Skip to content. Skip to navigation
Personal tools
You are here: Home commenti Salustri: dieci anni di qualita'

Pubblicità su questo sito

Salustri: dieci anni di qualita'

Document Actions
1997 – 2006: dieci annate dei vini di un’azienda per la quale il vecchio modo di dire “se la conosci la ami” è quanto mai appropriato. Leonardo Salustri è un personaggio straordinario, di quelli che vorresti sempre incontrare nel tuo lavoro: determinato, serio, preparato, mai altero o supponente, anzi dotato di una modestia disarmante. Forse anche fortunato. Fortunato per essersi trovato ad operare nel bel mezzo di un territorio particolarmente vocato, per aver scoperto nel vecchio vigneto di famiglia un clone eccezionalmente qualitativo ed averlo riprodotto. Poi per aver conosciuto una persona altrettanto eccezionale come Claudio Tipa (ovvero Collemassari, ovvero Alinghi) che lo ha spinto con grande determinazione a perseverare nel suo lavoro, sostenendolo ed incoraggiandolo. Infine per avere nel figlio Marco una solida colonna di sostegno nel suo lavoro. Ma la fortuna, si sa, non aiuta certo i mediocri, ma solo chi vale. E di valori qui a Poggi del Sasso, in piena DOC Montecucco, se ne trovano tanti. Le potenzialità sono grandissime ed è proprio da qui che si riesce a comprendere che cosa ci riserva il futuro di Montecucco.

 

 

 

Devo confessare che durante la degustazione mi sono trovato in imbarazzo sui descrittori da utilizzare per i vari campioni proposti, tanto la linea stilistica è precisa, definita e costante. Si tratta però di una linea stilistica che sa di territorio, di naturalezza e di espressione spontanea del vitigno. Qui gli interventi enologici si percepiscono solo in una maggior precisione delle annate più recenti, in piccoli particolari che possono derivare da una nuova cantina, da nuovi legni (sempre rigorosamente grandi come è giusto che sia per il sangiovese), da operazioni e controlli più attenti, ma che non spostano mai l’essenza delle uve su binari innaturali. Non siamo, insomma, nella situazione di una costanza stilistica derivante da pesanti interventi enologici in cantina.

I profumi sono sempre di una pulizia esemplare per il sangiovese, e mantengono un piacevole equilibrio tra austerità e frutto. In bocca la freschezza acida è sempre viva, la sapidità contrasta bene l’alcol, la struttura è piena ma non muscolare, il tannino è vigoroso, a volte scalpitante, ma la fase gustativa si sviluppa sempre con grande continuità e progressione e, con il progredire dell’invecchiamento, con grande eleganza. Vini, in conclusione da gustare con i grandi piatti della cucina maremmana, ma la cui bevibilità e piacevolezza richiede un grande autocontrollo per non eccedere nella quantità.

 

Salustri ci ha presentato otto annate di Grotte Rosse, un vino che deriva da vigne vecchie, di età media sui 50 anni, con clone “Salustri” (una ricerca compiuta in collaborazione con il Prof. Scalabrelli), dai grappoli spargoli e chicco piuttosto grosso, allevate a guyot, su terreni sciolti con argilla e buona componente di sabbia e peperino, ben drenati. I terreni garantiscono una buona acidità naturale ai vini, mentre la luminosità e la ventilazione della collina garantiscono maturazioni regolari e complete.

Accanto al Grotte Rosse, troviamo il ‘97 ed il 2003 di Santa Marta. Nel 97 l’azienda produceva ancora un solo vino ed il Grotte Rosse era solo sulla carta, ma la sostanza era quella del progetto finale. Nel 2003 l’annata torrida ha richiesto una differente gestione delle uve ed il Grotte non è stato prodotto.

 

 

 

LA DEGUSTAZIONE

 

SANTA MARTA 1997

Colore tendente al granata, ma carico e straordinariamente vivo, così come i profumi. Lievi sentori di cuoio accompagnano un frutto ancora presente. Attacco morbido che mette subito in evidenza una belle freschezza acida. Grande sapidità, ricordi di frutto, non muscolare, ma elegante nonostante l’importanza del tannino.

