BOLGHERI ONSTAGE: DEGUSTAZIONI GUIDATE DEI GRANDI ROSSI DI BOLGHERI E LEOGNAN
Léognan fa parte dell’antica Appelation d’Origine Controlée Graves, che solo da pochi anni ha visto nascere al suo interno la più delimitata AOC Pessac-Léognan, famosissima, oltre che per i suoi longevi e fini rossi, anche per dei bianchi superlativi (e molto costosi) a base di sauvignon. Siamo nella immediata periferia sud della città di Bordeaux ed i vigneti giacciono su antiche alluvioni di origine pirenaica in un paesaggio che intercala foreste di pini con vigneti e cantine e non molto dissimile dal quadro che si percepisce percorrendo la via Bolgherese.
Primo appuntamento per domenica 4 maggio alle 16,30 con “Bolgheri incontra Bordeaux”. La compagine bordolese è guidata da Olivier Bernard, proprietario di Domaine de Chevalier e Domaine de la Solitude, e comprende produttori del calibro di Chateau Couhins-Lurton, Chateau Poumey, Chateau Olivier, Chateau Carbonnieux e l’avveniristico (per la sua ipertecnologica cantina) Malartic-Lagravière. Chateau Luchey Halde e Chateau Morelle chiudono la rappresentanza.
Il “comitato di accoglienza” di Bolgheri sarà invece composto dagli storici Tenuta San Guido-Sassicaia, Michele Satta, Le Macchiole, Greppi Cupi, affiancati da nuove aziende come Argentiera, Guicciardini Strozzi, Chiappini, Poggio al Tesoro di Allegrini, Campo al Mare di Ambrogio e Giovanni Folonari e Tringali-Casanuova. Il grande interesse dell’evento risiede proprio nel confronto tra vini che traggono origine dalle stesse varietà di uve, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, ma con due espressioni completamente personalizzate dai rispettivi terroir. Atlantico e Mediterraneo si incontrano in calici di assoluto piacere.
Domenica 11 maggio, invece, la responsabilità ricadrà per intero su Bolgheri: sempre alle 16,30 al Teatro Roma gli “storici” saranno rappresentati da Ornellaia, Collemassari Grattamacco, Guado al Tasso di Antinori, Cipriana, mentre la nuova guardia si presenterà con Caccia al Piano, Aia Vecchia, Terre del Marchesato, Podere Sapaio, Campo alla Sughera, Castello di Bolgheri, Batzella, Le Fornacelle, Donna Olimpia, Serni, Campo al Noce, Casa di Terra, Le Grascete e Ferrari Iris.
Ce n’è di che deliziare i palati più raffinati: un’occasione imperdibile per misurare la forza di due territori, veri e propri paradisi per la produzione di vini di qualità ed oasi incontaminate di grande civiltà.
Paolo Valdastri
www.corrieredelvino.it


