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Il Vino della Versilia: un giovane nell’età dello sviluppo.

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Non avevamo mai considerato l’ipotesi che in Versilia esistesse una realtà di produzione vinicola in grado di caratterizzare quel territorio conosciuto soprattutto per le sue spiagge e per la sua spumeggiante vita culturale e mondana. Poi, frequentando i produttori della DOC Colline Lucchesi e quelli della DOC Montecarlo, avevo fatto la conoscenza della Strada dei Vini, promossa dalla Provincia di Lucca, che abbracciava questi due comprensori. Un bel giorno, i comprensori da due sono diventati tre, includendo un territorio poco affine al vino, nell’immaginario collettivo, la Versilia, appunto. Per questo abbiamo accettato con piacere l’invito di Paolo Basile, Presidente dell’Associazione Viticoltori Versiliesi per una esauriente visita di questa zona e delle aziende associate. di Paolo Valdastri

 

Non avevamo mai considerato l’ipotesi che in Versilia esistesse una realtà di produzione vinicola in grado di caratterizzare quel territorio conosciuto soprattutto per le sue spiagge e per la sua spumeggiante vita culturale e mondana.

Poi, frequentando i produttori della DOC Colline Lucchesi e quelli della DOC Montecarlo, avevo fatto la conoscenza della Strada dei Vini, promossa dalla Provincia di Lucca, che abbracciava questi due comprensori. Un bel giorno, i comprensori da due sono diventati tre, includendo un territorio poco affine al vino, nell’immaginario collettivo,  la Versilia, appunto.

Per questo abbiamo accettato con piacere l’invito di Paolo Basile, Presidente dell’Associazione Viticoltori Versiliesi per una esauriente visita di questa zona e delle aziende associate.

Occorre premettere che da una prima visione della collocazione dei vigneti, la suddivisione politica di queste zone ha la netta prevalenza su quella geografica. Ovvero: Montecarlo e Colline Lucchesi appartengono ad una Lucca “interna”, non distante dal mare, ma separata da questo dalle ultime propaggini collinari che discendono dalle Alpi Apuane. Montecarlo ha poi una sua tradizione di vitigni francesi presenti già da secoli, come syrah, semillon e roussanne mentre i vini delle Colline Lucchesi traggono la finezza del loro stile da un clima più umido e fresco.

La Versilia è invece tutto un altro mondo: costiero, decisamente, ma anche molto più vicino, come conformazione di territorio, alla limitrofa area di Massa e Carrara, dove si produce il Candia dei Colli Apuani ed alcuni rossi da interessanti vitigni autoctoni come la Pollera Nera, il Vermentino Nero e la Massaretta. E la produzione vinicola versiliese risente decisamente di questa situazione e della relativa influenza culturale.

L’intento di riunire le aziende sotto l’ombrello di una Strada del Vino è assolutamente lodevole. Ma il cammino è ancora molto lungo e complesso. La Strada, infatti, esiste, per ora, solo sulla carta: manca un itinerario identificato da una adeguata segnaletica stradale. Alcune aziende si trovano in località di non facile accesso, non sono individuabili dall’esterno da una qualsiasi insegna, e riuscire a raggiungerle diventa, per un estraneo al territorio, un’impresa molto simile ad una caccia al tesoro. L’accoglienza è calda e molto volonterosa, ma le strutture devono migliorare ulteriormente, così come le attrezzature ed il materiale promozionale. Siamo certi che questi problemi saranno presto risolti e che si potrà godere in pieno e senza grandi difficoltà logistiche di tutto il fascino e la bellezza di queste terrazze vitate  a picco sul mare, circondate da boschi affacciati su panorami mozzafiato.

Attualmente i produttori associati sono cinque. Da Nord a Sud: l’Azienda Agricola il Feudo si trova tra Palatina e Strettoia, in Comune di Montignoso, le Cantine Basile – Terre del Capitanato hanno vigne a Vallecchia-Pietrasanta e a Montignoso, l’Azienda Agricola Castiglione è anch’essa nei pressi di Strettoia, ma in Comune di Pietrasanta, l’Azienda Agricola Solatìo è a Monte di Ripa di Seravezza, mentre l’Azienda Agricola Marika Felli ha vigne in Stiava di Massarosa e, in situazione del tutto particolare, nei terreni sabbiosi del Parco Naturale di Migliarino Massaciuccoli.

