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Aria nuova all'Osteria La Grotta nel Centro Storico di Pisa

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L'ingresso del ristorante L'ingresso del ristorante
Un piatto Un piatto
Giorgio con il titolare Giorgio con il titolare
L’Osteria La Grotta, da semplice rivendita di vino fu trasformata negli anni cinquanta, in qualcosa di più, era il salotto buono della Città, non solo buon Vino, ma anche affettati e formaggi, con i piatti caldi come le zuppe e la trippa, cucinate e portate da casa dai proprietari del tempo, per l'epoca un Locale all’avanguardia. Nel 1965 venne ristrutturata e vi fu costruita la prima cucina, passarono gli anni e nel 1992 arrivò la trasformazione in Locale rustico ma più raffinato di una semplice Osteria, fino ad arrivare ai primi anni del terzo millennio; dal 2004 c’è una nuova gestione, il proprietario è Giacomo Nasello.

 

Parlare di Pisa è per me molto facile, visto che ci sono nato (moltissimi anni fa), oltretutto a poche decine di metri dal Campanile di Santa Maria, conosciuto in tutto il mondo come la "Torre Pendente" o la "Torre di Pisa". 

La Città, attraversata dal Fiume Arno, che sfocia in mare a pochi chilometri, sorge su un territorio pianeggiante denominato Valdarno Inferiore, racchiuso tra il mare e i Monti Pisani. 

Pisa è un luogo ricco di Storia, tutti i suoi monumenti sono lì a testimonianza, primo fra tutti Piazza del Duomo, conosciuta anche come Piazza dei Miracoli, straordinaria, dal 1987, l’Unesco, l’ha dichiarata “Patrimonio dell’Umanità”. Il Duomo di Santa Maria Assunta, meravigliosa cattedrale medievale, con il suo Campanile che pende, il Battistero e il Cimitero Monumentale, il tutto scenograficamente posto su un grande prato verde e incorniciato dalle antiche mura. Oltre ai tanti monumenti ci sono i Lungarni con gli antichi palazzi e la magnifica piccola Chiesa Gotica di Santa Maria della Spina edificata nel 1230, le Piazza e le Vie, dai vicoli a Borgo Stretto, quest'ultimo è la principale via del Centro Storico. 

Borgo Stretto nasce nel Medioevo come ubicazione per le botteghe del tempo, che successivamente si svilupparono e ampliarono i loro traffici, rendendo necessaria la costruzione degli ampi portici, tuttora esistenti, come protezione delle merci e dei clienti.

Il terreno su cui sorge la Città è acquitrinoso e cedevole, gli edifici erano stati costruiti, e sono, senza fondamenta, pertanto, quando necessitò ampliare le attività commerciali con magazzini, non potendo scavare cantine, si costruì sopra i portici, successivamente col tempo i magazzini diventarono abitazioni, fino a giungere ai nostri tempi. Ecco l’affascinante Borgo Stretto, se lo si percorre verso Borgo Largo, alla fine delle loggie, sulla destra c'è Via San Francesco, imboccatela, fatti pochi metri, al numero civico 103, troverete un’Osteria, una delle licenze commerciali più vecchie della Città: La Grotta.

L’Osteria La Grotta, da semplice rivendita di vino fu trasformata negli anni cinquanta, in qualcosa di più, era il salotto buono della Città, non solo buon Vino, ma anche affettati e formaggi, con i piatti caldi come le zuppe e la trippa, cucinate e portate da casa dai proprietari del tempo, per l'epoca un Locale all’avanguardia. Nel 1965 venne ristrutturata e vi fu costruita la prima cucina, passarono gli anni e nel 1992 arrivò la trasformazione in Locale rustico ma più raffinato di una semplice Osteria, fino ad arrivare ai primi anni del terzo millennio; dal 2004 c’è una nuova gestione, il proprietario è Giacomo Nasello.

