Skip to content. Skip to navigation
Personal tools
You are here: Home Degustazioni Una serata in compagnia del grande Barolo ”Giacomo Fenocchio”.

Pubblicità su questo sito

Una serata in compagnia del grande Barolo ”Giacomo Fenocchio”.

Document Actions
Approfittando di un Maggio ancora fresco e di un inverno che non si decideva ad andar via, sabato 15 maggio 2010 l’Associazione Culturale “La Malvasia”di Roma ha organizzato una lezione teorico-pratica su un vino tra i più tradizionali in Italia: il Barolo. Un gruppo attento di degustatori, professionali e amatoriali ha potuto godere di una deliziosa cena-degustazione, in un clima di amichevole ma attenta riflessione. L’introduzione alla serata un interessante escursus sulla storia del Barolo e delle Langhe, sulle tradizioni e le curiosità del Nebbiolo,sulle esigenze di un vitigno esigente e nobile, che necessita di rispetto per i suoi tempi, dei metodi di lavorazione tramandati e del suo territorio tradizionale. La serata si è protratta nell’atmosfera semplice e raffinata del Ristorante “La Vergara”, in Via della Giustiniana 764. Ospitati presso un grazioso casale della campagna romana, con un gradevole spazio all’aperto, che fa uso di materie prime di altissima qualità, di produzione familiare, dalle carni di bestiame allevato in loco, verdure del proprio orto, alle paste e i dolci fatti rigorosamente in casa.


Un servizio attento e professionale è stato svolto dal Sommelier  Claudio Tata, titolare del ristorante insieme al la sua famiglia, che propone una carta dei vini degna di nota per qualità delle proposte e per disponibilità di etichette anche poco comuni e talvolta quasi introvabili. Professionista con esperienza e grande disponibilità nei suggerimenti competenti sui vini proposti e sui loro opportuni abbinamenti. I prezzi piuttosto onesti. In questa piacevole atmosfera, scaldati al fuoco del caminetto acceso si è potuto gedere di una serata il cui  protagonista è stato il Barolo dell’azienda “Giacomo Fenocchio” di Monforte d’Alba. La cantina, nata nel 1864, ha una lunga storia di famiglia e di tradizioni mai modificate nel tempo. Ancora oggi si produce il vino in maniera tradizionale con uve provenienti esclusivamente dai propri vigneti impiantati nella zona tipica del Barolo. Claudio Fenocchio segue amorevolmente, con la sua famiglia, l’azienda vitivinicola che da cinque generazioni si tramanda gli usi e i costumi di un lavoro fatto nel rispetto della tradizione e della memoria del passato. Claudio ama raccontarci di come loro tutti hanno imparato dal Nonno a preservare uno stile di lavorazione, in vigna e in cantina, rispettoso dei metodi tramandati e della tipicità di un’uva che la natura gli consegna con le peculiarità dei terreni e delle annate diversi tra loro e, proprio per questo così unici. E come usava dire suo Nonno: “Il vino va fatto come va fatto” a sottolineare la convinzione radicata che non può essere che fatto con lo stesso metodo che da sempre viene utilizzato e non esiste un modo migliore o alternativo per ottenerlo. La fermentazione è assolutatamente naturale, ottenuta ad opera di lieviti indigeni, senza alcuna aggiunta. La temperatura è mantenuta costante esclusivamente attraverso i rimontaggi, ripetuti giornalmente, che permettono anche un naturale arricchimento di estratti e tannini che vanno a formare la complessità ritrovata nel vino stesso. Si è poi passati alla fase di vera e propria di analisi sensoriale.

Le degustazioni sono state guidate da esperti Sommelier che hanno illustrato le caratteristiche dei vini, riferiti ai territori specifici delle sottozone delle Langhe, con particolare attenzione agli  abbinamenti proposti. E’ sempre tanto incredibile prendere coscienza di come uno stesso vitigno, trattato nello stesso modo sia in produzione che in fase di vinificazione, possa dare vita a vini tanto diversi che sono figli dei terreni che hanno generato la loro uva. Vediamo com’è andata. 

Langhe Nebbiolo 2008: sposa il piatto degli affettati accompagnato da bruschette e formaggi medi con lodevole disinvoltura, sostenendo con onore il suo lavoro. Ai commensali meno allenati risulta essere stato, poi, il vino più gradevole in quanto più equilibrato, più semplice da degustare. 

Barolo CANNUBI 2005: In apertura con Strangozzi Rossi ai Funghi Porcini, sorprende per la grazia dell’abbinamento, sullo stesso piatto va in prova anche il 

Barolo VILLERO 2005, sorprendentemente agile e fresco malgrado la significativa massa polifenolica. La lunghezza del finale duetta con l’aromaticità dei Porcini proponendo piacevoli e reciproci rilanci di sapore e profumi. Interessante sfida tra un vino austero ed un piatto di carattere. Una riflessione sulle nette diffenze che il terreno ha prodotto sui due vini sorge istintiva. Esattamente oppost: del tutto divergenti nelle morbidezze e nel carattere.

Barolo BUSSIA2005: L’azzardato abbinamento con Faraona al Cartoccio di allevamento rustico, è risultato essere assolutamente legittimo. Percepibile l’imponenza del vino. Un lieve assottigliamento del gusto in centro-bocca concede il ritorno dei sapori del  piatto per poi avvolgerli ed esaltarli in un finale mentolato davvero unico e che regala leggerezza al pur articolato piatto. Finissima e vellutata la tannicità. Un vino più in equilibrio rispetto ai caratteri contrastanti degli altri due “Cru”.

Lievemente più “complesso” e ai limiti del complicato il Barolo BUSSIA Riserva 2004, in grado di regalare ai degustatori più esperti e attenti emozioni di prim’ordine, le sue curve aromatiche  guidano invece i meno esperti verso un percorso tutto da scoprire. Notevole l’acidità che svolge quasi in sordina il gravoso lavoro di sostegno della massa.

Questi vini resteranno nel cuore di chi li ha potuti degustare. 

Esperienza indimenticabile!!!



                                                                       Antonella Avantaggiato.

 

 

Data di pubblicazione: 31/05/2010
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Basta dire Provincia di Siena e la mente corre subito attraverso ogni genere di meraviglie, culturali, paesaggistiche e gastronomiche. Questo magnifico Territorio è attraversato dalla Via Cassia, una delle più importanti Vie Consolari Romane, che congiunge Roma a Firenze. In Epoca Medievale, a causa dell’impantanamento della Valdichiana (valle di origine alluvionale, che si estende tra le Provincie di Arezzo e Siena per poi proseguire in Umbria), il percorso originale fu modificato, e dopo il 774, quando i Franchi sconfissero i Longobardi, la strada divenne il percorso preferito dei numerosi pellegrini che si recavano a Roma. Un lungo tratto della Cassia coincise con la famosa Via Francigena, anticamente detta Via Francesca o Romea
Scegli Pr-Vino per la tua consulenza nel settore VINO!

Htt consulting - Emmeci program

 
     

This site conforms to the following standards: