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Il rinascimento del vino italiano: 1986 – 2006

Il Vigneto Italia ha saputo risollevarsi dall’annus horribilis 1986, quando una politica errata sotto il punto di vista strategico culmino' con lo scandalo del metanolo presente nel vino. (a.f)

Ma le scelte adottate in precedenza si dimostrarono altrettanto sbagliate: i produttori infatti si erano orientati verso produzioni che prediligevano la quantita' alla qualita', senza alcuna valorizzazione a tutela delle minoranze e delle tipicita' che fiorivano sul territorio.

Dopo la crisi e' stata invertita la rotta, ed oggi l’Italia e' il primo esportatore di vino al mondo con un quarto del fatturato mondiale. I vini italiani sono apprezzati ovunque per la loro qualita', che costituisce la strada intrapresa unitamente alla riscoperta dei vitigni autoctoni ed al legame con la storia e le tradizioni.

Puntando tutto sull’eccellenza, si e' dato piu' valore al rispetto delle regole e ci si e' dotati di controlli approfonditi e severi, requisiti indispensabili per coltivare ed alimentare la fiducia del compratore. Oggi giorno nel Bel Paese si produce meno vino che pero' vale molto di piu': piu' 260 per cento il fatturato e piu' 250 per cento il valore dell’export rispetto al 1986.

E’ calato l’impiego dell’acqua cosi' come l’utilizzo di agrofarmaci, ma ancora molto deve essere fatto come preservare le indicazioni geografiche ed i marchi, arrivare ad un equo rapporto fra qualita' e prezzo e promuovere il prodotto unitariamente sul mercato. La riscossa del vino italiano puo' essere presa da esempio anche da altri settori economici abbracciando la cosiddetta soft economy, che lavora parallelamente su innovazione e tradizione, ricerca e territori valorizzazione artistica, qualita' della vita e coesione sociale.
Data di pubblicazione: 25/02/2006
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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