Previsioni vendemmiali 2010
Secondo Falsini, infatti, il percorso annuale ha visto uno scorso inverno ed una primavera caratterizzati da grandi quantità di precipitazioni piovose che hanno, in molti casi, ricostituito le riserve idriche. «Le forti piogge invernali e primaverili – spiega - accompagnate da temperature fresche hanno determinato un leggero ritardo in tutte le fasi fenologiche cosa che si traduce con un certo ritardo nella maturazione, soprattutto in varietà precoci come Merlot e Syrah. Le precipitazioni primaverili hanno comportato, in alcuni vigneti, forti attacchi di peronospora che in mancanza di adeguati trattamenti e prevenzioni hanno determinato cali di produzione soprattutto in varietà più sensibili».
Inoltre, la presenza di acqua nel suolo ha favorito un accrescimento degli acini superiore alla media, per cui in alcune situazioni i grappoli si presentano con un peso sopra alla media degli ultimi anni. Da un punto di vista fitosanitario l’andamento è stato generalmente piuttosto eterogeneo: nei vigneti caratterizzati da vigoria, abbiamo fenomeni di eccessi della medesima, un ritardo nella maturazione ed in alcuni casi problemi di Botritys. Tuttavia, ad oggi non si registrano, almeno nei vigneti di qualità, segnali preoccupanti di malattie. Le uve risultano sane e le piante si presentano in perfetta attività foto sintetica.
«Con un andamento caratterizzato da grande disponibilità idrica, temperature fresche ed umidità – dice ancora Falsini - è fondamentale una gestione del vigneto ottimale, altrimenti il rischio è una drastica riduzione della qualità delle uve. La fase fenologica di invaiatura è posticipata di almeno 7-10 giorni, per cui si preannuncia un ritardo in quasi tutte le varietà. La sensazione generale, in sintesi, è che la qualità di questa annata sarà influenzata principalmente dal clima del mese di Settembre: se avremo giornate asciutte e calde si preannuncia una ottima vendemmia anche per effetto delle temperature estive che non hanno mai superato punte critiche».
Percorrendo idealmente con l’enologo la nostra nazione ci soffermiamo prima di tutto in Emilia Romagna (dove si stima un aumento produttivo rispetto al 2009). In questa regione, ci conferma, lo sviluppo vegetativo è stato ritardato dalle temperature fresche e dalle piogge primaverili. Inoltre, le abbondanti disponibilità di riserve idriche del terreno e gli effetti di una razionale conduzione dei vigneti hanno determinato una carica di grappoli che lascia prevedere un aumento della produzione rispetto allo scorso anno. Nella prima fascia collinare della Romagna si prevede l’inizio della raccolta delle uve bianche precoci quali Chardonnay e Sauvignon già in questi giorni, mentre per il Sangiovese occorrerà valutare l’andamento delle prossime settimane. Al momento questa cultivar si presenta in ritardo di almeno 7 giorni, per cui se ne prevede l’inizio vendemmiale a partire dalla metà del mese.
In Toscana, dove le previsioni non indicano differenze in termini quantitativi rispetto al 2009, il vigneto si presenta, nella maggior parte dei casi, ben e quilibrato, ancora oggi la parete fogliare denota freschezza e continua ad alimentare il grappolo. «Le riserve idriche accumulate in primavera, associate ad un clima temperato – spiega l’enologo - hanno determinato un ritardo nell’epoca di raccolta. I viticoltori hanno dovuto praticare, in molte situazioni, cimature più volte durante la stagione per poter mantenere i grappoli ben esposti e non coperti dal fogliame. Inoltre anche nel periodo primaverile a causa delle forti pioggie sono stati necessari trattamenti tempestivi per proteggere i vigneti da attacchi di oidio e peronospora, ben fronteggiati». Attualmente le stime parlano di un inizio della raccolta delle uve bianche precoci a partire dal prossimo lunedì (nelle zone costiere e nella bassa maremma), per poi continuare, sempre con le bianche precoci. nelle zone interne. Per le uve rosse precoci quali Merlot e Syrah, invece, si parla di un periodo non antecedente al 10 Settembre con l’inizio della raccolta dalle zone più calde della fascia costiera.
In Umbria la situazione dei vigneti di qualità è ottima, rispetto allo scorso anno. Le uve si presentano in ritardo di maturazione di almeno 7-10 giorni e la disponibilità idrica ha determinato un certo aumento quantitativo, soprattutto nel Sagrantino e nel Sangiovese.
Scendendo a Sud, in particolare in Basilicata, l’andamento climatico è stato ottimale, oltre ad una buona disponibilità idrica durante le primavera. Nel periodo estivo non si sono avute pesanti precipitazioni e quindi le uve si presentano in perfetto stato sanitario e con un ciclo di maturazione leggermente più lungo che potrà favorire aromi e meno alcoolici.
Passando, infine, alla Sicilia, la condizioni dei vigneti in Sicilia orientale è ottimale, lo sviluppo vegetativo è risultato pressoché normale.
«Sia la stagione invernale che quella primaverile sono state sufficientemente piovose – conclude Emiliano Falsini -. Il tanto temuto vento caldo scirocco, che imperversa in alcune zone (Etna e messinese), fino ad oggi non ha avuto effetto. Rispetto al 2009 l’annata, inoltre, si presenta decisamente migliore: le uve sono perfettamente sane, con piante decisamente in perfetto equilibrio e quindi sia per il Nerello Mascalese che per le altre varietà coltivate in zona si preannuncia una ottima vendemmia anche se leggermente in ritardo».