 

GROTTE ROSSE 1998

Rubino-granato vivo e luminoso. profumo raffinato di ciliegia sotto spirito, cacao e nota di cuoio. In bocca è dolce e raffinato, ma di grande slancio. Un vino di grande razza, di perfetto equilibrio, accattivante.

 

GROTTE ROSSE 1999

Profumo molto intenso con note balsamiche, liquirizia e frutto rosso. Al palato si sviluppa con precisione, con buona materia estrattiva e grande equilibrio acido tannico. Un vino di carattere, importante ma non altezzoso, molto piacevole.

 

GROTTE ROSSE 2000

Colore leggermente più evoluto, così come i profumi. L’influenza dell’annata piuttosto calda è evidente nella nota olfattiva alcolica di ciliegia sotto spirito. Anche il palato è condotto dall’alcol, di buona materia, ma con finale non lunghissimo. Forse l’annata più debole della serie, anche se siamo sempre e comunque di fronte ad un bel bicchiere.

 

GROTTE ROSSE 2001

Naso molto dolce con ciliegia, susina e piccoli frutti rossi. Anche in bocca è piuttosto morbido, più disponibile rispetto alle precedenti annate, con minore complessità e sapidità. Un vino di facile comprensione.

 

GROTTE ROSSE 2002

Annata pessima, ma vino sorprendente. Al naso i profumi di frutto ancora presenti inseguono sentori di spezie e pelle conciata. Grande freschezza, ma con polpa solida, bello sviluppo verso un finale austero ma gradevole.

 

SANTA MARTA 2003

Annata ancora pessima e questa volta le uve vanno nel secondo vino. Ma il risultato è ancora una volta sorprendente. Il naso è maturo con frutto candito e confetturoso, ma pur sempre piacevole. La materia è importante e tutto sommato sostenuto da una discreta freschezza acida. Da bere senza molto invecchiamento, ma gradevolissimo.

 

GROTTE ROSSE 2004

Ritorniamo su annate più umane e cogliamo una maggiore precisione di esecuzione. Nuova cantina e nuovi legni danno un timbro che, anche se in secondo piano, si riesce a cogliere in senso positivo.

Naso complesso affascinante. In bocca è pieno solido, sapido, ancora molto giovane, ma con grande prospettiva di invecchiamento. Uno dei migliori assaggi della serie: da mettere in cantina.

 

GROTTE ROSSE 2005

I profumi sono di grande piacevolezza, suddivisi fra note balsamiche e frutto maturo. Bocca dinamica e articolata, bel contrasto acido-sapido, finale di eleganza da manuale. Anche qui i pazienti saranno ricompensati: dimenticatelo in cantina per almeno cinque anni.

 

GROTTE ROSSE 2006 ANTEPRIMA

Se il buongiorno si vede dal mattino... L’annata, come sappiamo, è stupenda, le maturazioni progressive e regolari. L’insieme rivela lo stile dell’azienda, pur essendo ancora da fondere ed amalgamare. Struttura densa ma slanciata, pienezza accompagnata da eleganza, vigore e velluto. Da prenotare!

 

PV



Questa volta abbiamo con Paolo abbiamo deciso di degustare lontani non allo stesso tavolo per confrontarci in seguito sulle nostre impressioni che sono collimate all’unisono. Non posso però esimermi da un paio di considerazioni del tutto personali. La prima che sta alla base di tutto è che ci siamo trovati di fronte ad una qualità indubbiamente elevata su tutti gli anni presentati. Sicuramente bisogna sottolineare che Leonardo e Marco hanno fatto e stanno facendo (il 2006 conferma) un lavoro eccezionale sulle uve ed in cantina che permette a questi vini di esprimersi sempre ad ottimi livelli. Ho amato, ed è il termine più appropriato, il 1998 ed il 1999 che mi hanno davvero entusiasmato per la piacevolezza e quell’avere ancora tanto da dire dopo dieci anni.
Non vediamo l’ora di arrivare al ventennale dell’azienda!
RG

 

LEONARDO SALUSTRI

Loc. La Cava

Poggi del Sasso (GR)

www.salustri.it

29 novembre 2008
Data di pubblicazione: 01/12/2008
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
Scegli Pr-Vino per la tua consulenza nel settore VINO!

Htt consulting - Emmeci program

 
     

This site conforms to the following standards: