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PREVISIONI VENDEMMIA 2009- Emiliano Falsini Enologo

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Con questa settimana, diamo vita ad una nuova rubrica decisamente più tecnica che rigurderà apsetti enologici e agronomici. A tenerla l'enologo Emiliano Falsini, che collaborerà, dunque, al Corriere del vino "in pianta stabile", fornendo riflessioni ed approfondimenti sulle tematiche del settore. Un ulteriore contributo del Corriere all'ampliamento delle notizie. Fare previsioni vendemmiali non è mai facile per tutta una serie di motivi, in primo luogo la grande variabilità pedoclimatica della nostra penisola ed in secondo luogo l’ampia base ampellografica costituita da decine di varietà autoctone e alloctone coltivate nelle varie regioni italiane che, da un lato costituiscono la nostra forza produttiva, ma che da un altro punto di vista rappresentano un fattore importante di riflessione quando parliamo di annata, generalizzare è sempre rischioso e potrebbe portare a forvianti considerazioni.


Allo stato attuale tuttavia le previsioni vendemmiale indicano un moderato
ottimismo in termini quantitativi ed in termini qualitativi, dopo inverni
tendenzialmente siccitosi in gran parte della penisola, l’inverno e la primavera
del 2009 si sono caratterizzati per una buona piovosità e temperature basse
come sarebbe lecito attendersi nel periodo invernale, tutto ciò ha permesso di
arrivare fino al periodo dell’invaiatura con buone riserve idriche nel terreno e
piante in perfetto equilibrio vegeto-produttivo.
Gli acini si presentano ad oggi ben dotati di acqua infatti l’abbondanza di
disponibilità idrica durante le fasi di allegagione ( fase iniziale dello sviluppo
dei frutti successiva alla fioritura) e chiusura dei grappoli ha favorito un
accrescimento degli acini superiore alla media. Questo ha portato in alcune
varieta’ con grappoli tendenzialmente compatti ( Sangiovese e Sagrantino ad
esempio) a fenomeni di estrusione degli acini che sono tuttavia normali
conseguenze dell’andamento climatico preinvaiatura e che non comporta
nessuna problematica qualitativa in quanto gli acini vengono espulsi dal
grappolo già in questa fase senza compromettere in alcun modo la qualità.
Da un punto di vista fitosanitario l’andamento è stato generalmente, fino ad
oggi, nettamente migliore della passata annata, anche se non sono mancate
le situazioni difficili per le pioggie periodiche nel periodo primaverile.
Fenomeni quali la grandine si sono, per fortuna limitati a sporadiche
situazioni ( fra le più colpite, alcune zone dell’Alto Adige, del Chianti Classico,
della Maremma Toscana e dell’Etna).
Ad oggi non si registrano, almeno nei vigneti di qualità, segnali preoccupanti
di malattie, le uve risultano sane e le piante ancora oggi si presentano in
perfetta attività foto sintetica, la fase dell’agostamento stà procedendo, nei
vigneti di qualità, nel migliore dei modi.
La fase fenologica di invaiatura (fase cioè in cui gli acini cambiano colore e
passano dal verde al giallo o al rosso, corrispondente all'inizio della
maturazione acini). è in linea con le medie del periodo, tuttavia in alcune
situazioni si osserva un anticipo sulle varietà medio-tardive ed un leggero
ritardo nelle varietà precoci come ad esempio il Merlot, che tuttavia potrebbe
recuperare sui tempi di maturazione avendo una curva di maturazione molto
repentina, soprattutto nei climi caldi.
Al momento la maggior parte dei vigneti si presentano in ottimo stato vegetoproduttivo,
ma la sensazione è che la qualità di questa annata sarà
influenzata, ancora una volta, dal mese di agosto in corso e soprattutto
dall’andamento climatico del mese di settembre ed ottobre per le varietà
tardive. Ci sono tutte le premesse per ottenere risultati qualitativi ottimi e,
salvo eventi climatici condizionanti, tutto lascia supporre che potrebbe essere
una annata di grande eleganza e dai vini molto equilibrati.
Scendendo nello specifico di alcune realtà produttive possiamo affermare
che, In Emilia Romagna dove si stima un aumento produttivo rispetto al 2008,
lo sviluppo vegetativo è stato regolare e ha seguito un calendario del tutto in
linea con la media stagionale. Solo la fioritura ha avuto un leggero anticipo,
che è rientrato a causa dell’abbassamento delle temperature nel periodo
immediatamente precedente all’allegagione. Le abbondanti disponibilità di
riserve idriche del terreno e gli effetti di una razionale conduzione dei vigneti
hanno determinato una carica di grappoli che lascia prevedere un aumento
della produzione rispetto allo scorso anno, tuttavia al momento i vigneti si
presentano più in equilibrio e sani rispetto al 2008, inoltre da notare che nel
2008 alcune zone di prestigio della stessa regione, come il Forlivese ed il
Cesenate, era stato colpito in primavera da grandine con notevole
deprezzamento della qualità.
Nella prima fascia collinare della Romagna si prevede l’inizio della raccolta
delle uve bianche precoci quali Chardonnay e Sauvignon a partire dal 15-20
Agosto, mentre per il Sangiovese occorrerà valutare l’andamento climatico
nel mese di Agosto, al momento si presenta leggermente in anticipo rispetto
al 2008.
In Toscana, dove le previsioni non indicano differenze in termini quantitativi
rispetto al 2008, il vigneto si presenta, nella maggior parte dei casi ben
equilibrato, ancora oggi la parete fogliare denota freschezza e continua ad
