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Michele Satta: un'azienda, una storia

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L’Azienda di Michele è situata nel Comune di Castagneto Carducci – rientrante nella Doc Bolgheri – ed è nata negli anni ‘90. Michele, di origine lombarda e precisamente di Varese, capita quasi per caso a Bolgheri, dove lavora dal 1984 presso alcune aziende tra cui anche all’Ornellaia ed al Sassicaia. Nel 1994 prende in affitto una vigna e cerca di capire qualcosa di più sul vino. Crede nelle potenzialità del Sangiovese e del Syrah, due vitigni che esprimono al meglio il territorio di Bolgheri e del Mediterraneo: il Sangiovese è un vitigno difficile, tutti sono buoni a fare il vino con il Cabernet, un vitigno che non risente delle influenze del clima, ma con il Sangiovese è un’altra cosa.

L’Azienda di Michele è situata nel Comune di Castagneto Carducci – rientrante nella Doc Bolgheri – ed è nata negli anni ‘90. Michele, di origine lombarda e precisamente di Varese, capita quasi per caso a Bolgheri, dove lavora dal 1984 presso alcune aziende tra cui anche all’Ornellaia ed al Sassicaia. Nel 1994 prende in affitto una vigna e cerca di capire qualcosa di più sul vino. Crede nelle potenzialità del Sangiovese e del Syrah, due vitigni che esprimono al meglio il territorio di Bolgheri e del Mediterraneo: il Sangiovese è un vitigno difficile, tutti sono buoni a fare il vino con il Cabernet, un vitigno che non risente delle influenze del clima, ma con il Sangiovese è un’altra cosa. Nella sua azienda è un po’ come trovarsi a Bordeaux per il clima mite e nella valle del Rodano per la fascia collinare, con i venti che spirano da sud-ovest, dove il Cabernet ed il Syrah fanno da padroni. Come vitigno bianco piantò il Viognier, vitigno dalle grandi potenzialità; difatti dopo 3 anni decise di vinificarlo in purezza e fu elogiato dal grande Veronelli che lo definì “Re bianco” e poco dopo prese il nome definitivo di “Giovin Re”. Nella degustazione tenutasi a Livorno, Michele ha portato i vini che esprimono tutta la potenzialità del suo territorio: partendo proprio dal “Giovin Re annata 2006”,  dimostra subito le sue potenzialità dal colore, un giallo paglierino leggermente tendente al dorato, raro per un vino: al naso è subito molto chiuso ma dopo poco è una complessità di profumi avvolgente, in bocca prevalgono oltre che la nota minerale del territorio, una nota salmastra elegante, note molto nette di pesca bianca, pera, balsamico e vaniglia: buona la nota acida con una sapidità spiccata elegantissima, rispecchia al pieno il territorio. Si passa poi al “Syrah 2006” con un colore rosso rubino molto giovane, al naso una nota speziata di pepe bianco e nero tipico di questo vitigno con nota minerale, si riconoscono frutti rossi e neri come ciliegia e mirtillo, una leggera nota polverosa di terreno bagnato, in bocca è ampio, opulento, alcolico, fresco e tannino molto esuberante per via della giovinezza del vino, una pienezza nel finale molto lungo e pulito con la speziatura di pepe nero e bianco. Tocca poi al “Piastraia 2005”, il territorio che Michele vuole far interpretare tramite il vino, un blend di Cabernet, Sangiovese, Syrah e Merlot; ha un colore rosso rubino leggermente scarico ma brillante, al naso note fragranti di frutta rossa e nera non molto matura, bella la mineralità con la speziatura del pepe, nota balsamica spiccata, in bocca buona la nota di freschezza, il tannino presente ma molto delicato, alcolico e morbido al tempo stesso: mirto, tamarindo e caffé in una completezza, una leggera nota vanigliata data dal legno nel finale. Si passa poi al Bolgheri Rosso Superiore “I Castagni 2004” prodotto con 70 % Cabernet, 20 % Syrah e 10 % Teroldego. Vino dal colore rosso rubino molto profondo ma che mantiene bene la brillantezza, buona la consistenza. Al naso liquirizia, frutto rosso e nero, balsamico, minerale e vegetale, in bocca è molto ampio, buona la nota fresca dell’acidità, sapido ed alcolico, tannino molto presente ma croccante, finale molto lungo con il frutto rosso che permane in bocca insieme alla nota speziata, minerale e vanigliata. Si chiude poi in bellezza con un Sangiovese in purezza, “Il Cavaliere 1999”. Colore rosso granato con una buona consistenza, al naso frutto nero, buona la mineralità tipica di tutti i vini di Michele Satta, liquirizia, vegetale, ciliegia sotto spirito, tabacco, foglie di the ed una leggera nota terrosa. In bocca è un crescendo di sensazioni, il frutto ed il tannino sono sempre presenti come la freschezza, molto interessante la nota minerale con una sapidità spiccata ma elegante, così come la nota vanigliata del legno. Finale molto pulito, elegante a non finire. 

di Graziano Favilli

Data di pubblicazione: 01/02/2010
IL VINO DI BOLGHERI DI NUOVO PROTAGONISTA DEL PALCOSCENICO ROMANO AL ROMA VINO EXCELLENCE & MERANO WINE FESTIVAL
Si chiama Roma Vino Excellence la prestigiosa manifestazione ideata e realizzata da Ian D’Agata, famoso giornalista italo-americano (International Wine Cellars) in collaborazione con Helmut Köcher, presidente del Merano Wine Festival, andata in scena nella capitale dal 12 al 14 febbraio. Tre giornate centrate su altrettanti seminari internazionali,rispettivamente su Sangiovese, Cabernet Franc e Riesling e costellate di degustazioni guidate di altissimo livello, interventi di giornalisti e produttori internazionali e completata da un banco di assaggio delle eccellenze italiane. Di particolare interesse per Bolgheri il seminario “The Rome International Focus on Cabernet Franc” e le due degustazioni verticali di Sassicaia e di Paleo.

Oggi parliamo del più famoso e al contempo famigerato degli elementi dell'offerta: il prezzo. Famoso perchè è quello sul quale si pensa (erroneamente) che si basino buona parte delle prederenze del consumatore, famigerato perchè proprio per il motivo precedente si preferisce agire su quello piuttosto che sulle altre componenti. Il prezzo, anche se molti non lo sanno, è uno strumento di marketing: lo è perchè è destinato ad incidere nel rapporto tra azienda e consumatore e quindi rientra nella sfera di competenza del marketing. Proprio per questo le decisioni che lo riguardano vanno prese con cognizione di causa e avendo ben presente le ripercussioni che possono avere.

Proprio entrando in Paese dalla Porta Merlata sulla destra si affaccia un Ristorante fuori dall’ordinario, Le Nuvole. Questo simpatico e caratteristico Locale è di proprietà di una bella giovane coppia, lo Chef Timothy Magee e sua moglie Cristina De Nigris. Timothy è nato nel 1972 a Reno nel Nord Nevada negli Stati Uniti d’America, per gli Americani la più grande piccola Città del mondo, famosa, per la velocità con cui vi si può divorziare; dopo aver fatto tutti i cicli scolastici si iscrive all’Università di Reno dove si laurea nel 1995 in Letteratura Inglese. La sua Famiglia ha origini Toscane, i genitori di sua mamma Lina Quirici, venivano dall’Italia, precisamente da Lucca, Timothy è cresciuto con due grandi passioni la buona cucina Italiana e il ciclismo, per la prima si doveva accontentare a lavorare part/time come pizzaiolo, per la seconda ha fatto per qualche anno anche il semiprofessionista con un certo successo.
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