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AMARCORD A “GUIDA ALLE GUIDE” (PAROLE, FRA PASSATO E PRESENTE)

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Winemaker, merlottizzazione, barriccato: molti non addetti ai lavori potrebbero, a ragione, pensare trattarsi di una manciata di neologismi appena inseriti nella nuova edizione aggiornata dello Zingarelli, enciclopedia della lingua italiana. Per chi invece mastica, o meglio beve, vino già da qualche anno questi sono al contrario sinonimi di un’era enologica oramai trascorsa. Concetti legati ad uno stile, scriverebbe un giornalista di moda, oggi poco “cool” per non dire decisamente “out”. Vino e moda, guarda caso: un binomio che fa incaz…. qualcuno (compreso il sottoscritto) e che forse è uno dei motivi della crisi di identità di cui soffre una parte (non tutta per fortuna) dell’enologia italiana.

 

Ma torniamo allo Zingarelli. I tempi cambiano e, con il succedersi delle brevi ma intense ere enologiche italiane, cambia il senso delle parole d’apertura. Diversità che sono emblematiche dalla voglia, tipicamente nostrana, di fare la rivoluzione (per non dire casino) e di riscrivere le regole. Lo spunto mi è stato servito su di un piatto d’oro dall’annuale incontro tra Guidaioli (ovvero coloro che scrivono le Guide dei Vini in Italia) di scena quest’anno all’Hotel Plaza di Viareggio, appuntamento condotto con consueta navigata diplomazia dall’amico e collega Guido Ricciarelli. Spulciando tra gli interventi dei partecipanti una sana voglia di amarcord: dal come eravamo, al cosa si beveva, per concludere col ricordo di quei vini, alcuni dimenticati, che non più tardi di 4-5 anni or sono facevano incetta di premi. Le differenze tra  passato e presente mi sono parse a dir poco stuzzicanti. Così stuzzicanti da ispirarmi un gioco goliardico sull’opposta fantasiosa traduzione attribuibile ad alcune parole del vino, in un serrato confronto tra la passata era “out” e quella “cool” del momento.

 

Winemaker:

Definizione della passata era “out”: Divinità greca fatta uomo, scesa sulla terra per insegnare all’umanità come produrre nettare per l’Olimpo. Senza di lui lo stivale berrebbe ancora oggi vino maleodorante di putride botti. Senza le sue manie, la cantina sarebbe simile alla soffitta di vostro nonno, colma di cianfrusaglie e certo non il massimo della pulizia. Senza di lui il vino italiano sarebbe quello nel fiasco, tanto ma non necessariamente (anzi quasi mai) buono.

Definizione dell’attuale era “cool”: Untore di manzoniana memoria. Ovvero, stregone che con strane alchimie trasforma tutto in una poltiglia colorata, densa e corposa. Non si conoscono gli ingredienti precisi di tali pozioni ma uno di questi, rinvenuto in più intrugli, sembra chiamarsi merlot.

 

Merlottizzazione:

Definizione della passata era  “out”: Movimento ispirato ad un Nobile di origini francesi (il Merlot) che grazie a doti quali  forza, struttura, ma anche morbidezza e gentilezza, ha fatto proseliti in tutto il mondo. Varcate le Alpi è andato sposo alla maggior parte delle nostre uve. Gli è stato spesso chiesto aiuto per dar voce alle flebili pretese di altri vitigni, non sempre al suo pari. Le sue truppe, disposte in filari, hanno dunque preso campo in tutta Italia, da nord a sud, soppiantando le popolazioni locali.

Definizione dell’attuale era  “cool”: Così si definisce la conquista delle nostre terre opera di un  astuto despota. Un tiranno che impone una rigida sudditanza ai nostri vitigni, soggiogati dal suo abbraccio, possente e ruffiano. L’ora della riscossa è però giunta: possiamo far da soli, senza i suoi muscoli e le sue dolcezze. La rivolta è solo iniziata.

 PS: Un altro nobile, anche questo di stirpe francese, bussa alle porte. Il Pinot Nero. Speriamo solo che il nome di un suicida istinto esterofilo non gli vengano regalati spazi di cui, in verità, non saprebbe che farsene!!