Tra le uve rosse il Sangiovese è presente ovunque, mentre tra le bianche predomina il Vermentino. Nella zona nord vi è una presenza del Cabernet Sauvignon che data dalla fine del XIX secolo, dai tempi della rivoluzione industriale, quando gli apuani andavano a lavorare in Francia, riportandosi indietro qualche ricordo come l’uva francese. I terreni vanno dalle sabbie della pineta di Migliarino ai calcari apuani: le differenze di suoli e le diversità climatiche tra pianura e collina creano forti differenze nello stile dei vini.

 

La nostra visita comincia proprio dalla Tenuta Borbone, ovvero Azienda Agricola Marika Felli. 

Come detto le vigne giacciono nelle sabbie dei terreni situati tra il mare e la piana del lago di Massaciuccoli. La situazione ricorda quella, in piccolo, della gigantesca azienda francese del sud Domaine Listel, dove il “Vin de Sable” su piede franco (la sabbia non consente la propagazione della fillossera) costituisce il prodotto di punta. La Tenuta ha 8ha di proprietà, 3 dei quali piantati a vigna di giovane età (5 anni e 3 anni) allevata a cordone speronato. La vite su questo tipo di terreno drenante necessita di irrigazione di soccorso con impianto a goccia. Metà del vigneto è composto da Vermentino e metà da Sangiovese.

I vini: 

Arroccato IGT Vermentino 2007: colore paglierino carico brillante. Ha un profumo molto particolare, vegetale di foglie essiccate e nocciola fresca. In bocca è caldo, morbido bilanciato da una forte sapidità quasi salina.

Borbone IGT Toscana Rosso 2007: il colore è rubino scarico trasparente. Il naso rivela profumi di frutta rossa, ma si avverte la presenza di un legno molto affumicato che anche in bocca predomina sul frutto. Si avverte in sottofondo una piacevolezza di sangiovese ben maturo, con tannino vivo. Assaggiamo il 2008, dove l’intervento del rovere è stato ridimensionato: il naso è piacevolmente soffuso da ciliegia marasca, corbezzolo e fragola. Al palato è sapido, fruttato con tannino gentile, ha slancio e ottima bevibilità. Un sangiovese leggero, ma saporito. Da provare con zuppe di pesce e cacciucco.

 

Le Cantine Basile, seconda tappa della nostra visita, hanno sede in Forte dei Marmi, dove vengono effettuate le vinificazioni e l’affinamento dei vini. I vigneti si trovano, invece, in località Vallecchia di Pietrasanta con le vigne Colombetta e Campiglione  dedicate ai rossi, ed in prossimità di Strettoia a Montignoso con le vigne di Ripa, località Zamparino per il Vermentino. La situazione è simile: vigneti eroici arroccati su strette terrazze dove la lavorazione avviene prevalentemente a mano con l’aiuto, al massimo, di motozappe o piccoli carrelli semoventi. L’azienda prende anche il nome di Terre del Capitanato, in ricordo della zona vinicola del capitanato di Pietrasanta, dove già dai tempi dei conti Tomei Albiani esisteva l’antica vigna della Colombetta, recuperata da pochi anni con nuovi impianti selezionati tra vitigni locali e internazionali. Come la vicina vigna Campiglione è infatti composta da Sangiovese, Merlot, Syrah e Vermentino Nero. 

 

Pietrapana IGT Toscana Rosso 2007. Sangiovese, Cabernet, Merlot e Vermentino Nero. Rubino cupo e intenso. Profumi complessi di frutto nero e spezia fine, con leggera nota di sottobosco. Dopo un attacco caldo si presenta deciso e polposo con tannino vigoroso e maturo. Ha grinta e carattere con la sua nota finale di liquirizia.

