Sul tetto di Rovereto: vigneto Dalzocchio
Considero un colpo di fortuna inaspettato l'aver conosciuto Elisabetta Dalzocchio. di Iacopo di Teodoro
Eravamo quattro giornalisti in un dopoconvegno e dopocena che, incuriositi
da un delizioso Pinot Nero, ci permettevamo di disturbare una persona fin
troppo cordiale, chiedendo, stretti dai tempi, una visita in cantina
improvvisa ma, a questo punto posso dirlo, necessaria.
L'azienda, un piccolo gioiello tenuto alla perfezione, e' costituita da due
ettari di vigna di pinot nero che guardano dall'alto la citta' di Rovereto,
un fazzoletto di chardonnay e una stupenda cantina in cui lo stile moderno
si fonde alla perfezione con l'ambiente circostante grazie all'uso del legno
e della pietra.
La vigna, adagiata su terreni di calcare rosa e bianco, e' condotta
biologicamente e con rese che non superano mai i 50 quintali per ettaro,
scendendo addirittura a 25 nel 2004. L'uva viene pigiata con i piedi ed
Elisabetta vanta un pigiatura di 12 quintali all'ora.
La fermentazione del pinot nero avviene in tino aperto di rovere da 70
ettolitri di Grenier, come alla Romanee Conti, senza aggiunta di lieviti, e,
sempre nel rispetto della originalita', macerazione a freddo e filtraggi
solo a sacco.
Il vino viene invecchiato in pieces di rovere da 228 litri per 11, 14 mesi a
seconda dell'annata. Il contenuto di solforosa e' veramente
infinitesimale
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Via Vallunga 50 - 38068 Rovereto - Trento
Tel. 0464.42.35.80
Fax 0464.42.35.75
e.dalzocchio@tin.it |


