Rilfessioni sull'andamento climatico delle vendemmie
MONTALCINO: la zona presa in esame, il versante Est, in particolare la zona di Torrenieri, ha mostrato un andamento climatico ottimale per la maturazione del Sangovese, a seguito di un mese di Agosto piuttosto caldo ed asciutto, è seguito un mese di Settembre molto regolare, con un abbassamento delle temperature durante la notte e un clima tutto sommato mite nelle ore diurne.
Da un punto di vista quantitativo, si è registrato una diminuzione rispetto al 2008 di circa il 15%, sia in termini di peso che in termini di numero di grappoli, tale diminuzione tuttavia è in parte imputabile ad un lavoro di potatura e diradamento diverso effettuato durante la stagione 2009.
L’ottimo lavoro effettuato nei vigneti nei mesi antecedenti hanno permesso di posticipare la raccolta alla fine di Settembre-Inizio Ottobre , posticipando la raccolta di 7-10 giorni rispetto al 2008. Le uve hanno presentato uno stato sanitario ottimo, senza alcuna presenza di malattie o danni legati al clima; da un punto di vista analitico i Sangiovesi presentano un grado alcolico in linea con il blasone dei vini che andremo a produrre, compresi fra i 14 ed i 15 gradi alcolici ed un tenore acido molto interessante che promette di supportare i vini nel corso degli anni di affinamento in Botte.
MONTEPULCIANO-CHIUSI: le zone prese in esame sono tre: una nella zona bassa della denominazione del Nobile di Montepulciano in località Tre Berte,una in alto nella zona di Montepulciano ed in particolare a S.Biagio e l’ultima nel comune di Chiusi in prossimità del lago di Chiusi; le tre zone sono caratterizzate normalmente da un clima fresco-umido con estati senza eccessi termici e sbalzi termici notturni. Tendenzialmente l’andamento climatico è stato piuttosto similare nelle tre zone, possiamo affermare che, come nel caso di Montalcino, si è trattato di una ottima annata, i Sangiovesi hanno raggiunto un grado di maturazione molto interessante e il perfetto andamento climatico ha consentito di raccogliere le uve a partire dal 10 Ottobre.
L’andamento climatico è stato caratterizzato da una primavera giustamente piovosa che ha permesso di avere riserve idriche sufficienti per affrontare il periodo estivo. Le zone prese in esame sono caratterizzate da climi piuttosto freschi per cui l’estate particolarmente asciutta, senza tuttavia eccessi di temperature, ha permesso di avere una maturazione ottima sia da un punto di vista zuccherino ma soprattutto da un punto di vista fenolico, infatti i vini si presentano con un corredo cromatico di grande spessore, per quanto concerne la componente acida si osserva una ottima acidità con tenori a vino finito compresi fra 6,5 e 7,5 g/litro nei vini ottenuti da uve coltivate su suoli argillosi, mentre nei vini derivanti da uve coltivate su sabbie la componente acida è più bassa rispetto al 2008 e si attesta intorno a 5,5-6 g/litro nel vino finito.
MONTEFALCO: le zone prese in esame comprendo 4 zone: Colcimino nel comune di Bevgna, Casale di Montefalco, Turrita di Montefalco e Alzatura nel comune di Montefalco; il comprensorio è caratterizzato normalmente da un andamento climatico in cui l’estate si presenta molto calda ed asciutta, nel 2009 invece abbiamo avuto un andamento piuttosto atipico, a seguito di una primavera piovosa, è seguito un periodo di caldo ed asciutto fino ad inizio agosto, con temperature in alcuni casi anche oltre la media, successivamente a partire dalla seconda metà di Agosto, le temperature si sono abbassate notevolmente e sono intervenuti fenomeni piovosi con cadenza regolare.
Ne è derivato che le uve, in particolare il Sagrantino, hanno avuto una maturazione zuccherina molto anticipata soprattutto nei vigneti in cui la produzione era bassa e si erano effettuati interventi in vigna come sfogliature e diradamenti, mentre la maturazione fenolica ha tardato a raggiungere il suo optimo che è arrivato a partire dal 15 Ottobre con gradi zuccherini molto importanti ed anche maturazioni fenoliche importanti.
I vini dell’annata 2009, sono caratterizzati da un grado alcolico importante e da una freschezza in termini di profumi e di componente acida molto interessante che potrà giovare durante il processo di affinamento. I Sagrantini del 2009 presentano quindi una componente tannica più rilassata e meno concentrazione rispetto ai fratelli delle annate 2007 e 2008 che ancora affinano in cantina.