alimentare il grappolo. Le riserve idriche accumulate durante l’inverno e il
forte caldo della terza settimana di maggio hanno accelerato lo sviluppo
vegetativo il cui anticipo può essere calcolato intorno ai 5-7 giorni rispetto alla
media. I viticoltori hanno dovuto praticare, in molte situazioni, cimature più
volte durante la stagione per poter mantenere i grappoli ben esposti e non
coperti dal fogliame, inoltre anche nel periodo primaverile a causa delle forti
pioggie sono stati necessari trattamenti tempestivi per proteggere i vigneti da
attacchi di oidio e peronospora che però, sono stati fronteggiati grazie alle
conoscenze acquisite dagli operatori.
Tra le avversità atmosferiche sono da segnalare alcune grandinate nel
Senese e nel Grossetano ( in particolare alcune zone del Morellino) che
hanno purtroppo parzialmente compromesso l’esito della vendemmia nelle
realtà colpite.
Attualmente stimiamo l’inizio della raccolta delle uve Bianche precoci a
partire dal 15-20 Agosto nelle zone costiere e nella bassa maremma, per poi
continuare sempre con le Bianche precoci nelle zone interne, mentre per le
uve rosse precoci quali Merlot e Syrah si stima non prima del 5-10 Settembre
l’inizio della raccolta partendo naturalmente dalle zone più calde della fascia
costiera. Per il Sangiovese, che in alcune situazioni si trova leggermente in
anticipo si stanno ultimando le pratiche del diradamento dei grappoli avendo
già oltre il 50% di invaiatura e si prevede l’inizio della raccolta a partire dal 15
Settembre.
Anche in Umbria la situazione dei vigneti è ottima, rispetto allo scorso anno, i
fenomeni di peronospora larvata quest’anno sono praticamente inesistente e
quindi si prevede una ottima annata sia sul Sangiovese che nel comprensorio
del Sagrantino. I mesi invernali e la prima parte della primavera
particolarmente freddi hanno frenato la ripresa vegetativa, che è risultata
ritardata dopo stagioni di anticipi . Il caldo di maggio ha, comunque fatto
recuperare tale ritardo riportando i tempi della vegetazione nella norma, anzi
in tale periodo sono stati necessari molti interventi in verde, soprattutto nel
Sagrantino per poter mantenere le piante nel giusto equilibrio ed evitare che
ci fossero problemi di malattie. Fioritura e allegagione sono state buone e
possono far prevedere un incremento dei volumi rispetto alla scorsa
vendemmia, soprattutto per quanto riguarda il Sagrantino e il Grechetto.
La stima di raccolta in Umbria per quanto riguarda le varietà Bianche precoci
è di iniziare a fine Agosto-Inizio Settembre con Chardonnay e Sauvignon per
poi proseguire sempre con le uve Bianche con il Grechetto. Per il
Sangiovese, il Sagrantino ed il Trebbiano Spoletino la maturazione è in linea
con la media ma risulta ancora difficile fare previsioni a lungo termine.
Passando, infine, alla Sicilia, la condizioni dei vigneti in Sicilia è ottimale, lo
sviluppo vegetativo è risultato pressoché normale. Sia la stagione invernale
che quella primaverile sono state sufficientemente piovose, mentre le
temperature si sono mantenute fresche fino agli inizi di luglio, il tanto temuto
vento caldo che imperversa in alcune zone ( Etna e messinese) al momento
non ha creato problemi, le uve sono in ottimo stato fitosanitario, eccetto
alcuni fenomeni di grandine in alcune zone circoscritte della zona etnea, non
si sono registrati al momento fenomeni climatici preoccupanti.
Sul fronte fitosanitario, si segnala solo all’inizio della fioritura e nella zona
occidentale dell’Isola, nei primi giorni di maggio, qualche leggero attacco di
peronospora, subito contrastato con gli opportuni trattamenti. Le previsioni
sono di una produzione che potrebbe essere in linea o di poco superiore
rispetto a quella dello scorso anno. In alcune zone dell’Isola la vendemmia è
già iniziata con le uve Bianche precoci destinate a vini spumanti o a bassa
alcolicità e proseguirà fino alla fine di Ottobre con la raccolta del Nerello
Mascalese nella zona etnea.
In conclusione possiamo affermare che al momento attuale l’annata 2009 si
presenta per la maggior parte dei vigneti italiani con ottime credenziali, la
speranza è in un mese di Agosto equilibrato, senza eccessi di calore che
potrebbero far perdere alle uve l’eleganza, la freschezza e l’equilibrio che
oggi potrebbero caratterizzare i futuri vini di questa vendemmia; grazie
all’ottimo lavoro svolto dai viticoltori e dal contributo fino ad oggi di questo
andamento climatico, la prossima vendemmia si presenta sotto i migliori
auspici qualitativi e quantitivi.

Data di pubblicazione: 10/08/2009
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Basta dire Provincia di Siena e la mente corre subito attraverso ogni genere di meraviglie, culturali, paesaggistiche e gastronomiche. Questo magnifico Territorio è attraversato dalla Via Cassia, una delle più importanti Vie Consolari Romane, che congiunge Roma a Firenze. In Epoca Medievale, a causa dell’impantanamento della Valdichiana (valle di origine alluvionale, che si estende tra le Provincie di Arezzo e Siena per poi proseguire in Umbria), il percorso originale fu modificato, e dopo il 774, quando i Franchi sconfissero i Longobardi, la strada divenne il percorso preferito dei numerosi pellegrini che si recavano a Roma. Un lungo tratto della Cassia coincise con la famosa Via Francigena, anticamente detta Via Francesca o Romea
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