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Zenato, l'amore e la passione in vigna

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In uno dei miei giretti per le regioni vinicole mi organizzo per fare visita all’azienda Zenato. Realtà vinicola di spessore nel Veneto rappresenta un interessante modalità di lavoro grazie all’intraprendente Nadia ed al fratello ed ad uno staff dinamicissimo.

 Oltre un milione e mezzo di bottiglie complessivamente per una realtà che copre, in sintesi, due territori vinicoli come la Valpolicella ed il Lugana. La visita all’azienda offre l’occasione per un assaggio. Si parte con il Santa Cristina 2008, Lugana Doc che ha un naso davvero intrigante fatto di note agrumate profonde ed intense ed una bocca decisamente larga e piena e che risulta di buona beva complessiva. Il Ripassa 2007, Valpolicella Doc, è un vino di naso netto e pieno di frutta rossa con una bocca decisamente orientata ad una beva piacevole aiutata da una bella acidità ed una sapidità interessante. L’IGT Rosso Veronese Cresasso 2005 è un fruttato pieno ed esplosivo al anso intrigante nei suoi toni accesi e con una bocca che si apre e distende in tutto il palato con grazia, accompagnata da tannino vellutato e bella sapidità finale.  Interessante anche se molto giovane l’Amarone 2005 (come risulta cnhe da un secondo assaggio effettuato pochissimi giorni fa). Un vino decisamente potente sia nella componente olfattiva dove arriva con esuberanza la frutta rossa calda e quasi da mordere che si apre poi nella bocca allargando il vino in tutta la fase degustativa. Ottimo il gioco di equilibrio tra la corposità e le componenti morbide del vino con la parte dura (tannini acidità e sapidità) che ne fanno un prodotto di buona beva non semplice ma ricco di complessità.
Molto veneto style il Sansonina 2005, da gusto “femminile” nella piacevolezza dell’accezione.

Data di pubblicazione: 30/11/2009
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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