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Assaggi di Marzo

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GRANDS JOURS DE BOURGOGNE VENERDÍ 14 MARZO 2008
POMMARD RIME AVEC ART –CHATEAU DE POMMARD

 

La dinastia dei Gros è una delle più famose nel novero dei produttori altamente qualitativi di vini di Borgogna. Anne-Françoise Gros è la figlia di Jean Gros di Vosne-Romanée. La proprietà è stata suddivisa nel 1995 con i due fratelli Michel e Bernard, mentre, in parallelo, opera anche la famosa cugina Anne Gros.

Anne-Françoise si è stabilita a Pommard, dove vinifica dal 1988. Ha sposato François Parent, discendente di un’altra famiglia di illustri vinificatori ed insieme presentano una vasta gamma di vini, contraddistinti da differenti etichette: dei ritratti in sanguigna per lei ed un tartufo per lui, per rimarcare la ricerca di vino di terroir, profumato e autentico.

I Pommard en primeur sono vini piuttosto difficili da interpretare, a causa del loro profilo acido-tannico che richiede lunghi affinamenti in bottiglia. Ma i vini di Anne-Françoise hanno una finezza ed un’eleganza innate, che si manifestano senza  esitazione fin da giovani.

Tra tutti il Pommard Premier Cru Les Pezerolles 2006 (Anne F.), situato sul versante di Beaune, vicino al Clos des Mouches. Il naso è floreale, quasi balsamico, con note di rose e frutti rossi. In bocca è slanciato, fine, possente, già dotato di una notevole profondità. L’assaggio del 2004 conferma i profumi intensi di ciliegia selvatica, un bouquet floreale netto ed un palato fresco e fruttato dominato da note di prugna e cacao. Il tannino è solido e la persistenza notevole.

Diverso ma altrettanto affascinante il Pommard Premier Cru Les Rugiens 2006 (F. Parent) che nasce su un terreno più duro e argilloso nel lato che guarda Volnay. Il profilo olfattivo si basa su sentori animali e di cuoio più austeri, mentre in bocca è di struttura solida con tannino denso e scalpitante. Il 2005 fa comprendere la grandezza di questo vino: i profumi cominciano ad assumere note di selvaggina e cioccolato, mentre in bocca si espande con bella progressione e con una freschezza assolutamente piacevole.

Bello il Pommard Premier Cru Les Arvelets 2006 (Anne F.) anche se in questa fase è ancora molto austero  e duro. Impressionante la sua lunghezza.

 

ELEGANCE DES VOLNAY

 

Affidabile come sempre Hubert de Montille, reso ancor più famoso dal film Mondovino. Il suo Volnay Premier Cru Mitans 2006 è fine e dolce, quasi caramella inglese, floreale, fruttato e morbido. In bocca ha una impressionante eleganza che lo rende già piacevole da bere. Mitans è un piccolissimo cru che si sta comportando molto bene: produce un vino di struttura non possente, ma molto raffinata, con forti sentori floreali. Volnay Premier Cru Taillepieds 2006: ancora grande finezza e precisione aromatica, frutto fresco e pulito, un tannino perfettamente domato e integrato, finale complesso e lungo.

Michel Lafarge si conferma produttore di vini molto austeri, un pò vecchio stile, scontrosi, ma affascinanti. Già il Volnay villages, dietro questa scorza, mostra una piacevole sapidità e un frutto integro. Il Volnay Premier Cru Clos des Chênes 2006 è ancora tagliente come una lama, leggermente vegetale e tannico, ma nel finale lascia intravedere una bella purezza di frutto ed una invidiabile persistenza.

Molto bello il Volnay Premier Cru En Champans 2005, complice anche la grande annata. Grande impatto olfattivo, con griottines e note leggermente speziate e terrose. In bocca ha una struttura di tutto rispetto pur mantenendo un equilibrio elegante e raffinato con un finale lunghissimo. Gran bel vino, soprattutto in prospettiva.

