Sant'Agnese, nelle vigne di Piombino
Una storia un po' particolare legata alla Piombino dell'acciaieria, una cittadina industriale che faceva della sua fabbrica il punto di riferimento. Ma negli anni '90 e agli inizi del Nuovo Millennio, Piombino scopre di essere anche altro: una citta' con una storia millenaria; una bellissima "terrazza" affacciata sul Tirreno e sull'Elba; un luogo dove si puo' produrre anche agricoltura di grande qualita'.
| In questo scenario nel 1994 la famiglia Gigli acquista dalle Acciaierie di Piombino S.p.A. il podere Sant'Agnese. "Fin da subito - ricordano i Gigli nella loro scheda sulla storia dell'azienda- abbiamo operato per indirizzare la produzione dell’azienda verso risultati che fossero più soddisfacenti dal punto di vista qualitativo: sono stati estirpati alcuni ettari di vigneto e investimenti sono stati effettuati per attrezzare la cantina con più moderne tecnologie". Nel contempo si e' lavorato per piantumare nuovi vigneti con vitigni compresi nel nuovo disciplinare DOC Val di Cornia quali Cabernet, Merlot, Aleatico, Vermentino e Sangiovese “grosso”. "Oltre ai vigneti - ancora i Gigli a parlare - sono state piantati circa 950 olivi che si sono aggiunti ai circa 200 già esistenti". Ma quali sono le prospettive per la vostra azienda? "Adesso stiamo valutando attentamente l'andamento dei mercati nei prossimi anni - risponde Paolo Gigli -. Se fossero confermati gli andamenti positivi faremmo alcuni investimenti, di cui abbiamo gia' idea, in vigna e in cantina. Prima di fare passi troppo lunghi, pero', vorremmo capire come si potrebbe consolidare anche il mercato estero". Vi rivolgete molto verso l'estero, quindi? "Abbiamo richieste sia dalla Russia che dagli Usa ed ultimamente, in prima persona, ho partecipato ad un'iniziativa in Norvegia dove ho potuto far conoscere il nostro vino che e' stato apprezzato. Anche se mi piace sottolineare come la maggior parte del nostro mercato sia nell'ambito locale, in particolar modo quello dei vini base". Quale pensa sia il problema maggiore di un'azienda piccola? "Il probelma maggiore e' sicuramente quello di farsi conoscere. Scontiamo, poi, anche il fatto di avere una produzione che si aggira intorno alle 35mila bottiglie. Questo ricade anche sulle nostre possibilita' di entrare nei mercati con determinati prezzi: con una maggiore produzione potrei fare prezzi diversi ed andare in modo migliore incontro alle richieste del mercato, specie locale". Un legame piu' forte con il territorio puo' aiutare la crescita di aziende come la vostra? "Secondo me un legame forte con il territorio puo' essere importante per l'azienda anche se riscontro che qui manca una grande sinergia tra gli attori". Cosa prevede il futuro enoico dell'azienda? "Stiamo pensando di ridurre la produzione delle etichette di bianchi e probabilmente sparira' il Citreo e cambiera' il Lilium. Posso dirle che nel 2004 abbiamo prodotto un Aleatico in poche quantita' ed abbiamo sperimentato un Passito di Sangiovese che, ritengo, sara' pronto il prossimo anno. Quest'anno, pero', abbiamo scelto di non produrre nessuno dei due". I vini dell'azienda: Lilium DOC Bianco Val di Cornia, da uve di Malvasia toscana; Citreo Bianco IGT Toscana; KalendaMaia DOC Vermentino Val di Cornia; Rubido DOC Sangiovese Val di Cornia . Libatio Lunae da uve scelte di Sangiovese, invecchiato circa 18 mesi in barrique. Spirto, dall’autunno del 2001, vino rosso di qualità superiore da uve di Cabernet Sauvignon e di Merlot Alcuni numeri dell'azienda: Superficie Aziendale Circa 38,5 Ha, dei quali circa 7 Ha coltivati a vigneto, 4 Ha di oliveto; altri 2 Ha di vigneto sono stati piantati nella primavera 2003 Altitudine dei Vigneti Da 20 a 70 mt. s.l.m. con eccellente esposizione. Composizione del terreno Varia secondo lo specifico vigneto: da ciottolosa a scheletro più o meno fine di rocce sedimentarie (tipico “galestro“ toscano) per i nuovi vigneti, ad una struttura di scheletro più fine, argillosa o sabbiosa per quelli più vecchi.
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Data di pubblicazione: 22/02/2008


