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Diario dalla Sicilia

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Fare l’enologo è sicuramente un lavoro che richiede grande passione, non solo per la vigna ed il suo prodotto, ma anche per il viaggio. Da quando ho intrapreso questa bella professione ho varcato molti gate e diverse entrate ed uscite di autostrade: ma lo faccio sempre con grande piacere. Uno degli spostamenti aerei ultimi è per andare a trovare le aziende con le quali collaboro in Sicilia. Partenza lunedì mattina con l’intenzione di arrivare a Catania e dirottarmi per la zona della Doc Faro dove seguo, da poco, l’azienda di Enza La Fauci.

 Arrivo giusto per l’ora di pranzo e mentre Enza, dinamica proprietari con l’argento vivo addosso, improvvisa un pranzo nella veranda all’aperto dal quale si domina la parte settentrionale dello Stretto di Messina, faccio un po’ di assaggi del prodotto già imbottigliato. Questi incontri sono sempre molto utili per confrontarsi con il produttore e per vivere l’azienda immergendosi nel profondo, toccandola con mano per carpire i segreti delle vigne, del suolo, di ogni singolo grappolo che reca con sé il potenziale di un grande vino.
Pranzo alla siciliana e via in cantina per fare gli assaggi dei prodotti in affinamento (barrique e acciaio). Una parte del lavoro che mi affascina sempre molto: leggere in questi vini ancora bambini, i giovani che saranno. La degustazione mi impegna molto anche fisicamente: volgio concetrarmi ed ascoltare quello che i vini hanno da dire. Inoltre dobbiamo anche confrontarci con i produttori, le loro sensazioni, le loro aspettative. Enza poi (così come il giorno dopo lo stesso Giuseppe Russo dell’azienda Etnea Girolamo Russo) vive ogni singolo campione come un figlio sottoposto ad un esame. Sono soddisfatto, il lavoro sta procedendo bene ed i vari vitigni stanno rispondendo alla grande alle aspettative. Nel frattempo, si abbatte un fortunale sull’azienda e le temperature si abbassano repentimente mentre noi imperterriti pensiamo al Nerello Mascalese ed al Cappuccio, ma anche all’ottima Nocera: il Faro dell’azienda sta nascendo. Un brief di fine giornata con Enza per programmare le nostre attività  e via per una breve sosta in hotel prima di un appuntamento/cena con un giovane produttore locale: Giovanni Scarfone, produttore di Faro. Una bella serata utile sia per la competenza di Giovanni ricca di conoscenze vinicole del territorio (cerco sempre di approfondire e comprendere) sia per il buon abbinamento cibo/vino proposto da Tischi Toschi, locale da palati curiosi e gioiosi.
Mattina fresca ma con il sole. Ottimo: con Giuseppe dobbiamo andare in vigna per assagiare le uve e il tempo si è mantenuto stabile per alcuni giorni. Arrivo alla falde dell’Etna (imbiancato per la precisione) e mi dedico subito all’assaggio dei prodotti in affinamento. La soddisfazione è tanta per i prodotti degustati. Siamo sulla strada giusta anche se non mi sento mai di fermarmi. Monto in macchina con Giuseppe e via verso i vigneti. Si assagiano le uve dei vari cru aziendali e si ritorna in azienda per una verticale in abbinamento. Riassaggio il San Lorenzo, il Feudo, A’ Rina e provo una sincera emozione per questi vini. In fondo amo il mio lavoro anche perché sono un grande appassionato di vino!!! Ancora qualche assaggio di uve, seguire la raccolta ed è l’ora di ritornare al gate. Mi aspetta il lavoro “in continente”!

Data di pubblicazione: 26/10/2009
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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