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Rara, eccezionale e selezionata verticale del Roncùs Bianco Vecchie Vigne all'Azienda Roncùs di Capriva del Friuli (Gorizia).

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Giorgio Dracopulos con il proprietario Giorgio Dracopulos con il proprietario
Il Collio Goriziano è notoriamente una delle mie mete preferite, non solo per gli straordinari vini che quì si producono, ma anche per il fascino, la bellezza di questi luoghi e per i molti amici Vignaioli che ho in questa zona d'Italia. A poca distanza da Cormons, centro nevralgico di tutta l'area, c'è in piccolo paese che porta il nome di Capriva del Friuli (fino al 1954 la denominazione ufficiale del Comune era Capriva di Cormons), il territorio è collinare, la terra è di confine, la Slovenia è vicinissima, a due chilometri, e la sua storia parte da molto lontano. Già in epoca Romana, questi erano luoghi abitati, dopo la caduta dell'Impero che aveva fatto di tutto il mondo conosciuto Roma, arrivarono i Longobardi (popolazione germanica orientale), successivamente, intorno all'anno mille, la dominazione divenne quella del Patriarcato di Aquileia (una entità politica e religiosa che dal 568 amministrò un vasto territorio con al centro l'odierno Friuli), dopo il 1428 divenne dominio Veneto. Nel XVI° secolo Capriva entrò a far parte dei territori degli Asburgo d'Austria, solo dopo il sanguinoso Primo Conflitto Mondiale (1914/1918) diventò, finalmente, Italiana. Oggi il Comune non arriva ai 2.000 abitanti, ma in compenso, ha tante vigne, da cui si producono Vini molto buoni, anzi buonissimi.


