BOLGHERI ED I SUOI VINI D’AUTORE
La cornice è stata quella prestigiosa del Four Seasons Hotel, nel salotto buono di Milano, tra via Montenapoleone e via della Spiga, cuore pulsante dell’alta moda mondiale e delle grandi firme.
L’evento ha riguardato la presentazione dei vini di Bolgheri dei produttori associati al consorzio, usciti in commercio nel corso del 2008 ed accompagnati da qualche annata storica. Ben 22 le aziende partecipanti, con tutti i grandi nomi presenti in prima persona, a dimostrazione dell’interesse comune per la valorizzazione del nome del territorio che da origine a questi vini d’autore, come il titolo della manifestazione suggeriva.
L’accesso, rigorosamente su invito, era riservato a giornalisti, sia specializzati che addetti alle rubriche enogastronomiche, ai ristoratori, enotecari, wine bar, per finire con i responsabili delle associazioni della sommellerie, AIS, ONAV, FISAR e Slow Food.
L’apprezzamento per la qualità generalizzata dei vini è stato unanime da parte dei 76 giornalisti, 60 ristoratori ed enotecari e 40 rappresentanti delle associazioni, molti dei quali hanno anche assistito con interesse alla Conferenza stampa sulle modifiche previste per il disciplinare ed alla relazione del Professor Attilio Scienza sulle campagne di zonazione del territorio.
Inutile dire che i nomi storici, dal Sassicaia all’Ornellaia, da Guado al Tasso al Grattamacco, Le Macchiole e Michele Satta, sono stati tra i più gettonati, ma la piacevole conferma della stima di cui gode il nome Bolgheri è venuta dall’interesse suscitato verso i nuovi produttori, indifferentemente per aziende già altrove affermate che per quelle assolutamente debuttanti sulla scena enologica.
“Il successo dell’iniziativa” ha dichiarato Michele Satta, vice-presidente del Consorzio con Federico Zileri, “conferma la bontà del programma di valorizzazione del nome Bolgheri iniziato proprio con l’anno 2008. Programma che intendiamo riproporre anche per il prossimo anno, con iniziative similari da effettuarsi a Roma e Milano, ma anche con una probabile estensione sui mercati esteri, Stati Uniti in testa. E l’attenzione sarà sempre di più rivolta al trade.”
Paolo Valdastri
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