 

Barriccato: 

Definizione della passata era  “out”: Sostengono i maestri francesi: per fare un gran vino (rosso) ci vogliono grandi uve e piccole botti. Non si dice forse anche qui da noi che nelle botti piccole ci sta il vino buono? Via dunque quelle grandi e vecchie botti , largo alle barrique. Qualcuno raccomanda prudenza: iniziamo a prenderci la mano e solo dopo i nostri vitigni potranno trarre reale beneficio dall’uso di tale strumento. Qualcuno invece accelera senza timore. Detto da un buon commerciante, non è forse vero che il mercato ama i vini che hanno un sapore di legno? 

Definizione dell’attuale era “cool”: Basta legnate!! Basta vini da falegnami!! L’odore/sapore del legno deve sparire. Per molti nostri vitigni meglio la tradizionale botte grande che quell’affare piccolo e costoso (la barrique). Oggi il mercato è cambiato ed anche gli americani, per quanti possano ancora permettersi le nostre bottiglie, sono stanchi di  sentori tostati, balsamici, di vainiglia e quant’altro ricordi il passaggio in legno.

 

 Alla prossima puntata, dedicata a vini “estremi”. Argomento su cui si è già detto tutto, potrebbe pensare qualcuno..  Vedremo. 

 
Data di pubblicazione: 21/12/2009
IL VINO DI BOLGHERI DI NUOVO PROTAGONISTA DEL PALCOSCENICO ROMANO AL ROMA VINO EXCELLENCE & MERANO WINE FESTIVAL
Si chiama Roma Vino Excellence la prestigiosa manifestazione ideata e realizzata da Ian D’Agata, famoso giornalista italo-americano (International Wine Cellars) in collaborazione con Helmut Köcher, presidente del Merano Wine Festival, andata in scena nella capitale dal 12 al 14 febbraio. Tre giornate centrate su altrettanti seminari internazionali,rispettivamente su Sangiovese, Cabernet Franc e Riesling e costellate di degustazioni guidate di altissimo livello, interventi di giornalisti e produttori internazionali e completata da un banco di assaggio delle eccellenze italiane. Di particolare interesse per Bolgheri il seminario “The Rome International Focus on Cabernet Franc” e le due degustazioni verticali di Sassicaia e di Paleo.

Oggi parliamo del più famoso e al contempo famigerato degli elementi dell'offerta: il prezzo. Famoso perchè è quello sul quale si pensa (erroneamente) che si basino buona parte delle prederenze del consumatore, famigerato perchè proprio per il motivo precedente si preferisce agire su quello piuttosto che sulle altre componenti. Il prezzo, anche se molti non lo sanno, è uno strumento di marketing: lo è perchè è destinato ad incidere nel rapporto tra azienda e consumatore e quindi rientra nella sfera di competenza del marketing. Proprio per questo le decisioni che lo riguardano vanno prese con cognizione di causa e avendo ben presente le ripercussioni che possono avere.

Proprio entrando in Paese dalla Porta Merlata sulla destra si affaccia un Ristorante fuori dall’ordinario, Le Nuvole. Questo simpatico e caratteristico Locale è di proprietà di una bella giovane coppia, lo Chef Timothy Magee e sua moglie Cristina De Nigris. Timothy è nato nel 1972 a Reno nel Nord Nevada negli Stati Uniti d’America, per gli Americani la più grande piccola Città del mondo, famosa, per la velocità con cui vi si può divorziare; dopo aver fatto tutti i cicli scolastici si iscrive all’Università di Reno dove si laurea nel 1995 in Letteratura Inglese. La sua Famiglia ha origini Toscane, i genitori di sua mamma Lina Quirici, venivano dall’Italia, precisamente da Lucca, Timothy è cresciuto con due grandi passioni la buona cucina Italiana e il ciclismo, per la prima si doveva accontentare a lavorare part/time come pizzaiolo, per la seconda ha fatto per qualche anno anche il semiprofessionista con un certo successo.
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