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LA COSTA DEL VINO- Le Macchiole vince il Premio Internazionale del Vino 2009 come migliore azienda.

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Cinzia Merli, giovane e affascinante viticoltrice bolgherese, lady di ferro al timone di un’azienda che conduce da sola dopo la prematura morte del marito, l’indimenticabile Eugenio Campolmi, ha ricevuto domenica scorsa a Roma il prestigioso Premio Internazionale del Vino 2009 quale migliore azienda e produttore italiano.


La manifestazione, già nota come l’Oscar del Vino, ha, da quest’anno, cambiato formula e nome: ideata da Franco M. Ricci, instancabile animatore dell’Associazione Italiana Sommelier Roma, della rivista Bibenda e della Guida Duemilavini, e gestita in collaborazione con RaiUno ha visto sfilare sul palco il fior fiore dell’enologia nazionale accudito da un gran numero di Vip del mondo dello spettacolo e della cultura.
Ed è stato Lamberto Sposini a consegnare il premio nelle mani della vincitrice, che ha prevalso su due nomi altrettanto prestigiosi quali Claudio Drei Donà della Tenuta La Palazza, e Giorgio Soldati de La Scolca di Gavi.
Eugenio Campolmi aveva creato l’azienda nel 1983, trasformando lentamente un sistema agricolo ancestrale in una moderna azienda vitivinicola. Negli anni ’90 comincia a raccogliere il frutto del proprio lavoro: nel 1995 al Vinitaly il suo vino è secondo, dietro ad un eccezionale Ducru-Beaucailloux in una degustazione di 14 campioni di Bordeaux e di Bolgheri dell’annata ’92. Nel 2002 scompare prematuramente, lasciando in eredità a Cinzia un progetto complesso ma preciso che prevede tre  grandi vini in purezza, Messorio (merlot), Paleo (cabernet franc) e Scrio (syrah) che verranno premiati con il massimo dei punteggi e tutti e tre insieme dal Gambero Rosso con l’annata 2001.
L’evento è stato registrato da RaiUno ed andrà in onda Domenica 7 giugno alle 16,35.

Paolo Valdastri
www.corrieredelvino.it

Data di pubblicazione: 08/06/2009
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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