Seconda edizione dell’anteprima del Chianti Rufina
Ospitata nella splendida cornice di Villa Poggio Reale, sede del Consorzio, si è svolta sabato 15 novembre la seconda edizione dell’anteprima del Chianti Rufina che ha visto protagoniste le annate 2007 per i vini di base e 2006 per le riserve. Ben 23 le aziende oggi aderenti a Consorzio a testimonianza del ritrovato intento comune di promuovere un territorio in cui, caso non isolato in Toscana, troppo spesso i produttori hanno proceduto in ordine sparso sia per quanto concerne il marketing che, soprattutto, nel definire l’identità del “prodotto Rufina”
Non a caso ancora oggi assaggiando le anteprime si registrano sostanziali differenze di “interpretazione del terroir”, anche se va dato atto che la qualità media della produzione è notevolmente cresciuta così come la “pulizia” (al naso come sul palato) dei vini che sino a qualche anno fa era forse uno dei limiti maggiori della denominazione.
Incoraggiante in tal senso la prova di molte riserve 2006 che, complice l’annata, si candidano a divenire nel tempo riprove importanti delle potenzialità di questo Chianti “d’altura”.
Buona ad esempio, anche se giovane nei tannini ed in evoluzione al naso, la riserva Bucerchiale 2006 di Selvapiana che Federico Giuntini, proprietario e responsabile dell’azienda, commenta come una delle più riuscite del decennio in corso. Regala densità ed una buona dose di morbidezza la riserva Montesodi 2006 del Castello di Nipozzano che per tiratura e reperibilità sul mercato costituisce indubbiamente l’etichetta più conosciuta del Chianti Rufina.
Su livelli confortanti anche le riserve Lastricato 2006 del Castello del Treppio, valido mix di tradizione ed innovazione, dei Veroni e della Fattoria di Basciano, anche se con stili ed interpretazioni spesso alquanto dissimili.
Più sfumate le prestazioni dell’annata 2007, indubbiamente corretta in molte sue referenze ma priva di vertici da segnalare.
Di stimolo per tutti i produttori del Consorzio il plauso espresso dalla critica nel corso della verticale di vecchie annate svoltasi il venerdì 14 novembre: l’eleganza di molti vini, virtù riconosciuta al Chianti Rufina in diretta conseguenza del suo particolare terroir, è un pregio oggi quanto mai ricercato dal mercato forse stanco (per fortuna!!) di “marmellate” in bottiglia bordolese.
Da qui un accorato appello ai produttori del Consorzio perché non stravolgano l’anima del sangiovese frutto di queste zone che come loro stessi giustamente sottolineano, con rinnovato orgoglio, è ”il più alto fra i Chianti”.
Daniele Bartolozzi