Giacomo, classe 1970, già a 17 anni, quando era libero dagli impegni scolastici, andava ad aiutare in sala, al Ristorante Baldini a Pontedera (Pi), poi un’esperienza di tre anni all’Albergo Ristorante Enrico a Ponsacco (Pi), qui la figlia del proprietario, Claudia Marinelli, bravissima Sommelier (vincitrice nel 1993 della prima edizione Trofeo Calp F.I.S.A.R. Miglior Sommelier dell’Anno), lo inizia al mondo del Vino, questa passione non lo abbandonerà più. Altre esperienze importanti per Giacomo sono quelle all’Hotel Vittoria a Forte dei Marmi (Lu) e dal 1993 al 1995 al famoso Ristorante La Polveriera di Giacomo Pardini a Pontedera. Per i successivi otto anni si dedica con l’aiuto del bravo enologo Attilio Baldi, al mondo del vino, prendendo anche la rappresentanza di alcuni grandi nomi come Arnaldo Caprai e Allegrini, fino al momento in cui sopravviene la decisione di rilevare l’Osteria in questione.

La Grotta è un Locale molto caratteristico, il suo nome deriva dal fatto che il soffitto e parte delle pareti è rifinito simil roccia, dando l’impressione di essere proprio in una grotta. Molto caldo e accogliente, si respira un’aria di pulito, nella prima sala, dove c’è anche il bancone, una decina di tavolini di legno, nella seconda, più piccola con il caminetto, che porta anche alla cucina, altri quattro. L’arredamento è rustico, l’apparecchiatura è semplice, piccole tovaglie di carta e tovaglioli di stoffa, ma nel complesso molto gradevole. In sala il servizio è assicurato da Giacomo, dalla sua “dolce metà” Scilla e da Giusi, in cucina l’esperta Chef Elisabetta Banti.

Il Menù, prevalentemente di terra, cambia tutti i mesi per seguire la stagionalità della spesa, molto accurata la scelta degli ingredienti, grande passione per l’olio extra vergine toscano, “il migliore del mondo”. Particolare anche la scelta delle carni, per le robuste bistecche l’ottimo Angus Irlandese, per i controfiletti e le tagliate il più saporito Angus Argentino. L’Aberdeen Angus, è una solida razza bovina, originaria del nord est della Scozia, per la sua particolare resistenza, adattabilità e qualità della carne è ormai diffusa in molti altri Paesi del mondo, dal 1873 è arrivata anche nelle Americhe, prendendo qui il nome di Black Angus.

Da notare che l’acqua della casa, opportunamente trattata da un sistema della Water Consulting di Empoli (Fi), è gratuita.

La Carta dei Vini è molto interessante, si nota la mano dell’esperto, molte le etichette, dopo una prima pagina di Birra Artigianale, si inizia con i Prosecchi, molta scelta tra i Vini Rossi del Territorio, sia delle Colline Pisane che della Toscana, non mancano all’appello tutte le altre importanti Regioni vitivinicole Italiane, poi i Rosati, qualche selezionato Vino Bianco, pregevole la scelta dei Vini Francesi. Sul fronte della Carta c’è una bella e lunga frase presa da “il Vino e l’Uomo” di Claude Papin (vigneron in Anjou, Francia, titolare dello Chateau Pierre Bise) che cosi finisce: “ Senza il vino l’uomo è condannato a perdere la sua Libertà, cioè la sua Natura”. 

Nel cestino del pane i freschi e buoni prodotti del Panificio Artigianale Primavera, di Pisa, fette di pane bianco e schiacciatine, tagliate, assortite ai vari sapori. Ma veniamo alla degustazione.

Antipasto - La mousse tiepida di baccalà al profumo di cipolla su polentina fritta croccante e riccioli di carote.

Questo piatto è stato accompagnato dal Rosato Scalabrone 2008 Bolgheri D.O.C., 12.5% Vol., della Tenuta Guado Al Tasso di Bolgheri (Li), un bel Vino delicato, vellutato e avvolgente.

Primo – I casoncelli, fatti in casa, (piatto tipico della Lombardia, un impasto ripieno di carne ed erbe dalla forma quadrata o rettangolare) con gobbi, petto d’anatra affumicato e uvetta.

Secondo – Il controfiletto all’olio peposo con patate mascé e rape saltate con le olive.

Insieme a queste due portate è stato servito un Chianti Classico 2007 Rocca di Montegrossi D.O.C.G. (90% Sangiovese, 5% Canaiolo, 5% Colorino), 13,5% Vol., dell’ omonima Azienda di Marco Ricasoli Firidolfi di Gaiole in Chianti (Si), un Vino dal colore rosso rubino, intensi gli aromi, robusto ma molto buono, lungo e persistente dal retrogusto particolarmente gradevole.

Dolce – Ricotta di pecora montata con cioccolato caldo e cacao.

