Pillole gassate parte 2…
Con l’arrivo del caldo estivo l’esigenza di bere qualcosa di fresco e dissetante si fa sempre più dirompente e necessaria.Noi vecchi beoni ce la spassiamo come sempre con delle mitiche bollicine ,vuoi per l’innata predisposizione,vuoi per le esigenze editoriali e di recensione ne approfittiamo sempre, e finiamo coinvolti in maratone de gustative o serate propositive:sempre però con progressive e incalzanti sbornie collettive.
Le note riportate sono liberamente in “random”ripescate dalle varie occasioni piu o meno professionali.
1- Larmandier Bernier Terres de Vertus pas dosè…..degorgiato sicuramente non prima di tre anni fa ,vista l’etichetta di riferimento che è quella color marrone scuro.Importato da Teatro del Vino Firenze. Al colore in effetti è decisamente dorato,profondo,con delle note di tabacco al naso,di mandorle e frutta secca,note di bergamotto,di lino;in bocca deciso e con un volume ampio si distende in un lunghissimo finale dal succo maturo e ancora acido,sostenuto da aromi retrolfattivi di fiori di acacia e di melone bianco….88
2-Dom Perignon vintage 2000.Dall’esperienza del più famoso degli assemblatori,lo chef de cave Richard Geffroy,nasce questa cuvèe frutto di una vendemmia piuttosto calduccia e matura per questa zona .Non da meno,parlando con qualche produttore,in molti sono riusciti a mantenere alta l’acidità grazie alla proverbiale esperienza e alla possibilità di attingere per i vini base da zone più fresche sempre però all’interno del terroir dello Champagne.E’ il caso di questa cuvèe dal colore oro pallido,dal naso netto e cristallino con sentori di pepe bianco,margherita,pera e pesca bianca,roselline.Attacco sapido e gustoso disteso e equlibrato nell’acidità,con un finale degno dei vintage più tesi e diritti tipo il ’99 o il ’95.Il giorno dopo non cede se non le note aromatiche fermentative e floreali fruttate,per dare spazio a note terziarie di frutta secca ,noci e noccioline e burro fuso fresco.Finale immutato….90 points.. costa parecchio ma non meno di 130,00 in enoteca
3-Krug Vintage 1995.Krug nell’immaginario del passionista di champagne rappresenta il lusso,l’apparenza e l’ostentazione o addirittura l’esibizione della propria ricchezza e del proprio potere di acquisto e gusto.Nonostante ciò Krug è anche uno stile di champagne unico e leggendario,sicuramente un gran champagne. Uno champagne che costa moltissimo ma che ti dà anche tantissimo.Mi rimasero impresse le parole di Olivier Krug che durante una verticale al salone del gusto di Torino alla domanda di un giornalista ,un po’ insidiosa e provocatoria, su quanto costasse lo champagne Krug, rispose:”lei pensi allo champagne più caro che conosce;ebbene,Krug costa molto di più!” come dire e sancire che il prezzo di questo vino a confronto della qualità,dello stile e dell’unicità del prodotto è veramente una cosa secondaria….altrimenti si beva qualcos’altro.
Per me,che ho avuto abbastanza occasione per berlo,grazie alla generosità di alcuni appassionati,rimane un vino più che uno champagne..
Il Vintage 1995 si presenta con un bel colore oro,profondo e limpido.Dalla bolla finissima,fitta ma che da subito rende chiaro la tendenza e lo stile più vinoso.Al naso solito caleidoscopio di aromi in evoluzione man mano che il vino si apre:agrume,noce,noccioline,fiori bianchi,legno appena marcante,legno usato quindi.In bocca entra imperioso e prepotente,ampio.Acidità iniziale integrata sentori retrolfattivi di camomilla,frutta tropicale,roselline,frutta rossa per un centro bocca tridimensionale decisamente largo.Finale vivo e teso con note agrumate di pompelmo rosa,denso e succoso talmente ricco che la materia si attacca ai denti..direi 96 points..affascinato anche dalla leggendaria storia.
Tarlant Vigne d’Antan degorgiato 1 semestre 2004.Come si evince dal nome si tratta di un vino di altri tempi:proviene infatti da una vigna di chardonnay a piede franco.L’azienda di Tarlant si trova nel cuore della Valle della Marne a Oeully,e dispone di 13 ha vitati su 4 cru differenti,per un totale di 48 parcelle differenti fra loro per esposizioni e sottosuolo.Il Vigne d’Antan si presenta al naso con delle note evolutive ossidate,integrate però con gli aromi terziarizzati e composti del vino,addirittura amalgamati a note di miele e fiori d’acacia,note agrumate e di frutta secca.La carbonica si svolge bene,fine e continua,e apre a un centro bocca ampio ma non esuberante.Finale lungo con note mentolate nella retrolfattiva,tensione e dinamica da grande champagne…dico 90 points.