L'importante Azienda Agricola, di cui vi voglio parlare, è proprio di Capriva del Friuli, il suo nome è Roncùs, il proprietario è un Vignaiolo esperto, appassionato enologo, che ha anche una filosofia tutta sua applicata alla viticoltura, Marco Perco.
Marco, classe 1961, cresce su di una terra che da tre generazioni è della sua famiglia, molta della sua passione deriva da quella trasmessagli dal nonno Giuseppe, dopo essersi diplomato Perito Agricolo svolge vari lavori, ma nel 1990 decide di occuparsi dello sviluppo della sua Azienda, in particolare della produzione vitivinicola, e per meglio qualificarla le dà la nuova denominazione: Roncùs.
La scelta del nome non è casuale, nel vecchio Catasto Asburgico di Maria Teresa D'Austria (Arciduchessa regnante d'Austria e regina d'Ungheria e Boemia vissuta tra il 1717 e il 1780) la casa colonica dell'Azienda era accatastata in Località "Roncuz", poi visto che in dialetto Friulano il dislivello collinare del terreno, come quello di parte della proprietà in questione, si chiama "Ronc's" al plurale, è stato naturale pensare a "Roncùs".                                                                                                                                                                 La sua particolare visione del legame tra terra e vino, amore e passione per il suo lavoro, lo portano ad identificare le sue vigne più vecchie (dai 40 ai 60 anni) con il giusto messaggio informativo da diffondere, delle peculiarità migliori del Territorio Friulano. Non espianti, dunque, ma una valorizzazione dell'esistente, con un recupero ambientale di cui possono andare fieri. Cinque ettari, sui dodici totali, da cui si fa un Vino molto importante, l'uvaggio principale la Malvasia Istriana, adattisima per coniugare aroma, freschezza e bevibilità, in più abbinandola a più piccole percentuali (variabili a seconda delle annate) di Friulano (Tocai) 20% e di Ribolla 10%, si raggiunge la perfetta identificazione del Territorio.
Il nome da dare a questo significativo ed importante Vino Bianco ? niente di più appropriato:- Vecchie Vigne. Dopo aver tenuto, tutto l'anno, queste selezionate Vigne, sotto un attento controllo e dopo averle amorevolmente accudite, il vendemmiato, previa una leggera macerazione su le bucce, viene tenuto a fermentare, tre anni sui lieviti indigeni, che rimangono per molto tempo sul fondo fine, necessitando di periodi più lunghi per raggiungere la maturazione e adottando un protocollo che valorizza l'originario patrimonio microbiologico di solo fermentazioni spontanee. Un anno in botte grande (rovere di Slavonia) da 2000 litri, successivamente in acciaio, quasi in affinamento, per altri due anni, passato questo periodo, vengono tolti i lieviti e il Vino per sei mesi riposa in bottiglia, prima di uscire dalla cantina. Come tutto ciò che è troppo buono, viene prodotto in numeri molto bassi, non più di seimila bottiglie........ ma che bottiglie. Un Vino Friulano ricco e complesso, che offre fantastici aromi insieme a splendide sensazioni, con una grandissima capacità di maturare negli anni, anche più di dieci, senza "invecchiare".
Ma veniamo alla degustazione del Roncùs Vecchie Vigne Collio Bianco D.O.C., le annate assaggiate sono state il 2006, 2005, 2004, 2002, 2000.
I cinque bicchieri in fila, con le rispettive bottiglie alle spalle, sono uno spettacolo già alla vista, il Vino, color giallo oro alimentare con le varie sfumature, che brilla dentro è un ottima presentazione ed anche un invito molto accattivante:
- 2006 - Colore carico, aroma ricco, floreale, intenso, in bocca rilascia forti sentori di frutta fresca, lungo e persistente, con una acidità intrigante, è stato appena messo in commercio e stanno partendo le prime consegne;
- 2005 - Particolarmente dorato, complessi aromi fruttati, molto piacevole in bocca, con un retrogusto di frutta bianca;
- 2004 - Colore rilucente, con molti riflessi, molto minerale al naso con note di particolare fragranza, si apre in bocca e nella sua asciuttezza esprime grandi sapori avvolgenti, intenso, vivo, lungo e persistente;
- 2002 - Giallo oro tenue, dai profumi particolarmente freschi, sintetico nei sapori ma allo stesso tempo molto gradevole, con un  particolare delicato retrogusto;
- 2000 - Colore brillante, molti i riflessi, profumi ricchissimi di frutta fresca e secca, non mancano sentori di spezie e di fiori di campo,
in bocca una esplosione di aromi fantastici, molto avvolgente nella sua particolare delicatezza, un grande finale che lascia una bocca eccezionalmente soddisfatta e asciutta.
I Vini assaggiati erano straordinari, e qualcuno anche qualcosa di più. Quì si parla di un Vino che è un fiore all'occhiello per la produzione enologica nazionale: il Vigne Vecchie 2000 per la prestigiosa rivista inglese Decanter è il "Best Old World White" (il Miglior Vino Bianco del Vecchio Mondo), il 2001 ha preso i "Tre Bicchieri" della Guida del Gambero Rosso, al 2004 sono stati assegnati i "5 Grappoli" valutazione massima della Guida Duemilavini, il 2004 e il 2006 sono i "Vini dell'Eccellenza" per I Vini d'Italia de Le Guide de L'espresso, senza considerare tutti gli altri innumerevoli riconoscimenti ottenuti.
Il particolare modo di produrre questo Vino, ha attirato l'attenzione anche dell'Università di Udine.
L'Azienda Roncùs produce anche altri ottimi Vini: Sauvignon, Pinot Bianco, Friulano (Tocai), Roncùs Bianco e il Rosso Val di Miez.
Parlando con Marco Perco ho cercato di capire tra le righe quale sia la fonte del suo grande successo, e forse sono riuscito a intuirla proprio quando è andato a prendere una grande e vecchia fotografia. Mi ha detto: "guarda, Giorgio, questa è stata una terra contesa, che ha visto molto sudore e sangue, la guerra e passata davanti alle nostra casa molte volte, ma noi non abbiamo mai ceduto e siamo rimasti quì per attaccamento e amore". Nella foto in bianco e nero, ancora buona, incorniciata, si vedevano, fotografati nel cortile davanti alla loro casa, un gruppo di prigionieri Austriaci affranti, della Prima Guerra Mondiale, sorvegliati, su lo sfondo, da Soldati  Italiani e un Carabiniere Reale (corpo fondato nel 1814, anche per compiti di polizia militare); non solo una foto ma un cimelio, estremamente significativo e affascinante. Per fare un Vino del livello delle Vigne Vecchie ci vuole della ottima uva, un terreno particolare, un clima adatto, ma anche delle persone con una grande esperienza, passione e sensibilità, come Marco Perco, bravo, simpatico e solare Vignaiolo.
di Giorgio Dracopulos
Azienda Agricola Roncùs
Via Mazzini, 26   Capriva del Friuli (Go)
Tel.  0481 809349    Fax.  0481 808535
info@roncus.it
www.roncus.it

Data di pubblicazione: 02/11/2009
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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