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Scopriamo il Poggio Rosso...

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È il 2002 quando Ivano, Edi e Diego Monelli decidono di ridare vita alla storica Tenuta di Poggio Rosso intuendo il potenziale vinicolo che questa azienda aveva intrinseco nei suoi terreni e nella sua posizione a poche centinaia di metri dal golfo di Baratti. Una superficie complessiva di 20 ettari di cui sei a vigneto e 2 a oliveto. La parte vitata è stata piantata sulla parte dei terreni argilloso-arenacei a strati argillo-scistosi. Sulla zolla di terra rossa, dalla tessitura sciolta ma anche una sufficiente capacità di ritenzione idrica che permette una maturazione precoce degli acini, sono stati piantati i vitigni di merlot, petit verdot e sangiovese. Il cabernet sauvignon è, invece, nella zona a nord ovest dov aumenta la frazione limo-argillosa-calcarea. I bianchi (viogner e vermentino) sono piantati sul versante esposto ad ovest sempre su terreno argilloso-sabbioso. Nonostante la vicinanza con il mio luogo natìo non era ancora stato nell’azienda dei Monelli anche se già a Vinitaly avevo segnalato il loro vino come una delle sorprese che mi avevano incuriosito di più tra gli assaggi fatti. RG

 La curiosità mi ha dunque spinto a vedere con mano il lavoro di questa famiglia e del giovane Diego che, fortuna nostra, ha accompagnato la visita all’azienda con una miniverticale dei prodotti usciti ed in procinto di uscire. È sempre interessante poter comprendere il percorso di un’azienda ed anche la Tenuta, ancor pur giovane, ha materia di approfondimento.  I vini sono il Phylika, il Tages 05 e 06 ed il velthune 05 e 05. Partiamo dal vermentino e viogner del 2008. Un vino non semplice e di immediata lettura, ma che nasconde una gradevole complessità che si apre olfattivamente dopo qualche momento. Giocato su belle note floreali bianche ed un frutta presente ma non invadente si comporta egregiamente anche al palato. Questa caratteristica di non immediatezza olfattiva contraddistingue i vini dell’azienda che hanno bisogno dei giusti tempi per dare confidenza al degustatore. Infatti gli altri quattro rossi, pur con sfumature differenti, hanno bisogno di essere lasciati qualche momento in più nel bicchiere per esprimere al meglio la loro complessità. Il Tages 2005 ha un naso elegante e fruttato con una bell’ingresso ed una discreta spinta acida unita ad un tannino piacevole. Il 2006, invece, è un vino che risente dell’annata sviluppando una maggiore morbidezza sia nei sentori olfatti dove predomina una frutta più corposa che nella bocca. Interessante per eleganza anche il Velthune 2005 come la sua versione 2006. Entrambe caratterizzati da belle note fruttate piacevoli con un 2005 con una maggiore “consapevolezza di sé” dato anche una “maggiore età” ed una tendenza più palese all’eleganza. Un 2006 che forte di una struttura più preponderante abbisogna di tempo. Sicuramente, però, nel giudizio complessivo sulla produzione dell’azienda bisogna evidenziare l’ottimo lavoro svolto con una peculiarità di questi prodotti che ricerca con bei risultati e vini eleganti.

 

Data di pubblicazione: 16/11/2009
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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