Gallinella e Masseto. La Baracca dello Zazzeri
Arrivammo da lui per la prima volta una sera di fine estate , io moglie e due figli adolescenti ma grandi divoratori di pesce, testa compresa. Pochi turisti, qualche abitué del posto e subito un’immediata simpatia con il personaggio Luciano che ci descriveva la sua cucina.
Decidemmo per qualche assaggio di primi, quindi una splendida gallinella con le pinne blu che sembrava uscire da un quadro di Titta Recco. E da bere? La lista (a voce, ovviamente, perché la carta dei vini era ancora di là da venire) era piuttosto scarna. Un Vermentino locale per aperitivo e con la gallinella….ma sì, un bel Masseto. Ho ancora davanti agli occhi l’espressione di Luciano, lo sguardo che esprimeva dissenso e perplessità, una lieve indecisione se contraddirci o assecondarci. Ma da bravo oste, ci assecondò: fu una cena stupenda e la levigatezza, il velluto, le vibrazioni di quel vino si sposavano alla perfezione con la dolce sapidità del pesce e con il suo intingolo. E tanto ci era piaciuta la cosa, che continuammo per svariate volte e con numerose visite a ripetere l’esperienza, con gallinelle e capponi, triglie ed orate, commettendo il peggiore dei peccati per un sommelier che si rispetti e scandalizzando sempre di più lo Zazzeri.
Oggi Luciano è un grande amico e la sua carta dei vini offre grande attenzione ai rossi, pinot neri della borgogna in testa, ma anche Faro, Frappato, Lagrein, grandi Merlot, che non disdegna più di consigliare con il pesce. Ma spesso ritorna sul ricordo di quel tempo: “ti avevo preso per uno di quegli snob arricchiti che vogliono stupire con effetti speciali…” mi confessa, “ma quanto avevi ragione!”
Paolo Valdastri
Gallinella e Masseto è la dedica che Luciano mi ha apposto al libro “La baracca dello Zazzeri”.
State però attenti: non tutti i vini rossi sono adatti al pesce, e la preparazione del piatto ha una grande influenza sull’abbinamento: in caso di incertezza fatevi consigliare da Luciano.