Campiglione IGT Toscana Rosso 2007. Composto in prevalenza da Syrah e Vermentino Nero ha colore rubino tendente al granato. Il profumo è austero speziato con note di legno  di liquirizia. In bocca è morbido e pieno, ha struttura tannica solida con un finale leggermente amarognolo.

Beltrame IGT Toscana Bianco 2008. Ha colore paglierino scarico brillante. Al naso si avvertono profumi di frutta bianca, pera abate, sorba matura e qualche nota mentolata. In bocca è suadente e ben sostenuto dall’acidità, anche se il profilo generale è morbido e ricorda profumi di miele d’acacia.

 

La tappa successiva prevede la visita di vigneti e cantina dell’Azienda Solatìo a Monte di Ripa di Seravezza, non distante da Strettoia.  Siamo su ripide colline che discendono dal monte Folgorito verso il fiume Versilia, cuore storico dei vigneti versiliesi. I terreni sono composti da argille scure molto povere e dotate di elevata acidità. I livelli migliori di maturazione si raggiungono solo nelle esposizioni a sud. L’azienda conduce un ettaro di vigneto allevato a guyot su una ripida terrazza dove le lavorazioni avvengono in condizioni estreme. Per i bianchi troviamo soprattutto Vermentino e un pizzico di Chardonnay, sufficiente, però per produrre un’etichetta a parte. Per i rossi abbiamo Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. L’azienda imbottiglia ormai da 10 anni.

 

Vermentino IGT 2008: ha un gioioso colore paglierino brillante e profumi floreali e di erbe di macchia. Pieno e di buona struttura ha una bella freschezza acida e sapidità portante su un buon frutto. Il finale è quasi salino e ricorda la nocciola fresca. Vino molto piacevole, dove si avverte l’impronta di quel certo Giorgio Baccigalupi, enologo principe del vermentino tosco-ligure.

Lo Chardonnay IGT 2008 risente invece di un’estate calda e siccitosa e si propone con un potenza alcolica esuberante che ne limità un po’ la piacevolezza di beva.

Il Solatìo Rosso 2008, composto da Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot, ha colore rubino vivo trasparente e brillante, naso dolce di frutto maturo, ribes, mora e prugna, ed al palato si propone con una buona morbidezza sostenuta da una corretta acidità. Ha un finale complesso per un certo tocco di liquirizia e terra bagnata, con un tannino un po’ rustico, ma che lo rende caratteriale.

Proviamo infine la selezione Vigna del Bosco 2007, composta da Merlot, Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Franc: colore rubino tendente al granato. Profumi di frutto rosso maturo, ciliegia marasca, con leggera evoluzione che si avverte anche al palato. Emergono note di liquirizia, erbe di bosco bacche e terra bagnata. Caldo e sostenuto ha un carattere solare e mediterraneo.

 

L’Azienda Agricola Il Feudo è l’unica dell’Associazione collocata in provincia di Massa, a Montignoso, al confine con la DOC Candia. La zona di produzione è quella di Palatina in vicinanza di Strettoia. In queste colline versiliesi i suoli sono composti da terra rossa e roccia calcarea affiorante.

Anche qui i vigneti giacciono su ripide terrazze fortificate con blocchi di granito che circondano il vertice di una collina affacciata sul mare e sul suggestivo Castello Aghinolfi. 

Molto lavoro in vigna, selezione spinta e scelta meticolosa delle viti che danno migliore qualità, sono gli ingredienti per ottenere un vino di carattere e personalità, anche al di là di una vinificazione in ambienti e con mezzi un po’ datati ed un uso del legno molto casuale. C’è, oltretutto, una conduzione pressoché biologica anche se non rivendicata: i vigneti sono concimati con letame naturale, lavorati a mano, con impiego di sola poltiglia bordolese e zolfo, niente sistemici. Dimostrazione che il vino si fa in vigna, ma un maggiore rigore in cantina non potrebbe che migliorare la situazione.

I 12.000 metri quadri di vigna sono composti da Vermentino nella parte alta, Albarola, Trebbiano e Malvasia di Candia per il settore uve bianche e Merlot, Cabernet Sauvignon, Massaretta e Ancellotta (Teinturier) per le uve nere.

