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Torna il banco di assaggio di Torgiano

E’ stato inaugurato martedì 29 novembre a Torgiano, provincia di Perugia, il 25° Banco d’Assaggio dei vini italiani: negli stand allestiti al centro Le Tre Caselle oltre 500 bottiglie saranno degustate e giudicate sino a sabato 3 dicembre da otto commissioni internazionali formate da enologi e giornalisti secondo regole proprie di una gara agonistica. di Arianna Fanucchi

Oltre alla figura del notaio che monitora i giudizi sulle diverse bottiglie rese anonime per le degustazioni, il risultato finale sarà infatti frutto della somma dei punteggi che sette diversi giudici-degustatori assegneranno al singolo vino, la valutazione più alta e quella più bassa si elimineranno a vicenda rimanendo a giudizio finale i cinque pareri intermedi.

 L’iniziativa è promossa dall’Associazione Banco d’Assaggio che è composta al suo interno dalla Regione Umbria, dal Comune di Torgiano, dagli enti locali e dall’ICE (Istituto nazionale per il Commercio Estero), mentre la gestione tecnica è affidata all’Associazione Enologi Enotecnici Italiani.

In calendario quattro turni degustativi, visite ad Orvieto nella nuova Enoteca regionale, al Museo del vino e dell’olio con sede a Torgiano ed un convegno curato dall’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo alimentare) dal titolo “La vitivinicoltura italiana al banco di prova – confronto tra imprenditori ed istituzioni per impegni operativi condivisi”.

Sabato 3 a conclusione della manifestazione avverrà la cerimonia di premiazione durante la quale saranno consegnati i Premi d’eccellenza alle aziende che si sono contraddistinte maggiormente nelle 25 edizioni del concorso.    

Data di pubblicazione: 30/11/2005
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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