LA COSTA DEL VINO I DIECI ANNI DEL CRU LA REGOLA
Un dato certo emerge prepotentemente dalla degustazione: i vini, anche se di stili diversi, rivelano una maniacale ricerca dell’eccellenza. I fratelli Nuti amano il loro lavoro, in campo ed in cantina, e se non sono assolutamente convinti dei risultati ottenuti, subentra in loro la necessità di modificare, di ricercare, di provare, fino al raggiungimento della perfezione. La riprova più evidente è nelle annate 2002 e 2003. Due annate da cardiopalma, la prima fredda e piovosa, la seconda torrida e siccitosa. Eppure i vini sono lì a dimostrare che, applicandosi con cura e competenza, il risultato è può essere sorprendente: il 2002 è sottile e delicato, ben equilibrato con tannini tutt’altro che acerbi e una piacevolezza di beva straordinaria per l’annata. Il 2003 è più caldo e corposo, ma assolutamente non stucchevole e surmaturo. L’influenza del fiume Cecina sul microclima locale è veramente palpabile.
Tornando alla degustazione, indicherò in sintesi i vini che più mi hanno colpito nei tre “stili” della ancor breve storia de La Regola. Il 1999 è quello che più fa apprezzare la presenza di Sangiovese. Un Sangiovese al 60%, che però marca moltissimo e bene e dà profumi di cuoio, liquirizia, tabacco, molto intriganti. In bocca ha una buona progressione, è ancora succoso con frutto presente, ha una bella freschezza acida ed equilibrio invidiabile.
La fase intermedia, quella con prevalenza di Cabernet Sauvignon, è forse la meno convincente, anche se il 2004 ha freschezza e discreta struttura. La tostatura del rovere è ancora un pò invadente e lo fa chiudere con un finale serioso e austero.
La terza, e definitiva fase, con la complicità del vulcanico enologo Luca D’Attoma, dimostra con il 2006 tutte le potenzialità del Cabernet Franc: profumi fragranti, molto piacevoli ed originali di piccola frutta nera che si amalgamano bene con la speziatura del rovere. Qualche nota più floreale (viola) e un tannino vigoroso, ricordano che l’età del vigneto è ancora piccola. In bocca, però, colpisce per la pienezza di struttura ben equilibrata dalla spina acida e da una sapidità che lo rendono slanciato. Il 2007, campione da botte, conferma, anzi accentua tutte le impressioni positive del 2006, con in più una maggiore consapevolezza nell’uso di questo vitigno. Il Montescuadaio Rosso La Regola ha, insomma, imboccato la strada per la definitiva consacrazione.
Un brindisi finale con Beloro 2004 in magnum riporta fiducia sulla rinascita del Sangiovese a Montescudaio: il club degli amici di questo vitigno è ancora ristretto, ma altamente qualificato e Podere La Regola ha proprio tutte le carte “in regola” per allargarlo.
Paolo Valdastri
www.corrieredelvino.it
LE ANNATE
1998 – Sangiovese 70% Cabernet sauvignon 20% Merlot 10%
Colore granato carico. I profumi sono quelli tipici dell’evoluzione: cuoio, animale, tabacco da sigaro, accompagnati da leggero sentore vegetale. Il palato è dominato da un’acidità spiccata che però lascia intravedere un frutto ancora vivo. Leggermente amarognola la chiusura.
1999 – Sangiovese 60% Cabernet Sauvignon 30% Merlot 10%
Colore granato intenso e brillante. Naso con cuoio e bella speziatura. Note di liquirizia e tabacco da toscano. In bocca entra vigoroso e suadente, succoso e fruttato, ha un grande equilibrio e slancio nel finale. Lo riassaggeremo con piacere ancora per molti anni.
2000 – Sangiovese 50% Cabernet Sauvignon 30% Merlot 20%
Colore granato cupo. Il naso ha sentori affumicati e di caffè torrefatto. Anche al palato il rovere si fa invadente con un tannino un pò sopra le righe e acidità che rende duro il finale.
2001 – Sangiovese 35% Cabernet Sauvignon 35% Merlot 30%
Rubino cupo con bordo granato. Profumi di confettura di prugna e speziatura del rovere molto evidente. Ha struttura solida con un’alternanza di note fruttate, spezie, cioccolata, ma lo sviluppo è leggermente compresso da un tannino ancora rigido. Chiusura di media lunghezza.
2002 – Cabernet Sauvignon 85% Merlot 15%
Il nuovo corso inizia con un’annata difficile. Sorprendente per tenuta di colore e per il naso fruttato con note tostate e di catrame. Corpo esile ma equilibrato. Bella freschezza, agile e con ricordi fruttati nel finale.
2003 – Cabernet Sauvignon 85% Merlot 15%
Altra annata difficile, ma il vino supera l’esame. Rubino cupo, ha un naso restio ad aprirsi. Ha profumi di confettura e di ciliege sotto spirito. In bocca è caldo e potente, ma non stucchevole. Ha buona freschezza, in relazione all’annata ed è perfettamente godibile.
2004 – Cabernet Sauvignon 85% Merlot 15%
Rubino intenso. Profumi austeri con rovere evidente. Liquirizia e tabacco con prugna californiana. In bocca è solido con tannino marcato e presenza di frutto. Il finale chiude con una nota austera amaricante.
2005 – Cabernet Sauvignon 50% Cabernet Franc 35% Merlot 15%
Rubino vivo. Il naso è caratterizzato da sentori di bacon e di affumicato che sovrastano un frutto nero maturo. Il rovere si avverte anche al palato, ma il vino comincia a dimostrare una personalità più marcata.
2006 – Cabernet Franc 85% Merlot 10% Petit Verdot 5%
Rubino carico quasi violaceo. Un panorama di profumi fruttati con un ricordo di viola mammola, poi spezie, cioccolato, tabacco dolce. Ingresso morbido e caldo, subito slanciato dalla notevole freschezza acida e da una bella sapidità. Robusto, ma gentile. Fa prevedere una bella evoluzione.
2007 – Stesso uvaggio (ormai definitivo) e campione prelevato dalla botte.
Grande materia, polpa e succosità. Ovviamente ancora da assestare in bottiglia, ma le premesse sono quelle di un grande vino di una bella annata.


