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Il lato estremo dello Champagne:Bereche.

Nella nostra recente visita “bollata” nella regione Champagn-icola uno degli incontri che più ci ha colpito è stato quello con Raphael Bereche. Questo giovane Vigneron di Ludes,paese a premier cru in zona Montagne de Reims, ci ha in effetti irradiato di energia e passione per 3 ore facendoci assaggiare delle meravigliose Cuvèe e facendoci intuire le sue grandi possibilità future che ha come vignaiolo. di Claudio Corrieri Anche se è molto giovane ha idee molto chiare in campo agronomico e in campo enologico:rispetto e esaltazione del terroir,conduzione in vigna biologiche,pratiche in cantina non interventiste ,organizzazione del gruppo di lavoro passionale e rigorosa.

 

Su 9 ettari di terreno per 2\3 sulle montagne di Reims e per 1\3 nella Valle della Marne,dispone vigne a Pinot Noir,a Pinot Meunier e a Chardonnay,con un età media di 30\40 anni.

Esegue dei ripascimenti del terreno per migliorare la vita biologica sotterranea  e per creare humus naturale,permettendo alle radici di penetrare in profondità in cerca di minerali e sostanze.

Il rinnovamento delle vigne avviene gradualmente, senza traumi, ma con un certosino lavoro di selezione parcellare e cernita singola per evitare la perdita della complessità nella creazione della cuvèe.

Lotta ragionata contro le malattie della vigna,assai frequenti in Champagne, fra cui la più dura è quella della peronospora sempre in agguato e di varie malattie causate dall’umidità eccessiva di molte zone.

Raphael ribadisce continuamente sull’importanza e il rispetto del terreno, che rimane la base per creare champagne di territorio:creare un equilibrio fra la rendita della vigna,il lavoro in cantina, l’affinamento e l’imbottigliamento :non sono fasi dissociate ma formano indissolubilmente l’obbiettivo di un buon viticultore. 

Evitare inutile scorciatoie con iperproduzioni (lui dichiara solo 70\75 quintali ettaro), megatrattamenti chimici,conduzioni enologiche rassicuranti e omologanti:il vino è il risultato dell’annata e del territorio.

In cantina quindi il minor interventismo possibile:pressurage della prima cuvèe da uve sane e mature frutto di selezioni parcellari(ci confida di voler acquistare la Coquard verticale di ultima generazione dal costo esorbitante di un suv Mercedes),lieviti  rigorosamente suoi per la prima fermentazione in cuve,e fermentazione in barrique  strausate da 300 lt che lui reputa le migliori per 30 45 giorni senza batonnage.

Evita accuratamente la malolattica anche se comporta lavoro e cura perché a detta di Raphael l’acidità malica rende lo champagne piu teso,lungo e minerale.

Filtrazione per decantazione,assemblaggio e  tirage .Una delle novità che sta introducendo  Raphael è l’uso dei tappi “de liege” al posto delle capsule “bidule”durante l’invecchiamento sui lieviti in cantina sulle classiche “pupitre”,perché rendono le bolle che si creano più cremose e fini,dando al vino complessità ed eleganza.In effetti anche le grandi Maison sulle cuvèe migliori adottano questo sistema!

Naturalmente il “remuage” viene effettuato  dal fratello e dal padre manualmente ,fatto che dona a questa piccola azienda vinicola ancor di più un’impronta rustica e tradizionale.

Il “degorgement” avviene ancora alla “voilèe”ovvero alla mano per opera di Jaco(sin dal 1988),il quale con mano esperta e occhio clinico vigila fino all’imbottigliamento di queste preziose cuvèe.

Degustazione.

La parte che interessa però più ai nostri lettori è ovviamente quella sulle note di degustazione.E dobbiamo dire che Raphael ha condotto una bella degustazione di tutte le sue cuvèe, offrendoci in più alcuni degorgiati al momento di cuvèe in affinamento e in uscita dal prossimo anno.

Brut: 30% vin de reserve,  25%p.m.,  20 %p.n, 25% ch.  Deg Sett.2009  8 gr litro dosage.

