Vin Santo Occhio di Pernice 1988 Avignonesi
Ma il gran finale è stato il momento dell’emozione più grande: la bottiglia di Vin Santo Occhio di Pernice di Avignonesi, annata 1998, è comparsa in tavola accompagnata da un religioso silenzio nel quale si percepiva l’ansia dell’attesa di gustare questo nettare raro. Un vero sciroppo, denso e consistente, alta concentrazione di un frutto maturo di Prugnolo Gentile, accuratamente selezionato in vigna (solo il 20% dei grappoli superano l’esame), appassito pazientemente per sei mesi, quindi fermentato sulle “madri” in caratelli scolmi e conservato in maturazione per ben dieci anni.
Affascinante il colore, quasi cangiante. A tratti ambrato, scuro, impenetrabile di colore marrone deciso, poi, a seconda dell’angolazione si intravedono rapidi guizzi tra il rubino ed il granato, a ricordare l’origine da uva nera.
Ci decidiamo ad infilare il naso nel bicchiere: un bel panorama di frutto secco, fichi ricoperti di cioccolato, datteri, mandorle, confettura di cotogna. Intensità e complessità vanno di pari passo e non ti lasciano per lunghi secondi.
Finalmente l’assaggio: l’ingresso è quello tipico di una crema morbida e avvolgente, di un concentrato di sensazioni di frutta candita altamente profumata. Il centro bocca è denso e pieno, rotondo e caldo, ma la parte migliore di questo vino si rivela proprio in questo momento. Tanta dolcezza potrebbe risultare stucchevole: ed invece, ecco arrivare una freschezza acida impressionante, che ridimensiona e armonizza la fase gustativa, in maniera da rendere viva la voglia di un secondo assaggio. E di un terzo e di un quarto, perchè il vino è vivo, dinamico, intenso e avvolgente, un vero nettare da assaporare per se stesso, accompagnato solo dai commenti e dallo scambio di sensazioni di una buona compagnia.


