Bolgheri: terroir di grandi vini, vini di grande terroir
“Uno dei piu' grandi terroir italiani”, cosi' esordisce Attilio Scienza introducendo il pomeriggio di studio sui risultati della seconda fase del lavoro di zonazione del territorio di Bolgheri svoltosi al Parco dei Principi di Roma, sede dell'Ais. Il lavoro, la cui prima fase era iniziata alla fine degli anni ’80, grazie all’iniziativa di un manipolo di produttori ed alla collaborazione tra enti locali e Universita' Statale di Milano, ha lo scopo di studiare l’interazione tra genotipo e ambiente (terreno, microclima, uomo) e l’obbiettivo e' quello di individuare la maggiore o minore vocazione dei vari angoli di un territorio a produrre vini di alta qualita'. Qualcosa di simile a quanto in Borgogna o a Bordeaux si e' fatto in secoli e secoli di esperienza e prove empiriche, velocizzato dalle conoscenze e dai mezzi tecnologici di cui oggi disponiamo. di Paolo Valdastri
Bolgheri, ha proseguito Scienza, ha una storia antichissima, ma solo da pochi anni si e' affacciato al mondo dei grandi vini. Durante l’epoca degli etruschi, il terreno era ben curato e drenato ed intensamente coltivato. I romani, invece, abbandonarono l’agricoltura e le pianure si trasformarono lentamente in paludi malsane e malariche, situazione che si e' protratta fino all’era moderna.
Poi fu Sassicaia: non essendovi tradizioni enologiche, fu l’intuizione del Marchese Mario Incisa della Rocchetta a costruire una nuova logica di produzione, che, negli anni ’70 e ’80 rivoluziono' in maniera radicale il mondo enologico italiano, con l’introduzione del Cabernet e della maturazione del vino in piccolo legno.
Il clima della piccola enclave bolgherese ha qualcosa di magico. La catena di colline che corrono parallele al mare dalla Val di Cornia a quella del Cecina, crea una specie di corridoio nel quale le correnti aeree si muovono in condizioni ottimali per la coltura della vite. Mai troppo fredde, grazie alla protezione della barriera collinare verso nord-est, mai troppo calde, grazie alla vicinanza del mare, queste correnti generano un’escursione termica tra giorno e notte, ideale per fissare aromi e maturare alla perfezione le uve e per mantenere una piovosita' sempre ben controllata.
Siamo in una zona marina con rilievi di modesta altezza. Il terreno ha origine pleistocenica con sedimenti marini ed eolici, piccola presenza di flisch a oriente, ed ha caratteristiche molto variabili di microzona in microzona, fattore questo che contribuisce, se ben gestito, a dare grande complessita' ai vini Bolgheri.
Per ottimizzare la viticoltura bolgherese ebbero inizio nel 1993-1994 le attivita' di zonazione viticola che consentirono di individuare in quattro grandi unita' di paesaggio (Dune, Alluvioni Terrazzate, Collina, Collina Interna e Alta Collina), 27 unita' cartografiche afferenti a 16 unita' di pedopaesaggio. Questo primo lavoro consenti' di delineare una carta di vocazionalita' che offriva importanti linee guida per le scelte colturali.
La fase successiva, quella che si e' appena conclusa, e' consistita nella realizzazione di cinque vigneti di validazione nelle cinque unita' vocazionali piu' rappresentative, e cioe' Segalari, Grascete, Contessine, Accattapane, e Greppi Cupi. In ciascun vigneto sono state impiantate le tre varieta' rosse consentite dal disciplinare di produzione - Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese - ciascuna rappresentata da tre differenti cloni. Ogni combinazione vitigno-clone e' stata piantata su tre portainnesti (110R, 41B e 420A), con allevamento a cordone speronato. Si ottengono 27 combinazioni, ognuna delle quali da' luogo, per mezzo di una microvinificazione, ad un vino del quale vengono valutate le caratteristiche chimico-fisiche per analisi ed organolettiche per degustazione.
Per la giornata di studio di Roma, Scienza ha deciso di presentare, anche in onore di papa' Sassicaia, i risultati delle microvinificazioni di Cabernet Sauvignon dell’annata 2005.
