita'.
Steccaia 2005
Paglierino scarico con riflessi dorati
Note di pomodoro verde basilico fiori bianchi. In bocca si presenta con una
bella sapidita' ed una discreta acidita'. Polpa e pieno su toni di pomodoro
verde e fiori molto piacevole. Persistente. Alla lunga lasciato ad
ossigenare matura molto sui toni di glicine e fiori bianchi.
Lauro 2005
Bisogna subito anteporre che questo Lauro ha la necessita' strutturale di
essere ossigenato per dare il meglio di se'. Nel suo giallo dorato emergono
alla lunga dei toni di agrumato e mandorla croccante che si sposano con la
pesca e la frutta gialla con una base di florealita' bianca e
burrosita'.
L’ossigenazione permette al vino di lasciare spazio alla complessita' dei
profumi e di perdere certi tono dal legno. In bocca e' un vino molto morbido
con note burrose ed una discreta acidita' che lo accompagna. Un finale dolce
con persistenza e un ritorno di burrosita' e note speziate che favoriscono
la salivazione. Anche in bocca dopo un po’ di ossigenazione emergono i toni
agrumati gradevoli.
Ligustro 2005
Un rubino intenso con riflessi violacei che caratterizza un vino che
all’olfatto si presenta molto vinoso con frutta rossa, ciliegia, note
speziate e una punta di cioccolosita'. In bocca una discreta polpa fa da
compagna ad una bella acidita'. Discreta persistenza. Un vino sicuramente
piacevole a bersi.
Vallino delle Conche 2004
Un bel rubino, intenso, unghia violacea. Frutta rossa, cioccolata,
amalgamato con sentori complessi di varia frutta rossa. Morbido, polpa,
tannini equilibrati, punte di terrosita' delicata e non aggressiva, toni di
marasca, finale lungo su note di frutta.
Regola 2003
Rubino intenso ed “importante”. Bel frutto avvolgente pieno in bocca una
polpa di sostanza un discreto equilibrio con tannini maturi ed una frutta
avvolgente. Lungo e persistente finisce su note di cioccolata. Lascia una
bella pulizia.
Sondrete 2001
Decisamente “nettaroso” all’olfatto con note che spaziano dai fichi secchi,
agli agrumi, al miele. Morbido e delicato al palato, emerge nelle note
zuccherine che coccolano. Lungo e persistenza su note finali di croccante.
Non pastoso ma pulito con un bel finale.
Cantina Localita' San Martino 56046 Riparbella
Tel. fax 0586.698145
info@laregola.com
http://www.laregola.com


