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Trequanda e il vino

Un'interessante realta' in un territoro emergente. Si tratta dell'azienda Trequanda realta' i forte crescita nel panorama vitivinicolo toscano. La sua storia nasce quando, agli inzi del 1940, il Fondo pensioni per il personale Cariplo decide di investire nel settore agricolo. Una scelta che si e' rivelata ricca di soddisfazioni tanto che oggi il Fondo e' proprietario di quattro aziende in Toscana e Umbria.

Le 4 sono: Trequanda, con indirizzo viti-vinicolo, cerealico e zootecnico con allevamento allo stato semibrado di bovini di razza Chianina; Pucciarella, anch'essa vitivinicola, olivicola; Riservo, alevamento delle pecore e trasformazione del latte; Le Rene, con allevamento di razza bovina.

Si parla di un complessivo di 2100 ettari che fanno prodotti di grande qualita' che emergono da un lavoro di staff e con introduzione i sempre migliori tecnologie al passo con i tempi.

Noi del Corriere del vino siamo andati a visitare l'azienda Trequanda. Il complesso aziendale con gli uffici sorge nella piana dell'incantevole borgo medioevale di Trequanda, appunto, mentre ala cantina è su una collinetta graziosa che domina il bel panorama offerto da queste colline senesi, co clroi pieni e carichi.

1200 ettari totali che si estendono su un territorio che "e' caraterizzato da ampi orizzonti, con un continuo susseguirsi di poggi e valate dove ai campi coltivati si laternano boschi d'alto fusto e, soprattutto, cedui che vengono regolarmente tagliati per ricavarne legna da ardere" come spiegano all'azienda.

I 52 ettari di vigneto servono per produrre quelle otto etichette (vedi sezione vino) ricche di territorio. "Tutto il comparto vitivinciolo e' stato oggetto di un profondo rinnovamento : e' stata sostituita la totalita' dei vecchi vigneti, realizzati negli anni 70 secondo criteri ormai superati, che tendevano ad ottenere elvate produzioni a scapito della qualita' dell'uva. I nuovi impianti sono caratterizzati da lata densita' circa 5mila ceppi per ettaro, e utilizzo di vigneti scelti accuratamente al fine di costituire un'ottima base ampelografica", spiegano all'azienda.

Con il direttore Carlo Pilenga ripercorriamo anche le fasi della nuova cantina, disposta su due piani e con una superficie di 2mila metri quadri. "La nuova cantina - ci spiega il direttore mentre ci conduce in visita - inaugurata cinque anni fa e' disposta sue due piani di cui uno interrato. la ristrutturazione ha interessato anche altre due strutture dei fabbricati poderali. la cantina e' dotata di impianti tecnologici all'avanguardia che permettono di controllare e modulare tutte le fasi della lavorazione del vino".

La cantina ha anche una vasta zona per l'affinamento e una grande bariccaia.

Nel complesso trovano spazio anche alloggi per i dipendenti, sale di rappresentanza ed un delizioso punto vendita.


Localita' Pian delle Fonti 100 53020 Trequanda Siena
0577.662001
Fax 0577.662295
azienda.trequanda@virgilio.it

 

Data di pubblicazione: 18/02/2008

Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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