In abbinamento al Passito Solera 1927 Pedro Ximenez  Montilla-Moriles Denominacion de Origen, 16% Vol., della Bodegas (Azienda di produzione, selezione o distribuzione del Vino) Alvear in Andalusia (Spagna), un nettare, molto buono .

Tutti i piatti e gli abbinamenti mi hanno molto soddisfatto.

Da Maggio a Ottobre, sempre a seconda della stagione, si può mangiare fuori nel confortevole spazio all'uopo arredato, e poi c'è una grossa novità, dal primo di Marzo 2010 apre "Casa Giacomo", tre accoglienti camere, sopra l'Osteria, in cui gli ospiti potranno, se lo desiderano, anche pranzare o cenare con più intimità. 

Scambiare le opinioni con Giacomo Nasello, un giovane comunicativo e molto preparato, e ascoltare la sua interpretazione della Ristorazione è stato molto interessante. Con grande passione ha sottolineato che la freschezza delle materie prime usate, abbinata ad una cucina sincera e tradizionale, sforzandosi sempre di mantenere in equilibrio la qualità con il prezzo è la via giusta per soddisfare la clientela, anche la più esigente.

Era molto tempo che non venivo a pranzo nel Centro Storico di Pisa, ed è stato piacevole trovare che all'Osteria La Grotta si respirava una positiva aria nuova, e dove con professionalità e gentilezza mi hanno servito "Vino, Pane e Companatico". 

di Giorgio Dracopulos

Osteria La Grotta

Via San Francesco, 103 Pisa

Aperta a pranzo e cena sempre

Giorno di riposo la Domenica

Tel.  050 578105

info@osterialagrotta.com

www.osterialagrotta.com 

Data di pubblicazione: 01/02/2010
IL VINO DI BOLGHERI DI NUOVO PROTAGONISTA DEL PALCOSCENICO ROMANO AL ROMA VINO EXCELLENCE & MERANO WINE FESTIVAL
Si chiama Roma Vino Excellence la prestigiosa manifestazione ideata e realizzata da Ian D’Agata, famoso giornalista italo-americano (International Wine Cellars) in collaborazione con Helmut Köcher, presidente del Merano Wine Festival, andata in scena nella capitale dal 12 al 14 febbraio. Tre giornate centrate su altrettanti seminari internazionali,rispettivamente su Sangiovese, Cabernet Franc e Riesling e costellate di degustazioni guidate di altissimo livello, interventi di giornalisti e produttori internazionali e completata da un banco di assaggio delle eccellenze italiane. Di particolare interesse per Bolgheri il seminario “The Rome International Focus on Cabernet Franc” e le due degustazioni verticali di Sassicaia e di Paleo.

Oggi parliamo del più famoso e al contempo famigerato degli elementi dell'offerta: il prezzo. Famoso perchè è quello sul quale si pensa (erroneamente) che si basino buona parte delle prederenze del consumatore, famigerato perchè proprio per il motivo precedente si preferisce agire su quello piuttosto che sulle altre componenti. Il prezzo, anche se molti non lo sanno, è uno strumento di marketing: lo è perchè è destinato ad incidere nel rapporto tra azienda e consumatore e quindi rientra nella sfera di competenza del marketing. Proprio per questo le decisioni che lo riguardano vanno prese con cognizione di causa e avendo ben presente le ripercussioni che possono avere.

Proprio entrando in Paese dalla Porta Merlata sulla destra si affaccia un Ristorante fuori dall’ordinario, Le Nuvole. Questo simpatico e caratteristico Locale è di proprietà di una bella giovane coppia, lo Chef Timothy Magee e sua moglie Cristina De Nigris. Timothy è nato nel 1972 a Reno nel Nord Nevada negli Stati Uniti d’America, per gli Americani la più grande piccola Città del mondo, famosa, per la velocità con cui vi si può divorziare; dopo aver fatto tutti i cicli scolastici si iscrive all’Università di Reno dove si laurea nel 1995 in Letteratura Inglese. La sua Famiglia ha origini Toscane, i genitori di sua mamma Lina Quirici, venivano dall’Italia, precisamente da Lucca, Timothy è cresciuto con due grandi passioni la buona cucina Italiana e il ciclismo, per la prima si doveva accontentare a lavorare part/time come pizzaiolo, per la seconda ha fatto per qualche anno anche il semiprofessionista con un certo successo.
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