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Planeta Una famiglia di innovatori

Sbarco all’aereoporto di Catania,la mattina del 19 ottobre,in compagnia di amici enotecari e ristoratori appassionati. Furgoncino otto posti e via fino all’ azienda Buonivini a Noto, una delle ultime aziende acquistate dalla famiglia Planeta, circa 60 ettari di vigne a Nero d’Avola e Moscato circondati di mandorli,carrubi olive,e serre di pomodori(Pachino e a un passo). di Claudio Corrieri

Terreni bianchissimi,di natura calcarea e tufacea con poche argille,scheletro abbondante
e grande capacità del terreno di ritenzione idrica,fattore unico in questa landa desertica.
Iniziamo la visita con la degustazione dei prodotti aziendali,proprio per capire
 le filosofie  produttive che contaddistinguono questi vini mediterranei:
-Rosè 2007,note di buccia di cipolla,sentori di piccoli frutti a bacca rossa note di pepe
 nero,scarsa acidità ma buona beva.
 Da uve 100% shiraz,acidità tot 5,7 ph 3,4 alcool 12,5 prodotto da aperitivo o antipasti
 leggeri.Voto 74\100  
La segreta bianco 2007,giallo paglierino,riflessi verdi,note piacevoli agrumate,sentori
di ananas,leggermente sapido e acidulo.
 Da uve 50%grecanico,30%chardonnay,10% viogner,10%fiano,con acidità tot 5,75,
Ph di 3,32,alcool di 12,9° è un vino senza tante pretese ma ben fatto e piacevolmente
fresco .Voto 78\100
-Alastro 2007,giallo paglierino,riflessi verdeoro, note di vaniglia mele ananas,pomodori note affumicate,di buona complessità con un finale lungo e salino.
Uso dei legni sul 10% dello chardonnay per il resto 60%grecanico e 30% chardonnay in acciaio,con acidità tot 6,5 ph 3,41 e alcool a 13,5°;in sostanza un buon vino con carattere e sapidità. Voto 85\100
-Cerasuolo di Vittoria,rosso rubino intenso,naso floreale,tabacco,fragolespezie,china
Buona lunghezza gustativa e buona succosità per una piacevolezza profonda nel
bicchiere e buona espressione di personalità.
Da uve nero d’avola 60% e frapato 40 %
Acidità tot 5,5 ph 3,55 e alcool di 13°voto 85\100

