Riforma Moratti: no dal mondo del vino
Le scuole a indirizzo viticolo-enologico non potranno piu' diplomare i neo aspiranti enotecnici perche' la loro specializzazione passa di competenza alle Universita'. Questo quello che dice la recente riforma della scuola, che intende trasformare gli istituti tecnici in piu' generici licei tecnologici, con nuovi programmi didattici, tanta teoria e poca pratica.
Dal Biteg Citta' del Vino ha deciso di rappresentare il problema al prossimo ministro della scuola con l’obiettivo di rivedere una normativa che non ha tenuto conto della particolarita' delle scuole di specializzazione viticolo/enologica, in Italia appena 10 con oltre 200 nuovi enotecnici diplomati ogni anno (San Michele all’Adige; Cividale del Friuli; Conegliano Veneto; Alba; Siena; Locorotondo; Avellino; Ascoli Piceno; Marsala).
“Chiederemo al prossimo Ministro di riconsiderare il ruolo delle scuole di specializzazione del settore viticolo enologico perche' sono una risorsa che non va assolutamente dispersa – annuncia il presidente delle Citta' del Vino, Floriano Zambon -. Formano ogni anno decine di enotecnici, sono localizzate in punti nevralgici della vitivinicoltura italiana di qualita' e rappresentano un importante anello di congiunzione tra domanda e offerta di lavoro. Non possiamo permetterci di snaturare questi istituti, dobbiamo invece valorizzarli per la loro storia e per quel bagaglio di conoscenze e saperi che sono in grado di offrire”.
Marco Dal Ri', coordinatore per l’istruzione tecnica dell’Istituto di San Michele all’Adige, ha ricordato che in provincia di Trento grazie alla legge provinciale n° 5 del 15 marzo 2005 sull’alta formazione professionale, il prestigioso Istituto di San Michele potra' continuare sulla solita strada, ma si tratta di un’eccezione nazionale. “In base alla legge provinciale noi possiamo istituire corsi di formazione post diploma, ma le altre scuole italiane non hanno scappatoie e quindi sono destinate a trasformarsi in generici licei tecnologici – ha sottolineato Dal Ri' -. L’enotecnico diventa una figura generica perche' dovra' seguire un indirizzo agrario senza specializzazioni. Naturalmente siamo contrari a una riforma che snatura l’identita' delle scuole enologiche”.
“Non usciamo bene da questa riforma perche' non tiene conto della nostra specializzazione e risolve tutto con il triennio di studi all’Universita' – aggiunge Antonio Bernardi, vice preside dell’Istituto tecnico agrario Francesco De Sanctis, di Avellino -. Si butta tutto in un calderone, speriamo che venga rivista la legge”.