160 persone, giornalisti, produttori, ristoratori e appassionati sommeliers AIS, hanno partecipato alla grande degustazione, presentata, oltre che da Scienza, da Michele Satta in rappresentanza del Consorzio Vini Bolgheri DOC e Strada del Vino Costa degli Etruschi, e dall’abilissimo Massimo Billeto di AIS Bibenda.
Il primo vino proviene dall’unita' Segalari, (vicino a Grattamacco, per intenderci) da suoli calcareo marnosi con buona percentuale di argilla. Siamo in una zona collinare tra le piu' elevate ed il suolo e' poco profondo con roccia madre piuttosto vicina alla superficie, molto drenante e soggetto, in annate difficili, a carenza d’acqua. Il vino che ne deriva da', come nel campione presentato, sentori di frutta rossa e nera molto marcati, con intense note minerali e terrose di grande personalita', mentre in bocca ha una spiccata acidita' che lo rende fresco e godibile, contrastando bene un tannino ed un alcol ben presenti. La sensazione che resta nel fine bocca e' di grande carattere ed eleganza.
Il secondo campione deriva dall’unita' Grascete, est della via bolgherese, tra Grattamacco e Ornellaia, da suoli alluvionali argilloso sabbiosi poco profondi con ciottoli eterometrici (Conglomerati di Bolgheri). Il vino e' di un rubino cupo impenetrabile con riflessi porpora. Il suolo Grascete da' in genere ritardi di maturazione fino a una settimana rispetto ai vicini, e questo fattore ha un riscontro al naso connotato da note intense di vegetale, muschio, cassis con note balsamiche molto personali. In bocca ha acidita' piu' contenuta rispetto al precedente, un tannino molto liscio e buon tenore alcolico.
Terzo vino di provenienza Greppi Cupi: suoli sabbiosi, sciolti, poco profondi (sabbie marine eoliche rosso arancio di Donoratico). Le maturita' vengono qui raggiunte anche con 15 giorni di anticipo rispetto a Segalari. Il vino, di colore rubino porpora intenso, ha un naso fortemente caratterizzato da sentori floreali, tipici di questo terreno, con fragranti note di mandorla tostata. In bocca e' leggero con un tannino piu' asciugante rispetto agli altri esemplari e fa presagire una evoluzione piu' verso l’eleganza e la finezza che verso la muscolarita'.
Il quarto vino ha origine dall’unita' Accattapane, e cioe' la zona sud del comprensorio Bolgheri, verso la dantesca Torre di Donoratico. Suoli sabbioso argillosi di provenienza eolica e con percentuali di limo, molto profondi, che hanno una capacita' di scambio cationico molto forte, ovvero cedono facilmente minerali, mentre le maturazioni sono qui piu' lente a causa di una corrente fredda proveniente dalla sovrastante valle dei mulini.
Colore rubino porpora trasparente, al naso presenta note di frutto nero, leggero vegetale e un tocco leggermente animale. In bocca e' fresco ed il tannino piuttosto reattivo con un finale che riposta in primo piano le note animali.
Infine il quinto vino proviene dall’unita' Macchiole. Siamo vicini in linea d’aria dall’Ornellaia, ma con caratteristiche nettamente diverse: il suolo e' sciolto e profondo sabbioso argilloso con meno calcare con buona capacita' di scambio cationico. Colore rubino cupo, al naso rivela subito una grande personalita': frutto nero, cassis e una nota vegetale gradevole preludono ad un palato di grande freschezza, tannino dolce e buona densita' estrattiva.
La conclusione che si puo' trarre alla fine della degustazione e' che il Cabernet ha espressioni di grande spessore qualitativo in quasi tutte le zone esaminate e che pero' le differenze tra un campione e l’altro sono avvertibili, quasi si trattasse di vini di diverse zone di provenienza, rendendo molto complesso ed intrigante il panorama dei vini di Bolgheri.
Una conferma di questo alto livello qualitativo diffuso e della complessita' dei vini della zona, si e' avuta nel grande banco d’assaggio che si e' svolto successivamente alla degustazione guidata. Diciotto i produttori presenti con piu' di settanta etichette che hanno deliziato i 400 intervenuti, tutti appassionati di grande competenza.
Nelle due ore di assaggio gli intervenuti hanno lungamente intervistato i produttori, tutti personalmente presenti per raccontare il loro lavoro e la loro esperienza sul campo e per raccogliere con grande soddisfazione gli apprezzamenti degli appasionati.
Data di pubblicazione: 11/02/2006


