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Macchion del Lupo 2005 Marchesi Ginori Lisci e Mini verticale Sagrantino Montefalco 25 anni di Arnaldo Caprai

Riprendono le degustazioni della nostra commissione. In questo caso abbiamo inteso mettere a conoscenza dei lettori non solo un vino degustato in commissione, ma anche una mini-verticale del Sagratino di Caprai. Le schede sono a cura del nostro Paolo Valdastri MARCHESI GINORI LISCI MACCHION DEL LUPO 2005 VINO DA TAVOLA Querceto, il piccolo borgo nei pressi di Montecatini Val di Cecina, da non confondersi con il piu' noto Castello di Querceto della famiglia Francois, e' un piccolo borgo incastonato nei boschi delle Colline Metallifere, un luogo incantato ai limiti della fiaba e dell'irreale. I Marchesi Ginori Lisci vi producono vini di eccellente qualita' come il Campordigno ed il Castello Ginori. Ultimo nato della famiglia e' il Macchion del Lupo, vendemmia 2005, cabernet sauvignon con una piccola punta di sangiovese.

Vendemmia manuale, fermentazione di circa 10 giorni con frequenti rimontaggi, macerazione post-fermentativa di ulteriori dieci giorni e sosta in barriques di secondo e terzo passaggio per circa 6 mesi.

Si colloca tra i vini da bersi a tutto pasto, ma non certo semplice e banale.

Ha colore rubino intenso e trasparente. Al naso ricorda i piccoli frutti di bosco, ribes in particolare, con una nota erbacea che non disturba, ma da' freschezza in congiunzione con una speziatura molto discreta.

In bocca e' nervoso e vivo, il centro bocca e' agile e fresco, con sapore fruttato in evidenza e finale disteso. Non e' un campione di concentrazione, ma un vino da bersi, bicchiere dopo bicchiere, con maccheroni al sugo di coniglio, delle saporite carni alla griglia, pecorino di media stagionatura. Fascia di prezzo nei dintorni dei 10,00 euro




ARNALDO CAPRAI
MONTEFALCO 21 SETTEMBRE 2006
MINI-VERTICALE DI SAGRANTINO 25 ANNI

ANNATA 2003
Fresco di presentazione, e' un neonato che deve ancora muovere i primi passi, frutto di un’annata molto difficile per il resto d’Italia, ma non per il particolare microclima di Montefalco.
Si presenta con un rubino cupo, quasi impenetrabile. Il naso e' ancora piuttosto restio ad aprirsi, ma di grande pulizia con note speziate di cioccolata e tabacco e una punta di tamarindo che coprono ancora il frutto. L’attacco in bocca e' morbido, caldo e vellutato. Qualche accenno di frutto molto maturo subito mitigato dal nerbo acido e da un tannino scalpitante. Pieno e lungo il finale.

ANNATA 2000
Rubino intenso con un accenno di granato all’unghia. All’olfatto si presenta con un panorama aromatico complesso ed intenso. Tabacco, liquirizia, spezie come il pepe nero e rabarbaro sono in primo piano su di un frutto nero ancora evidente. In bocca si apre morbido e solido, subito sostenuto da una bella freschezza. Vino austero di grande carattere, continuo con tannino ben presente ma di bella qualita' in equilibrio con forza alcolica e acidita'. Finale molto lungo.

ANNATA 1998
Rubino granata molto cupo. I profumi terziari cominciano a far sentire la propria importanza. Scatola da sigari, ovvero commistione di cuoio fine e tabacco, cioccolato amaro, prugna essiccata.
Bocca di grande spessore, vino saporito,  con tannino evidente, ma con rinfrescanti note mentolate. Bella progressione su di un corpo solido, ma slanciato. Lunghissimo il finale.


 
Luogo:
Commissione degustazione e Montefalco. Settimana enologica

Data e ora:
2006/09/22 11:00:00
Data di pubblicazione: 22/02/2008

Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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