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BOLGHERI DOC PARLA DI OCM E DI CONTROLLI

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Il Consorzio Vini Bolgheri DOC ha affrontato due temi di grande attualità in un seminario, svoltosi la scorsa settimana nei locali di San Guido, condotto con grande competenza dal Dr. Antonio Armenti, dirigente della Camera di Commercio di Firenze. Dal primo agosto entrerà in vigore la nuova OCM vino, ovvero l’organizzazione comune di mercato comunitaria che stravolgerà molte delle vecchie regole alle quali il consumatore si era ormai assuefatto. Ad esempio il vino sarà classificato in DOP (Denominazione di origine protetta) e IGP (indicazione geografica protetta) con la possibilità di apporre in etichetta i colorati simboli comunitari che siamo abituati a vedere sulle confezioni dei prodotti alimentari.



La DOP comprenderà le vecchie dizioni italiane DOC e DOCG che potranno essere ancora utilizzate come denominazioni tradizionali. La IGP comprenderà le vecchie IGT, mentre i vini comuni da tavola, nella nuova categoria di vini varietali, avranno la possibilità di indicare le uve con le quali sono prodotti e l’annata di produzione. Quest’ultima regola è una delle più preoccupanti, in quanto potremo trovare sugli scaffali dei merlot o dei cabernet millesimati ottenuti da uve prodotte chissà dove e chissà come. E qui entra in gioco la problematica della tutela del consumatore che dovrebbe essere garantita dal sistema dei controlli. La legge cosiddetta Erga Omnes, che affidava ai Consorzi il controllo del prodotto, varata nel 2001, è già superata. Le nuove normative comunitarie prevedono che sia un ente terzo ed imparziale, dotato di risorse proprie e di un organigramma trasparente, ad occuparsi della materia. Ed ecco sorgere i nuovi enti creati appositamente per la bisogna. “Valore Italia” è la società che si propone come ente terzo ed è partecipata per il 51% da Federdoc e per il 49% dall’ente di certificazione italiano Csqa, già accreditato a livello internazionale per il settore agroalimentare. Nella nostra regione, invece, le possibilità di scelta sono maggiori, in quanto l’associazione dei Consorzi più importanti (Chianti classico, Nobile, Brunello) ha creato “Toscana Certificazione Agroalimentare”, mentre le Camere di Commercio si sono attrezzate con una propria struttura. Per la provincia di Livorno il piano di controllo della Camera, con relativi costi, sarà presentato a breve scadenza, tranquillizzando i produttori sugli adempimenti burocratici della prossima vendemmia. Non mancheranno, però, le polemiche: Assoutenti ha già fatto notare che Valore Italia è controllata da Federdoc e quindi dagli stessi consorzi, il che permette di mantenere la vecchia situazione dove controllori e controllati coincidono.
Dal primo agosto diventerà anche molto più difficile ottenere nuove DOC o modificare i vecchi disciplinari: Armenti parla addirittura di un periodo di fermo di dieci anni. In effetti la Comunità pretenderà un’accurata verifica sui concetti di originalità e specificità di una nuova Denominazione, mancando i quali si potrebbe configurare il reato di concorrenza sleale.
In tutto l’impianto della legge si intravede la profonda dicotomia che esiste nella Comunità Europea. Da un lato abbiamo i paesi nordici per i quali il concetto di qualità coincide solo ed esclusivamente con la sicurezza alimentare. Per questi, il pane cotto a legna, il formaggio a latte crudo e via dicendo, dovrebbero scomparire per sempre. Dall’altro, troviamo i paesi mediterranei che fanno dell’origine del prodotto e delle tradizioni locali il fattore più importante per la qualità.
Viva l’Europa, ma speriamo che la ragione prevalga!

Paolo Valdastri

Data di pubblicazione: 04/08/2009
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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