La costa del vino
L’evento, riservato agli operatori, presenterà i vini “en primeur 2006” di 82 aziende di Massa, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto, che avranno la possibilità di far degustare agli oltre sessanta, tra giornalisti e buyers internazionali già accreditati, anche gli stessi vini “pronti”, ovvero dell’annata che entra in commercio nel corso del 2007, per la maggior parte 2004 e 2005.
Il 2006 sembra promettere molto bene, soprattutto grazie ad un’estate soleggiata ma non torrida. Le grandi escursioni termiche tra notte e giorno hanno contribuito ad una maturazione regolare delle uve ed hanno fissato perfettamente gli aromi primari.
Nella passata edizione avevamo apprezzato molto l’evoluzione della zona grossetana del Montecucco, favorita dalla spinta propulsiva di Collemassari (leggi Alinghi). Si erano avuti dei bei segnali dal Bolgherese e da Pisa, mentre a Lucca avevano brillato solo i nomi più noti.
Nell’attesa di giudicare la nuova annata, cresce anche la curiosità di fare la conoscenza con i newcomers assoluti.
Fortediga di Ribolla, con il vino Salebro (cabernet sauvignon e cabernet franc), si presenta con delle credenziali di tutto rispetto, avendo ricevuto la votazione di 90/100 per il 2005 dal guru americano Robert Parker.
Nel bolgherese esordisce il Podere Orma, con il vino Orma 2005, cabernet sauvignon, merlot e cabernet franc. L’azienda era stata creata da una joint venture tra il barolista Gianni Gagliardo di La Morra e la californiana Delia Viader. I due soci hanno deciso, in seguito, di cedere l’azienda al Moretti di Sette Ponti (AR), quello di Oreno e Crognolo, che fa il suo ingresso così “in società”.
In lucchesia, o meglio, in Garfagnana, continua la sua battaglia eroica il Podere Concori di Gallicano. Vigne su terrazzamenti da capogiro ed oltretutto coltivazione biodinamica per un vino che sta migliorando di anno in anno. L’iniezione di Pinot Nero sembra dare eccellenti risultati in quel particolare terroir.
E la biodinamica prende piede anche a Pisa. A San Miniato, dove il giovane imprenditore Cosimo Maria Masini ha effettuato la sua prima vendemmia interamente “manuale”, o meglio con il metodo ancestrale della pigiatura con i piedi. Questo metodo (adottato, per esempio, anche dalla Tenuta di Valgiano) è riconosciuto come rispettosissimo nei confronti delle bucce, che estraggono così solo polifenoli nobili. E ancora biodinamico è il vino di Duemani, la nuova azienda del famoso enologo Luca D’Attoma in quel di Riparbella. Le premesse sembrano molto interessanti.
Paolo Valdastri