 

Feudo  IGT Toscana Bianco 2008. Giallo paglierino carico. Profumi di frutto bianco maturo, macchia mediterranea, nespola. In bocca è caldo e sapido, discretamente rinfrescante e morbido nel finale per la presenza , tradizionale in zona, di un piccolo residuo zuccherino.

Feudo IGT Toscana Rosso 2008. Rubino cupo. Profumi di frutto nero, confettura di prugna, mora e grafite. Leggero e slanciato al palato, ha centro bocca fruttato di medio peso ed un tannino rustico ma piacevole. Chiude con una nota vegetale amaricante.

 

Azienda Agricola Castiglione. Anch’essa si trova nella zona di produzione di Strettoia, sulle colline a ridosso del massiccio delle Alpi Apuane, sempre su terrazze ripide.

 

Bianco di Collina IGT Vermentino 2008. Ha colore giallo paglierino carico. Profumi di frutta bianca e nocciola fresca, con qualche accenno di miele. Palato di buona struttura, morbido con frutto maturo in evidenza. Finale che ricorda la confettura di albicocca.

Rosso di Collina IGT Rosso 2006. Colore rubino intenso impenetrabile. Al naso si avvertono profumi di mora e prugna matura. Al palato ritorna il frutto nero con una bella materia estrattiva che contiene un tannino esuberante e un po’ rustico.

 
Data di pubblicazione: 11/01/2010
IL VINO DI BOLGHERI DI NUOVO PROTAGONISTA DEL PALCOSCENICO ROMANO AL ROMA VINO EXCELLENCE & MERANO WINE FESTIVAL
Si chiama Roma Vino Excellence la prestigiosa manifestazione ideata e realizzata da Ian D’Agata, famoso giornalista italo-americano (International Wine Cellars) in collaborazione con Helmut Köcher, presidente del Merano Wine Festival, andata in scena nella capitale dal 12 al 14 febbraio. Tre giornate centrate su altrettanti seminari internazionali,rispettivamente su Sangiovese, Cabernet Franc e Riesling e costellate di degustazioni guidate di altissimo livello, interventi di giornalisti e produttori internazionali e completata da un banco di assaggio delle eccellenze italiane. Di particolare interesse per Bolgheri il seminario “The Rome International Focus on Cabernet Franc” e le due degustazioni verticali di Sassicaia e di Paleo.

Oggi parliamo del più famoso e al contempo famigerato degli elementi dell'offerta: il prezzo. Famoso perchè è quello sul quale si pensa (erroneamente) che si basino buona parte delle prederenze del consumatore, famigerato perchè proprio per il motivo precedente si preferisce agire su quello piuttosto che sulle altre componenti. Il prezzo, anche se molti non lo sanno, è uno strumento di marketing: lo è perchè è destinato ad incidere nel rapporto tra azienda e consumatore e quindi rientra nella sfera di competenza del marketing. Proprio per questo le decisioni che lo riguardano vanno prese con cognizione di causa e avendo ben presente le ripercussioni che possono avere.

Proprio entrando in Paese dalla Porta Merlata sulla destra si affaccia un Ristorante fuori dall’ordinario, Le Nuvole. Questo simpatico e caratteristico Locale è di proprietà di una bella giovane coppia, lo Chef Timothy Magee e sua moglie Cristina De Nigris. Timothy è nato nel 1972 a Reno nel Nord Nevada negli Stati Uniti d’America, per gli Americani la più grande piccola Città del mondo, famosa, per la velocità con cui vi si può divorziare; dopo aver fatto tutti i cicli scolastici si iscrive all’Università di Reno dove si laurea nel 1995 in Letteratura Inglese. La sua Famiglia ha origini Toscane, i genitori di sua mamma Lina Quirici, venivano dall’Italia, precisamente da Lucca, Timothy è cresciuto con due grandi passioni la buona cucina Italiana e il ciclismo, per la prima si doveva accontentare a lavorare part/time come pizzaiolo, per la seconda ha fatto per qualche anno anche il semiprofessionista con un certo successo.
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