Vinitaly, le prime impressioni
Sono decisamente soddisfatto per questa edizione veronese perché parlando con i produttori si ha avuto la sensazione che il mercato regga e che ben si possa sperare per il futuro. Certo ci sono alcune realtà che magari hanno sofferto un po’ di più ed altre che devono ancora fare emergere tutto il loro potenziale. Ma zompettando tra i padiglioni e parlando con i principali attori della fiera (per noi i produttori) un dato sembra emergere: riconferma dei contatti ed apertura verso altri. Sinceramente eravamo saliti a Vinitaly leggermente preoccupati per una situazione economica di grande difficoltà, ma anche con la speranza che questa manifestazione potesse fugare questo dubbio. Ora attendiamo nel concreto ai risultati di questi contatti. A noi che viviamo con il vino (nel senso che è il nostro lavoro!), questa situazione ci porta una ventata di ottimismo. Contemporaneamente, inoltre, ci è sembrato che la parte organizzativa abbia fatto un ulteriore salto di crescita anche nelle piccole cose. Per quanto riguarda i vini degustati, poi, la nostra taskforce si è fatta in quattro per voi. Oltre al sottoscritto (che vi proporrà novità dall’Umbria e dal Lazio) erano presenti anche il nostro commentatore Paolo Valdastri; la redattrice Valentina Niccolai e l’instancabile mio braccio destro degustativo e articolista, Riccardo Margheri. E siccome non ci bastava, ci ha raggiunti anche Claudio Corrieri che si è occupato di Friuli e Trentino.
Alle prossime letture!
RG