ETNA: l’annata 2009 è stata un’annata piuttosto complicata e di difficile interpretazione per effetto dell’andamento climatico verificatosi nei mesi di Settembre ed Ottobre; a seguito di un’estate asciutta si sono avute frequente piogge nelle settimane che hanno preceduto la raccolta. Nel periodo di Settembre si sono verificate molte precipitazioni con temperature medie diurne piuttosto alte, tali condizioni hanno determinato problemi nella gestione fitosanitaria delle uve Nerello Mascalese che, se non gestite in maniera ottima potevano essere colpite da Botritys Cinerea, si è dovuto gestire il vigneto nel miglior modo possibile per evitare perdite consistenti di prodotto e per raccogliere le uve al giusto grado di maturazione fenolica.
La raccolta è iniziata ad inizio Ottobre e solo attraverso una cernita meticolosa è stato possibile raccogliere uve destinabili a produrre vini importanti. Il livello alcolico dei vini è stato ottimo e anche la componente acida è risultata molto interessante, dai primi assaggi i vini presentano una spiccata freschezza olfattiva e anche a livello gustativo si caratterizzano da una vena acida tipica dei vini etnei.
La produzione di uve di qualità nell’anno 2009 è quantitativamente ridotta del 20% circa, si sono scartati importanti quantitativi di uve colpite da muffa o che non avevano raggiunto l’ottimale livello di maturazione fenolica; nel complesso il 2009 si caratterizza per vini più freschi, meno alcolici e che probabilmente avranno necessità di un affinamento leggermente più lungo per poter compiere in pieno il ciclo di affinamento rispetto ai vini del 2008.
ROMAGNA: le zone prese in esame sono 3: la zona pedocollinare del Faentino, la zona di Bertinoro e l’Alta Valle del Savio, in tutte e tre le situazioni possiamo affermare che si tratta di una annata regolare, con punte di eccellenza per alcuni Sangiovesi coltivati nella zona di Bertinoro e sui terreni più argillosi in genere sia della Valle del Savio che del Faentino.
A seguito di un periodo primaverile piuttosto caldo abbiamo assistito ad una estate regolare ed asciutta, per le varietà precoci bianche la vendemmia è iniziata a fine agosto-inizio settembre, mentre per il Sangiovese la raccolta è stata posticipata al 15 Settembre, le uve si sono presentate in ottimo stato fitosanitario, le piogge estive hanno permesso di avere uve con gradazioni alcoliche contenute, senza eccessi di alcool e molto eleganti, non si sono avuti squilibri nel vigneto tali da dover raccogliere le uve velocemente, la raccolta è stata molto regolare e abbiamo potuto vendemmiare le uve perfettamente mature.
Le uve Bianche, ed in particolare l’Albana, presentano un ottimo corredo aromatico per effetto delle temperature non eccessivamente alte avute nel mese di Settembre, mentre le uve rosse, ed in particolare il Sangiovese e Syrah hanno dato ottimi risultati in termini di freschezza, finezza dei profumi e vivacità nel colore per effetto di un clima fresco ed asciutto nel periodo della vendemmia.
BOLGHERI: nella zona di Bolgheri abbiamo assistito ad una notevole variabilità in funzione del terreno su cui era coltivato il vigneto. Il clima è stato caratterizzato da un’ estate ottima, con temperature alte ma non torride e da precipitazioni pressoché assenti nel periodo luglio-agosto, tale periodo di secchezza ha condizionato però la qualità delle uve coltivate nei terreni più sciolti, dove le piante hanno talvolta sofferto la siccità, mentre nei terreni argillosi per effetto delle riserve idriche accumulate nel periodo primaverile le piante hanno risposto in maniera ottima al periodo di secchezza.
Risultati molto interessanti si sono avuti con i Merlot e Cabernet Sauvignon coltivati sulle argille, sul Vermentino in genere, sul Cabernet Franc e sul Petit Verdot, un po’ meno soddisfacenti al momento sembrano essere i risultati del Cabernet Sauvignon e sui Syrah coltivati in terreni sciolti.
Le uve tuttavia si sono presentate perfettamente sane, nonostante nel periodo finale della vendemmia si siano avute piogge, ma l’abbassamento della temperatura notturna ha consentito un livello sanitario ottimo.
I vini dell’annata 2009 nella zona Bolgherese si presentano quindi piuttosto eterogenei, non possiamo parlare di zona perché esistono notevole differenze anche all’interno della stessa realtà, tuttavia possiamo affermare che i vini si presentano meno concentrati e più agili e freschi rispetto ai vini del 2008 con notevoli vantaggi a livello di bevibilità e sorbevolezza.


