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Pillole carboniche

Capita davanti a un bicchiere di bollicine di approfondire sensibilmente la conoscenza del mare circoscritto dalla flute, di entrarci direttamente dentro e nuotare, annaspare fino quasi a affogare e riuscire a salvarsi solo dopo aver bevuto tutto questo bel mare fino all’ultima sapida goccia. Svegliarsi con il sapore dell’ultimo bicchiere è una sensazione gioiosa e vitale e dona alla mattina la voglia di scrivere due righe sulla bevuta della sera precedente.


Champagne  mill.2002 di Benoit Lahaye……..Cuveè  interessante dal colore dorato,bolla fine e corona larga e continua.Al naso grasso e intenso con sentori di burro,frutta candita lieviti e agrume.Bocca ampia,fresca mentolata con finale acido e composto….88.  Benoit Lahaye è veramente piccolo,circa 35,000 bottiglie,ma un produttore serio e impegnato:biologico e biodinamico senza essere talebano,e gran lavoratore.Sembra che migliori di anno in anno grazie alla volontà e agli aggiornamenti in materia vinificatoria, dietro anche ai consigli dei produttori leader della zona.Maggior consapevolezza con i legni,dosaggi bassi e ricerca delle maturità delle uve per una maggiore succosità.Da seguire e soprattutto a prezzi interessanti.

Champagne  Blanc de Noirs  di Egly Ouriet  deg.settebre 2007 .Il grande champagne nel momento giusto. Maturità del  frutto   integrata  con gli aspetti minerali e tipici di Craie (da cui anche il nome Les  Crayeures ) per una prolungata sensazione  salina e succosa.Bocca ampia e generosa,con  profumi di fiori rossi,note mentolate,fragoline di bosco,volumetrico e tridimensionale, nel finale si esalta con aromi terziari   di frutta secca e mela cotogna .Da oggi al 2020….95 points.  Francis Egly  è un personaggio schivo non mediatico,nel senso che non ama l’attenzione della stampa ma si affida ai suoi vini per comunicare con gli altri.Ho avuto l’occasione di pranzarci insieme quest’inverno e l’impressione generale che ho avuto è stata quella di un uomo dalla sensibilità straordinaria,di una semplicità contadina,ma di una preparazione incredibile.Senza troppi tecnicismi ha cercato di spiegarmi il suo modo di fare Champagne legato alla conoscenza della vita microbiologica dei fenomeni enoici,e all’incedere delle stagioni in base al terroir.Il fatto poi di conoscere un personaggio come D.Laurent ,un maestro dell’elevage,gli ha permesso di padroneggiare fermentazioni e assemblage per creare delle cuvèe straordinarie,potenti e complesse.Le barrique che impiega Francis Egly sono selezionate e stagionate dietro l’occhio clinico di D.Laurent ( magic cask).Francis non si accontenta di vini comprensibili e immediati,ma esalta sempre il terroir per  dare esempi di longevità e complessità unici nel panorama champenoise:vini sempre importanti sin dal suo Brut che già puo ritenersi un grand vin,fino al millesimato,che veramente ha bisogno di bottiglia per veicolare l’enorme potenza del pinot noir in un grido estremo di finezza e complessità.Sicuramente uno dei migliori produttori in Champagne oggi.

Champagne  Brut   Grand Cru  di Bernard Bremont…produttore di Ambonnay patria elettiva del Pinot Noir Champenoise. Si trattava di valutare se questo champagne poteva piacere al pubblico affezionato bevitore.Ma le sensazioni dolci gia presenti al naso di pasticceria ,di frutta candita e di frutta secca ci hanno rimandato a una beva per pochi estimatori,perché in Italia lo champagne è tendenzialmente quello dotato di freschezza  e acidità forse meno complesso ma più diretto più leggibile.Al palato poi questo champagne ritrova verve e spigliatezza,con una acidità sua e una spina dorsale che dona continuità all’azione rinfrescante delle bollicine,peraltro molto fini.Finale in crescendo sia di intensità che di piacevolezze..84 points 

Champagne  Millesimato 1996 Vielle Vigne di Pierre Moncuit…La zona di produzione è quella classica dello chardonnay a Mesnil sur Oger dove Pierre Moncuit ha la sua sede.Piccola azienda da 100,000 bottiglie ha pure una piccola attività di negoce,e una microproduzione di champagne della zona dell’Aube.Ma sicuramente le cose più interessanti vengono dai terreni della Cote de Blancs dove grazie alla proprietà di alcune delle migliori esposizioni,crea delle cuvèe espressive e piacevolissime.Fra le quali spiccano sempre i suoi millesimati,in particolare quelli da vecchie vigne.Al colore giallo tendente all’oro,con bolla finissima e corona ampia e continua.Al naso eleganti note di burro salato,noccioline,mentuccia,fiori bianchi,ma anche sentori di frutta composta in chiara tendenza ossidativa,piacevole,con riverberi di miele di acacia.In bocca entra in punta di piedi con una acidità fine e composta lunga e penetrante che accompagna l’aromaticità e la volumetria del vino per tutto il suo percorso fino alla deglutizione che ci dona un interessante finale…92 points…ma un vino ormai introvabile comprato da loro in cantina all’”iperbolica” cifra di 36 euro !!

Claudio Corrieri

 

 

Data di pubblicazione: 29/03/2010

La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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