-Santa cecilia 2006 da uve nero d’Avola,color porpora tendente al violaceo,note di viole
 visciole frutta rossa,terra e sentori minerali di grafite,gustoso e succoso.
Con acidità tot 6,8 ph 3,3 e alcool 14° voto 90\100
-Merlot 2007,con un saldo 5% di petit verdot,di color rubino intenso,al naso noe di ribes
Frutti rossi,cacao,dotato di una discreta acidità  e una buona lunghezza.
Acidità tot 6,0 ph 3,38 e alcool di 14,8° Voto 85\100
 -Burdese da uve cabernet sauvignon 70% e cabernet franc 30%,di color rubino sangue
di piccione,note di ribes,mora,peperone,grafite,entra con un buon impatto,e si svolge
In bocca con una buona intensità,lungo e sapido .
Acidità tot 6,2 ph 3,5 alcool 14,45 Voto 85\100
-Syrahz ,100%,di colore violaceo,appaiono subito le note pepate e speziate mescolate
a confettura di frutta rossa,e odori terrosi.
Acidità tot 5,9 ph 3,46 e alcool 14,8° Voto 85\100
-Moscato di noto,moscato bianco 100%,colore oro note dolci di marmellata di agrumi,
zenzero,fiori di mimosa,un vino dolce sorretto da una buona acidità e quindi lungo
 e piacevole. Acidità tot 9,5 ph 3,3 alcool 9,5° Voto 88\100.
-Fiano cometa 2007,giallo paglierino carico,note di sambuco,frutta tropicale agrume,
erbe fini, dotato di un buon attacco,bilanciato da una discreta acidità si espande
in bocca verticale per una acidità tot 6,5 ph di 3,42 e alcool di 14,5°.
Voto 85\100,con margini di miglioramento nel tempo.
-Chardonnay 2006,giallo carico spiccano le note affumicate del legno,menta,mela golden
frutta tropicale,con un buon corpo,ma dove le note legnose in questa fase prevaricano
le note saporite e succose del frutto,con accenni minerali sul finale.
Con acidità tot 6,6 ph di 3,35 e 14 °alcool  Voto 80\100
-La segreta rosso,colore porpora,note pepe,peperone,piacevolmente vegetali,non molto
polposo in bocca si distende gustoso,ma non complesso.
Da uve nero d’avola50%merlot 25%shyrah20%cabernet franc 5%con acidità tot 5,8
Ph 3,46 alcool 13,3 Voto 72\100
Nel complesso una buona prestazione per l’azienda Planeta,con vini ben fatti e piacevoli
gustosi,e dal buon rapporto qualità prezzo.
La visita per noi è continuata,con l’arrivo all’azienda Dorilli a  Vittoria ,dotata di appartamenti carinissimi per gli ospiti.
35 ettari fra nero d’Avola e Frappato, con terreni  composti da sabbie rosse originatesi da terrazze marine create dal ritiro delle acque marine,e dal sottosuolo tufaceo-calcareo;
estesi fra il centro aziendale e il mare ragusano.
Il giorno dopo visita all’azienda di Caparrina,vicino a Menfi,dove non viene prodotto vino ma bensì olio.
Su una estensione di 80 ettari,vi sono coltivati 25.000 alberi di olivi,ripartiti fra le cultivar tradizionali della d.o.p.Val di Mazara,ovvero Biancolilla,Cerasuola,Nocellara del Belice.
Le olive vengono molite fra ottobre e novembre nel frantoio aziendale della Caparrina,un bellissimo impianto tradizionale delle Officine Meccaniche Toscane con frangitura a martelli e gramole  a freddo .
I prodotti ottenuti sono :l’olio d.o.p. di Mazara,varietà50%Nocellara del Belice 30%Cerasuola 20% Biancolilla,con caratteristiche organolettiche
che vanno dai sentori di pomodoro verde,al cardo al carciofo,con un retrogusto leggermente piccantino;
L’olio d.o.p. di Mazara da olive denocciolate a monocultivar Nocellara e a monocultivar Biancolilla,ovvero due oli puri dove l’intento del produttore è di identificare il più possibile gli aromi specifici delle rispettive cultivar.
Due oli con grande carica perossidica,quindi duraturi,e bassissima acidità.
I prodotti ottenuti sono :l’olio d.o.p. di Mazara,varietà50%Nocellara del Belice 30%Cerasuola 20% Biancolilla,con caratteristiche organolettiche
che vanno dai sentori di pomodoro verde,al cardo al carciofo,con un retrogusto leggermente piccantino;
L’olio d.o.p. di Mazara da olive denocciolate a monocultivar Nocellara e a monocultivar Biancolilla,ovvero due oli puri dove l’intento del produttore è di identificare il più possibile gli aromi specifici delle rispettive cultivar.Due oli con grande carica perossidica,quindi duraturi,
I prodotti ottenuti sono :l’olio d.o.p. di Mazara,varietà50%Nocellara del Belice 30%Cerasuola 20% Biancolilla,con caratteristiche organolettiche
che vanno dai sentori di pomodoro verde,al cardo al carciofo,con un retrogusto leggermente piccantino;
L’olio d.o.p. di Mazara da olive denocciolate a monocultivar Nocellara e a monocultivar Biancolilla,ovvero due oli puri dove l’intento del produttore è di identificare il più possibile gli aromi specifici delle rispettive cultivar.Due oli con grande carica perossidica,quindi duraturi,e bassissima acidità.
Da Caparrina fino a Dispensa sempre nel  comune di Menfi cuore aziendale dei Planeta,base logistica e cantina principale.
I terreni circostanti di Dispensa e Gurra per un totale di 165 ettari danno vita ai vini La Segreta e al Rosè.I suoli del primo terroir sono argillo calcarei ideali per i vitigni internazionali;
i suoli di Gurra  molto calcarei sono adatti  alla coltivazione del shyraz e del fiano.
Le altre aziende della famiglia Planeta,sono: Ulmo  a Sambuco di Sicilia,non molto lontano da Dispensa,vicino al lago Arancio dove vengono prodotti l’Alastro,lo Chardonnay e il Fiano sui circa 95 ettari dei vigneti di Ulmo e Maroccoli;suoli pieni di ciottoli residui di un antico fiume, divisi fra argillosi e calcarei con altezze fino a 450 metri sul livello del mare,e con un clima fresco mitigato dalle brezze marine.
L’ultima  azienda nata ,Sciara Nuova nell’Etna,ancora non in produzione,ma coltivata con vitigni a bacca bianca principalmente e di cui aspettiamo ansiosi i primi vini.
Situata a 900 metri sul livello del mare su suoli lavici,ha tutte le caratteristiche per affrontare le nuove sfide dell’enologia siciliana.
La famiglia Planeta,che annovera fra parenti di 2° e 3°grado circa 70 familiari ha in Diego il capostipite e nei cugini Santi,Alessio e Francesca gli ideatori di questo fantastico progetto agricolo,nonché i responsabili della produzione e della distribuzione.
Ringraziamo sentitamente la famiglia Planeta per l’ospitalità data in particolare nella persona
di Santi che si è dimostrato ottimo Cicerone e grande compagno di viaggio

Data di pubblicazione: 17/11/2008

Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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