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Chiamalo se vuoi... editoriale

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Buon pomeriggio a tutti. Menntre incombono le Feste natalizie, il Corriere del vino si prepara a festeggiare con tutta la sua redazione la fine dell'anno e progetta il futuro. In questi ultimi mesi, infatti, siamo decisamnte cresciuti, sia in termini di lettori che con nuovi approfondimenti e nuove rubriche. Tra le novita' la figura del vicedirettore. Il nostro Paolo Valdastri, infatti, con il suo tesserino da giornalista in tasca, subentra al collega Caprina nella carica di vice. Dopo aver condiviso con Caprina gli esordi del giornale (anche se, con Francesco, continuiamo insieme a lavorare su altri progetti editoriali) abbiamo condiviso la scelta di far ricoprire al nostro Paolo un ruolo che sicuramente egli saprà gestire al meglio. Un riconoscimento a chi ha dato molto a questo giornale contribuendo alla sua crescita.

Ma le novita' continuano. Graziano Favilli e' il nuvo responsabile della comissione degustazione (che riprende cosi' a pieno ritmo il suo lavoro per cui non esitate a inviarci campioni!!!); Giorgio Dracopulos impazza nei ristoranti d'Italia dando forza alla nostra sezione dedicata alla gastronomia di qualita? (ma andando anche a curiosare tra le aziende).

E poi la mano tecncica di Emiliano Falsini e la giovane new entry Antonell Falco che percorrera' i sentieri del Nord Italia per raccontarci l'amato mondo del vino.

E poi ancora la nostra donna del vino: Valentina Niccolai. Inviata, colaboratrice, ma anche nostra responsabile della comunicazione a pieno titolo!!! (anche noi dobbiamo comunicarci, no?)

Ed in ultimo due baldi collaboratori freschi freschi: Fabio Pracchia e Daniele Bartolozzi. Il primo che iniziera' a scrivere su degustazioni ed eventi, su scoperte e ben oltre; il secondo, invece, che partira? con la rubrica Message in a bottle...

Claudio Corriere, infine, si dedicherà sempre di piu' ai commenti vinosi... insomma: Buona lettura e grazie a tutti voi!

 

Riccardo Gabriele

Data di pubblicazione: 07/12/2009
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Basta dire Provincia di Siena e la mente corre subito attraverso ogni genere di meraviglie, culturali, paesaggistiche e gastronomiche. Questo magnifico Territorio è attraversato dalla Via Cassia, una delle più importanti Vie Consolari Romane, che congiunge Roma a Firenze. In Epoca Medievale, a causa dell’impantanamento della Valdichiana (valle di origine alluvionale, che si estende tra le Provincie di Arezzo e Siena per poi proseguire in Umbria), il percorso originale fu modificato, e dopo il 774, quando i Franchi sconfissero i Longobardi, la strada divenne il percorso preferito dei numerosi pellegrini che si recavano a Roma. Un lungo tratto della Cassia coincise con la famosa Via Francigena, anticamente detta Via Francesca o Romea
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