Da terreni di Trepail su base argillo calcarei e della M.di Reims completamente calcarei,si ottiene questa ottima cuvèe .

Belle note floreali al naso,in bocca attacca o meglio si attacca grazie alla sua forte acidità malica ,naturale e fresca (senza malolattica quindi come tutti i suoi vini) per espandersi a lungo in bocca su note mentolate e di pesca bianca,e dove il vino di riserva si integra e si fonde apportando note di mandorle,nocciole  e frutta matura a polpa bianca.

Les Beaux Regard: Lieu Dit nella parcella di Ludes,100% ch,deriva da una selezione massale.Non dosato e senza malolattica.

Fresco e minerale ancora in fase di assestamento.In bocca entra come una lama ,sapido citrico con note di mela verde e di sali minerali,non molto lungo.Per amatori .

Extrabrut:riferimento dell’annata 2005,è composto da  25%p.m.,  25%ch.,  25% p.n.,  e 25% vin di riserva con 2gr litro di dosage.

Profumi che stentano a venir fuori ,in bocca si rivela però cremoso, con un’acidità malica in esubero,e aromi di frutta bianca,agrume sapido con un finale dritto,lungo senza indugi senza distrarsi in inutili volumi di bocca.Veramente un vino cristallino e puro.I terreni di provenienza sono quelli argillo sabbiosi di Ludes,quelli limonosi gessosi di Ormes esposti a sud ,e quelli di Mareuil argillosi con una presnza importante in superficie di gesso  da belamnite.Vino per gli amanti dei vini di classe , finemente esplosivi,lungamente tesi e puliti.

Brut rosè: riferimento all’anno 2006 ,a maggioranza p.m.  e p.n. con un saldo di ch.e un aggiunta del 8 % di Coteau Champenoise (il pinot noir vinificato tradizionalmente in champagne nelle zone esposte sud più calde e dove l’uva matura meglio) dosato 4gr litro.

Al naso roselline e fragole di bosco,nette e delicate,mentre in bocca risulta semplice e fragrante ideale per aperitivo,pur con le sue derive gastronomiche verso pesci cucinati con pomodoro fresco.In pieno stile “Berechiano” è forse il suo vino meno affascinante seppur buono.

Brut mill. 2002. Qui la musica cambia. 40% p.n., 40% ch. Saldo a p.m. con 6 gr di dosage.Figlio di una bella annata è un vino ancora giovane.

Al naso note di frutta matura ,lieviti ,pasticceria ,frutta candita.In bocca minerale e teso cremoso e fresco chiude lunghissimo,un tantino boisè penalizzato dalla giovane età,ma in prospettiva molto interessante.

Reflet d’Antan: Cuvèe da p.n,p.m,ch. Cuvèe in parti uguali.Le uve provengono dalle Montagne di Reims e dalla valle della Marne.

L’elevage è in barrique da 300 lt con un sistema detto Solera,come in Spagna,dove numerose annate vengono poste nelle botti e vinificate in parte per essere colmate con la nuova annata.Dopo questa pratica “Selossiana”il vino è messo in bottiglia con tappi di sughero(sur liege) per evolvere sui i lieviti  per 3 anni minino.

Al naso è prepotente e elegante allo stesso tempo,con note di di canditi,frutta secca,ma anche mela gialla e spezie.In bocca entra larga disteso e continuo,dalla bolla finissima e cremosa.Acidità e mineralità è dir poco,con una tensione viva e una lunga vita davanti.Gran bella bottiglia ;per gli amanti della complessità .

Raphael accetta visite su appuntamento ; è una persona estremamente accogliente e disponibile a farvi conoscere la sua cantina.Sicuramente è una azienda da visitare,ma perentoriamente vi consigliamo di bere i suoi splendidi vini..magari in buona compagnia. 

Champagne Bereche et Fils 

Le Craon de Ludes Bolte Postale 18 (Ludes)

Tel 0326611328

info@champagne-bereche-et-fils.com

 
Data di pubblicazione: 17/12/2009

Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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