PODERE SAPAIO …COLPO DI FULMINE. QUANDO LA PASSIONE SI SPOSA CON LA PROFESIONALITA’
Massimo Piccin, ingegnere, fonda la sua azienda “Podere Sapaio” nel 1999, ammaliato dal fascino delle colline toscane. Decide in maniera molto coraggiosa di cambiare vita, dal Veneto, sua regione di origine si trasferisce nel territorio bolgherese e intraprende un’avventura che lo porterà a seguire la passione di sempre: il vino e a trasformarla in successo.
Così investito da un’irrefrenabile volontà di votarsi ad un territorio e di valorizzarlo profondendo impegno e risorse, ne diventa nuovo interprete. Podere Sapaio si estende tra il Comune di Castagneto Carducci e Bibbona, circa quaranta ettari di superficie vitata. Con la prima vendemmia nel 2004 e nel 2006 esce “Volpolo ”, circa 1500 bottiglie. Il taglio è quello bordolese: Cabernet sauvignon, Merlot e Petit Verdot. Ed è subito successo! Questo vino si presenta con le caratteristiche del “fuori classe”: al naso sentori vegetali, di erbe aromatiche, di maggiorana, e di frutti rossi, che conferiscono sensazioni olfattive intriganti. In bocca si apprezza una stoffa piena e armonica che appaga e dona eleganza, una massa eccelsa di tannini setosi ed un gusto pieno e avvolgente. L’azienda realizza, ad oggi, due vini: il Volpolo e il Sapaio.
Il “Sapaio” è un Bolgheri superiore, Cabernet Sauvignon 50%, Merlot 30%, Cabernet Franc 10% e un altro 10% di Petit Verdot, , 18 mesi di invecchiamento in barrique e 8-10 mesi di affinamento in bottiglia. Entrambi, Volpolo e Sapaio nascono sotto la cura e la direzione di un grande enologo di fama internazionale, Carlo Ferrini.
L’edizione di quest’anno di Vinitaly ha incoronato “Sapaio”, quale grande protagonista e ambasciatore del territorio bolgherese insieme ai “grandi “. Al naso, si presenta con aromi complessi e intensi di torrefazione. La speziatura e la tostatura, si fondono armonicamente con i profumi primari e secondari, di frutta secca e marmellate. In bocca ha un’impostazione austera, di gran carattere e ottima persistenza. Sapaio ha ricevuto straordinari consensi e destato l’interesse di molti giornalisti stranieri del settore che hanno avuto modo di degustarlo. Direi che il risultato ottenuto da Massimo Piccin, dal suo enologo e dal suo staff è encomiabile e devo aggiungere che data la giovane età dei vigneti e visti i risultati attuali, non possiamo che prevedere un futuro ricco di successi.
Alessandra Rachini


