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LA ROTTA DEL VINO 2007

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Grande successo dei vini Bolgheresi nella quarta edizione de La Rotta del Vino, l’impegnativa regata enogastronomica che si è tenuta sabato 8 e domenica 9 settembre nelle acque del Marina di Cala de’ Medici a Rosignano. E buona anche la prestazione dei vini di Pisa, soprattutto quelli di Montescudaio e San Miniato. In giuria i responsabili delle più famose Guide dei Ristoranti d’Italia, dal Gambero Rosso a L’Espresso, dalla Michelin a Veronelli. di Paolo Valdastri


In classifica generale sono due aziende di Bolgheri, presentatesi in coppia, ad aggiudicarsi la vittoria: al sabato, Le Fornacelle con il Fornacelle bianco 2006 (metà Semillon e metà Fiano, in barrique) per il risotto con broccoli e San Pietro e fegato grasso, mentre alla domenica è spettato a Giorgio Meletti Cavallari ed al suo Borgeri 2006 (Cabernet, Merlot e Syrah) accompagnare una magistrale sella di maialino da latte con purea di sedano rapa, ananas e cacao, entrambe i piatti realizzati dallo chef Luca   Landi del ristorante Lunasia Green Park Resort di Tirrenia (PI). I velocissimi componenti dell’equipaggio di Phantomas hanno avuto il loro daffare per non distrarsi dalle manovre della vela e saccheggiare la cambusa.

 
Sul secondo gradino il bravissimo chef Paolo Ciolli de L’Aragosta di Livorno abbinato ai grandi Montescudaio della Fattoria Sorbaiano. Ciollotti di milza (piatto elaborato e complesso al di là del nome) abbinati con Lucestraia 2004 e Piccione alla Benedetti con Rosso delle Miniere 2003, sono state le proposte premiate, sospinte dalle vele di Matamanoa.

Al terzo posto, ancora una cantina di Bolgheri: Campo alla Sughera trova una perfetta sintonia con la sommelier velista Marta da Ponte a Quarto su Querida, abbinata ai piatti del Club Lucchese Allegoria. Variante di pasta all’uovo (in pratica una sapida crema al bicchiere) con bottarga di orata e sarde era abbinata con L’Arioso 2006 (Sauvignon blanc e Viognier), mentre il secondo piatto della domenica era costituito da filetto di cervo all’arnione con fagioli di Sorana, sposato proprio ad un Arnione Bolgheri Superiore 2004.

 
E passiamo alla classifica gastronomica. L’azienda agricola Michele Satta si è aggiudicata il primo premio, in abbinamento con il ristorante Golden di Rosignano (chef Michele Martinelli) e con la barca Morale della Favola. Cartoccio di crostacei cotto al vapore con verdure e zeste di agrumi si accompagnava all’ottimo Costa di Giulia, Vermentino e Sauvignon del 2006, mentre il giorno precedente era stata la volta di zuppa di pesce con uovo di quaglia e clorofilla di prezzemolo, novellame croccante e crostone di pane alle erbe, abbinato al Giovin Re, un ricco Viognier fermentato in barrique del 2006. Straordinaria la presentazione del primo piatto, in apposite coppe di vetro cilindriche chiuse da una zuppiera tronco-conica contenente la minestra di pesce.

Al centro si inserisce una nuova azienda di San Miniato, la Cosimo Maria Masini, che gareggiava in combinazione con il ristorante del vichingo Dag Tijersland , un norvegese trasferito in quel di Lucca per gestire il suo ristorante Tenuta San Pietro, e con l’imbarcazione Ghibli. Variazione di ravioli (Tortelli di Piccione, raviolo con cervo e agnolotti con fegato grasso) con vino Nicolò 2004, ed uno spettacolare salmone arrostito con legno di olivo e caviale beluga abbinato allo chardonnay e sauvignon Annick 2006. Splendido il suo servizio: tavoli pieghevoli in legno pregiato per la finitura dei piatti, grattate di tartufo al sabato, cucchiai di caviale beluga alla domenica, vino rosso servito giustamente fresco e travasato in decanter. Una professionalità da imitare!

La complessità dei nomi delle ricette non deve trarre in inganno. Non si tratta di esibizionismo dei cuochi. L’intento della manifestazione è quello di focalizzare l’attenzione sull’aspetto abbinamento cibo-vino e cultura del servizio del vino a tavola. Tenendo conto che Bolgheri e Costa Toscana in genere sono zone di grandi rossi e che la scelta del vino è stabilita per estrazione a sorte, lo chef deve adattare la propria cucina al vino intervenendo con ingredienti, aromi e cotture che sposino perfettamente le caratteristiche organolettiche del vino. Ecco il perchè di alcuni interventi di materie “strane”, come cacao, cumino, ananas, pistacchi, aceto di lampone, in molti dei piatti presentati.

Numerosissime le aziende di Bolgheri che hanno partecipato a questa grande festa della vela e dell’enogastronomia: dalle storiche San Guido, Ornellaia, Grattamacco, alle nuove Argentiera, Sapaio, Campo alla Sughera, Batzella, Castello di Bolgheri, Tringali-Casanuova e la quasi-bolgherese Tenuta di Biserno. La classifica, nella sua asciuttezza sintetica e numerica, non rende merito del fatto che i punteggi sono stati tutti molto alti e che la gara si è risolta veramente ai punti.

Paolo Valdastri

www.corrieredelvino.it

Data di pubblicazione: 17/09/2007
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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