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LA COSTA DEL VINO: BOLGHERI TRA I PIU’ GRANDI VINI D’ITALIA

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Il gruppo romano dell’AIS Associazione Italiana Sommeliers, capitanato da Franco Ricci, ha dato vita, in dieci anni di lavoro, ad una delle guide ai vini d’Italia più diffuse e più lette d’Europa, ovvero Duemilavini, e ad una splendida ed autorevole rivista, la patinata Bibenda, diffusa nelle migliori rivendite di giornali e librerie. Bibenda e Duemilavini sono diventate famose anche per la grande diffusione mediatica (Rai 1 e Antonella Clerici in testa) che hanno avuto iniziative come l’Oscar del Vino e le premiazioni dei migliori ristoranti d’Italia. Duemilavini recensisce ogni anno qualche migliaio di etichette ed attribuisce i suoi riconoscimenti d’eccellenza, i cinque grappoli, ad una schiera di vini che, nel 2009, ha raggiunto il numero di 319. La rivista Bibenda, in occasione del decennale della guida, ha voluto effettuare un’ulteriore selezione, riducendo a trenta le eccellenze delle eccellenze. Trenta vini che costituiscono il fior fiore dell’enologia italiana, ovvero quanto di meglio è in grado di fornire la produzione nazionale, vini espressioni di territori eccezionalmente vocati alla viticoltura e che dovrebbero costituire la base di ogni grande cantina, di ristorante, di enoteca o privata che sia. Nomi stellari come il Barolo Monfortino di Conterno, il Barolo Sarmassa di Voerzio, lo Sperss di Gaja, l’Amarone di Dal Forno, il Brunello Biondi Santi, il D’Alceo dei Rampolla e via dicendo. Paolo Valdastri



Ebbene: il 10 per cento di questi grandissimi vini proviene dal territorio di Bolgheri, territorio che, in termini viticoli, rappresenta solo qualche permille dell’intero vigneto italiano.
I tre alfieri premiati sono vecchie conoscenze dell’enologia bolgherese e tutti e tre dell’annata 2005, un’annata che non è neppure tra quelle memorabili per la zona a causa di un’estate relativamente fresca.
Il Bolgheri Sassicaia della Tenuta San Guido non poteva mancare all’appuntamento. Un mito, una conferma a dispetto di tutto e di tutti, che riesce a trovare una delle sue migliori versioni per eleganza e complessità, per la struttura slanciata con il solito tannino di ineguagliabile finezza ed un finale lunghissimo, interminabile.
Il Masseto, il merlot in purezza della Tenuta dell’Ornellaia, è perfettamente a suo agio in un’annata dalle temperature estive moderate. In molti hanno paragonato questo vino ai grandi Pomerol, addirittura azzardando il nome di Petrus. Certamente è un vino dai profumi fruttati profondi, speziati, cioccolatosi, con una struttura vigorosa ma composta da puro velluto, con un volume magistralmente costruito.
Il Messorio è invece il merlot in purezza de Le Macchiole, l’azienda fondata dall’indimenticabile Eugenio Campolmi ed ora gestita con piglio e autorità dalla moglie Cinzia. La versione 2005 di questo vino ci aveva convinto fin dai primi assaggi. Un naso di bella profondità superbamente fruttato con richiami di spezie e caffè, un corpo intenso ampio e generoso dallo sviluppo preciso, un vino ben disposto per un lungo invecchiamento.
Masseto e Messorio, vini con la denominazione di IGT Toscana, ma solo perché l’attuale disciplinare non prevede la possibilità di vinificare in purezza il merlot, mentre è ben certo che quest’uva è frutto vero del territorio bolgherese e da lì proviene.
C’è attesa per la revisione del disciplinare, la cui pratica è già alle battute finali. Con le modifiche previste questi vini potrebbero fregiarsi della DOC e pensate a come suonerebbe bene sentire che “il 10 per cento dei migliori vini d’Italia è un Bolgheri DOC”.

paolo valdastri
www.corrieredelvino.it




LISTA DEI 30 MIGLIORI VINI D’ITALIA SECONDO BIBENDA
•        BAROLO MONFORTINO RISERVA 2001 - Conterno
•        MESSORIO 2005 - Le Macchiole
•        BAROLO SARMASSA DI BAROLO 2004 - Roberto Voerzio
•        LANGHE NEBBIOLO SPERSS 2004 - Gaja
•        BRUNELLO DI MONTALCINO 2003 - Biondi Santi
•        AMARONE DELLA VALPOLICELLA
•        VIGNETO DI MONTE LODOLETTA 2003 - Romano Dal Forno
•        MASSETO 2005 - Tenuta dell’Ornellaia
•        BOCA 2004 - Le Piane
•        FIANO DI AVELLINO VIGNA DELLA CONGREGAZIONE 2006 - Villa Diamante
•        TRENTO GIULIO FERRARI RISERVA DEL FONDATORE 1999 - Ferrari
•        BARBARESCO ASILI RISERVA 2004 - Bruno Giacosa
•        CHIANTI CLASSICO RISERVA 2004 - Castell’in Villa
•        TREBBIANO D’ABRUZZO 2005 - Valentini
•        AGLIANICO DEL VULTURE DON ANSELMO 2004 - Paternoster
•        TERRA DI LAVORO 2006 – Galardi
•        BAROLO 2004 – Poderi Aldo Conterno
•        MAESTRO RARO 2004 - Felsina
•        BOLGHERI SASSICAIA SASSICAIA 2005 - Tenuta San Guido
•        D’ALCEO 2005 - Castello dei Rampolla
•        MONTIANO 2006 - Falesco
•        CERVARO DELLA SALA 2006 - Castello della Sala
•        VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO GRANDI ANNATE RIS. 2004 - Avignonesi
•        VINTAGE TUNINA 2006 - Jermann
•        COLLIO SAUVIGNON RONCO DELLE MELE 2007 - Venica
•        PASSITO DI PANTELLERIA BEN RYÉ 2007 - Donnafugata
•        ETNA ROSSO CALDERARA SOTTANA 2006 - Tenuta delle Terre Nere
•        ALTO ADIGE TERLANER PINOT BLANC 1996 - Cantina Terlano
•        GRECO DI TUFO TORNANTE 2007 - Vadiaperti
•        COSTA D’AMALFI FURORE BIANCO FIORDUVA 2007 - Furore Marisa Cuomo
•        ALTO ADIGE GEWÜRZTRAMINER TERMINUM V.T. 2006 - Tramin


Data di pubblicazione: 18/02/2009
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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