La costa del vino. Bolgheri a Montefalco
Castagneto Carducci aveva ospitato Valentino Valentini, sindaco di Montefalco e presidente nazionale delle Città del Vino, insieme al suo staff, in occasione di Castagneto a Tavola. Il Sagrantino Wine Festival è stata l’occasione per restituire la visita e proprio domenica 23 si è tenuta, presso il locale Teatro San Filippo Neri, la “Grande Degustazione: Montefalco incontra Bolgheri”
Solo sei i vini selezionati dal Presidente dei Sommeliers AIS Umbria Gabriele Ricci, che, insieme a chi scrive, ha condotto la degustazione: Arnione 2004 di Campo alla Sughera, Argentiera 2004 dell’omonima Tenuta, ed I Castagni 2003 di Michele Satta, tutti e tre Bolgheri Superiore. Sul fronte umbro Ricci ha scelto tre vini e tre aziende rappresentative di altrettante diverse zone e stili: i Sagrantino 2004 di Antonelli, di Tabarrini e di Colpetrone, tutti freschi di ingresso sul mercato. Ricordiamo, per inciso, che il Sagrantino ha diritto alla DOCG, denominazione controllata e garantita (come Chianti, Brunello e Nobile).
L’Arnione è stato apprezzato per la sua armonia, per la facilità di approccio, per i profumi fruttati ampi e gradevoli, l’Argentiera ha colpito per la sua complessità olfattiva, la struttura potente ma vellutata, la persistenza lunga e pulita. Infine I Castagni di Satta, se pur di un’annata non facile come la torrida 2003, ha dimostrato un ottimo equilibrio, pienezza di materia estrattiva, frutto maturo e profondità di sensazioni. Bolgheri, terra di Cabernet, ha decisamente convinto il pubblico anche giocando in casa di un vitigno profondamente autoctono come il Sagrantino. La sala, stracolma, ha apprezzato l’espressione territoriale di questi vini, il loro carattere mediterraneo unico ed irripetibile altrove.
Ma veniamo ai tre vini ospitanti.
Il Sagrantino di Antonelli è vinificato in botti grandi. Fa parte, come ormai accade in tutte le zone vitivinicole d’Italia, del partito dei tradizionalisti. La zona di produzione è quella di San Marco e Bevagna, nella zona ovest dell’area delimitata dal disciplinare. Il colore è un rubino trasparente e brillante, i profumi, di grande impatto per le note balsamiche, lievemente speziate, accompagnate da sentori molto netti di ciliegia visciola. Al palato emerge la caratteristica dominante di tutti i vini a base Sagrantino: la tannicità. Quest’uva, insieme al Tannat francese, è una tra le più dotate di questi polifenoli (circa il doppio rispetto al cabernet) che hanno forti proprietà astringenti, un pò quella sensazione che si ha mangiamo un carciofo crudo. Questa ruvidezza è accentuata anche dalla gioventù del vino: i 30 mesi di affinamento in botte, obbligatori per i Sagrantino, non sono abbastanza. In secondo piano emergono le note fruttate che, con il tempo, prenderanno il sopravvento sulle sensazioni dure. C’è freschezza e frutto, anche se forse un pizzico di carattere in più non avrebbe disturbato.
Il secondo vino è quello di Tabarrini, un giovane produttore
dinamico e determinato a fare alta qualità. E’ un innovativo ed usa l’affinamento
in legno piccolo.
I vigneti giacciono nella zona ad est di Montefalco. Il lavoro in fase di macerazione sulle bucce si intuisce già dal colore: un rubino impenetrabile con riflessi violacei ancora giovanissimo. Al naso manifesta una intensa nota mentolata con piacevole speziatura, molto ben integrata con il frutto. In bocca è denso e possente, monumentale. Ha sapore di mora, caffè fresco e bacche di ginepro. Nel finale, lungo, predomina la liquirizia. Ancora un bambino, ma già gran bel vino da robusti piatti di cacciagione.
Ultimo campione: Colpetrone. L’azienda è di proprietà della SAI Agricola, l’enologo è Lorenzo Landi. Bel rubino carico e brillante. Profumo netto e pulito di spezie fini con piacevole frutto nero maturo, prugna, mirtillo e una leggera nota balsamica.
Mantiene il carattere sagrantino, anche se è il più immediatamente godibile fra i tre.
Abbiamo concluso con un invito: per il prossimo Castagneto a Tavola, metteremo alla prova questi vini con la nostra tipica ricetta di testina di Cinghiale. E senza pensare alla dieta!


