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In compagnia di una Regola... "e in mano un raggio di sole"...

La degustazione della settimana si arricchisce di un bel particolare. Noi del Corriere del vino abbiamo voluto ampliare la nostra commissione con un gruppo di giovanissimi enologi in formazione. I motivi? Presto detti. A parte la freschezza del pensiero e di studi che portano novita' alle nostre menti; anche per avere una panoramica sul bere giovane, con un'analisi sul campo. Vi lascio, quindi, al resoconto scritto da Federico.. rg

Facolta', concentrazione, studio, un pranzo frugale e poi .... Studio e concentrazione. Sveglia presto, traffico stress e lavoro. Vite diverse, mondi diversi, ma c'e' una cosa, un singolo momento che ci accomuna tutti: la Casa.
Notate: non ho scritto ''casa'', ma ''Casa''.La differenza? e' molto semplice: la prima e' la nuda e pura struttura, la seconda, con la''C'' maiuscola e' l'alcova, e' il simbolo della profonda tranquillita' e serenita'.
Dopo aver cenato, dopo una giornata di studio e di lavoro, sedersi in poltrona, magari in pigiama, con la luce soffusa, un buon cd, o con la tv accesa su di un canale qualsiasi... "e in mano"..., usando le parole di Jovanotti, ..."un raggio di sole"...
Eccoci, gia' vi vedo mentre state leggendo questo articolo e vi state chiedendo:"ma dove mi stai portando?"
Vi sto conducendo a quel raggio di sole,particolare ,di un rosso rubino intenso, Non troppo alcolico, ma capace di infondere un sopito calore interno in grado da far dimenticare la dura giornata...eh gia'...e' un bell' e buon bicchiere di vino,e,piu' precisamente e' un Ligustro podere la Regola 2005.
E' un vino giovane a portata di tutti in grado di farci rilassare e godere a pieno di quel singolo momento tanto aspettato da quando ci si alza dal letto al mattino.
Caldo,accogliente,coccoloso,un massaggio per il palato un chicco per le papille.
Dovreste provarlo come sto facendo anch'io in questo momento ...
Una piccola gioia,una minuscola lussuria, un grande piacere...
Sinuosita', delicatezza, calore, sensibilita', dolce spigolosita' ecco cos'e' questo vino, ecco cos'e' un singolo sorso di questo succo d'uva, o meglio, di questo nettare prodotto e imbottigliato nella zona di Montescudaio.
Ma ora, dopo tutte queste parole non resta altro che provare, almeno per una sera, cari lettori, una serata in compagnia con questo vino, perche', come ben saprete, tutto questo non e' altro che lettere in successione su un foglio di carta piu' o meno in ordine, mentre un sorso di vino sono ricordi ed emozioni, musicalita' e relax in grado di risvegliare un ordine casuale nella mente e nell'animo di qualsiasi uomo.

Scheda del vino a mio giudizio


LIGUSTRO
Montescudaio rosso DOC
Vitigni:Sangiovese(80%) e Merlot(20%)
Produzione annuale:12000 bottiglie circa
Posizione della vigna e sua esposizione: Nel territorio del comune di riparbella a circa 50 -200 metri sul livello del mare, Sud-est.
Tipo di terreno: rosso mediterraneo (65%sabbia, 10% limo, 25%argilla)
Vinificazione: In serbatoi di acciaio inossidabile a temperatura controllata,macerazione lenta di circa 7 giorni.
Affinamento: 5 mesi in tini di cemento vetrificati e 3 mesi in bottiglia.
Contenuto alcolico:13,00%

Colore: rosso rubino...per chi non avesse a portata di mano un rubino diciamo rosso ciliegia matura. Rosso intenso, limpido e sanguigno.
Profumi-ricordi: Il vino stimola la mente a ricordare quei giorni caldi dell'estate appena trascorsa,della frutta sugli alberi e in parte in terra pronta ad essere raccolta. Alla crostata che al mattino viene sfornata dal paniettere, che abbraccia il paese con la sua fragranza e la  confettura ancora calda.alla liquirizia delle stringhe che srotolando mettevamo in bocca nel primo pomeriggio.  
Gusto(musichina del tg5): caldo quasi mammone come un pigiama dopo un giorno di lavoro incravattato. Un party  per le papille.Fine nella sua vinosita'.
giudizio: Ottimo per serate tra amici, per liberare la mente e fare due chiacchere fino all'alba.
Prezzo: euro 8/10

Federico Bozzano



Luogo:
Cantina senese
Data e ora:
2006/10/19 10:00:00 GMT+2

Data di pubblicazione: 22/02/2008

Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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