La sorpresa: il Domaine Louis Boillot et Fils di Chambolle-Musigny con il suo Volnay Premier Cru Les Angles 2006 di eccezionale piacevolezza e finezza. Bello anche il Premier Cru Les Brouillards 2006 (cru vicino a Les Mitans) più sottile ed etereo, ed il Premier Cru Les Caillerets 2006, con un palato eccezionalmente serrato ed elegante, fresco, quasi mentolato, balsamico e lungo.

 

TERROIRS DE CORTON

 

È sempre un’emozione ritrovare, biennio dopo biennio, il nobile Jean-Charles Le Bault de la Morinière felice di servirti il suo vino, ascoltare le tue impressioni ed informarsi sul tuo territorio di provenienza. Un modo diretto di promuovere il proprio vino e di fare marketing di territorio con innata eleganza. Ed i suoi vini bianchi sono di una purezza adamantina, di una precisione commovente. Il Corton-Charlemagne Grand Cru 2006 ha un naso esplosivo, con sentori minerali di pietra focaia che si sposano con fiori bianchi fragranti. La pienezza di corpo è bilanciata dalla tensione acida, con un risultato di grande piacevolezza. E deve ancora affinarsi a lungo in bottiglia! Bello anche il Corton Grand Cru 2006: aroma di frutto nero con note minerali terrose, palato di bella densità con tannino raffinato, reso piacevolmente slanciato da un intervento di note floreali.

Da segnalare i vini del Domaine Chandon de Briailles: aromi finissimi, con fiori bianchi e spezie ben integrate, freschezza acida ancora tagliente per il Corton Grand Cru 2006. I rossi risentono di un cambiamento di conduzione dei vigneti: abbandonata la chimica, François de Nicolay si è orientato su colture di stampo biodinamico ed i frutti si cominciano a sentire. La differenza di terroir è ora ben percettibile tra il Corton Maréchaudes , fruttato e dolce, delicato ed elegante (complice anche l’annata 2005) ed il Corton  Les Bressandes 2006 dai profumi più cupi e terrosi, pur con vivezza di frutto, e dal palato austero, con tannino ancora da risolvere, ma di grande carattere.

Un altro grande “bianchista” è il Domaine Rapet Père et Fils. Il suo Corton Charlemagne 2006 ha un bouquet floreale accattivante con sfumature di nocciola fresca, mentre in bocca ha uno svolgimento continuo e piacevole, di buona ampiezza e persistenza.

 

 

CAMMIN FACENDO

 

ARBOIS SAVAGNIN 2002 – DOMAINE JAQUES TISSOT

Senza andare a scomodare i Vins de Paille o i Vins Jaunes, questo savagnin in purezza può competere senza problemi con i migliori Fino di Jerez de la Frontera, senza però essere alcolizzato.

Un vino molto particolare, ma che, per gli amanti del genere, è imperdibile e, soprattutto, a portata di portafogli.

Il colore è giallo oro carico intenso e vivo. Il naso si apre con note di confettura di frutta bianca, fico secco, noci fresche e curcuma. In bocca l’alcol è ben equilibrato dalla sapidità e dalla freschezza acida. Ha sentori di frutta candita, è pieno, corposo, molto lungo nel finale. Si adatta a piatti della cucina orientale, soprattutto indiana, o formaggi a pasta molle come il Comté o il nostro Taleggio. Piacevole anche come aperitivo per palati forti.

 

CHANOINE BRUT NM – CHAMPAGNE CHANOINE N-M REIMS

Casa fondata nel 1730, è la seconda per antichità di tutto la Champagne.

Famosa per lo Tsarine dalla stravagante bottiglia, produce uno champagne di base di tutto rispetto ad un prezzo più che abbordabile. Composto dal 70% di pinot noir, dal 15% di pinot meunier e dal 15% di chardonnay, ha un colore paglierino piuttosto carico. Il perlage è fine e persistente ed al naso rivela note di pasticceria e di mandorla tostata. In bocca è cremoso, teso e maturo. Uno champagne da abbinare con piatti elaborati di pesce, ma anche di carne.

 

 Paolo Valdastri

Data di pubblicazione: 31/03/2008
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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