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Un bianco per gustare l'estate: Annick

Una giornata all’insegna del connubio tra gastronomia e vino con un protagonista assoluto: Annick 2007, il bianco della Cosimo Maria Masini. Luogo “dell’incontro” il Re Noir, locale all’interno del porto Cala de’ Medici a Crepatura.

 

 Un momento quindi per degustare in prima questo prodotto che nasce dalle vigne dell’azienda a Sna Miniato e che è frutto di un assemblaggio tra un 60 per cento di chardonnay ed un 40 di sauvignon blanc. Un prodotto decisamente interessante che proviene da una vendemmia selezionata e, per la prima volta, vinificato in parte senza l’utilizzo di lieviti selezionati.

Il 20 per cento delle uve sono state macerate sulle bucce per una notte a vasca aperta prima della fermentazione. Dopo la fermentazione il vino è rimasto in affinamento sulle fecce per due mesi durante i quali si sono praticati rimontaggi periodici. Questo giallo paglierino carico con riflessi verdi si caratterizza per un bel bouquet ed è ottimo con il tartufo bianco ma, grazie alla sue eleganza e piacevolezza, è un ottimo compagno dei piatti tipici della nostra costa a base di pesce ed anche con fritture delicate (come quelle che lo staff del Re Noir ha servito, tra le altre cose). L’occasione è stata anche utile per assaggiare il Cosimo 2005 (Sangiovese 90%, Buonamico 10%) figlio di un’attenta selezione di uve provenienti da un vigneto di un età superiore ai cinquant’anni, con una densità di impianto di 3.000 piante per ettaro ed esposizione a sud ovest.

Un vino di grande complessità olfattiva che si presenta in bocca potente ed avvolgente.

Soddisfazione da parte dello staff aziendale per questi prodotti (che erano accompagnati dalle altre due etichette della Cosimo Maria Masini: Nicole e Nicolò) e per l’apprezzamento del pubblico di settore che ha partecipato in buon numero.

Data di pubblicazione: 19/05/2008

Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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