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You are here: Home News Notizia 2011 Agosto 2011 Novità enologiche

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Novità enologiche

 

 

 

 

 

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PROPOSTA DI DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE

 

  CONTROLLATA E GARANTITA DEI VINI «MONTECUCCO SANGIOVESE». 

 

 

 

                               Art. 1. 

 

                            Denominazione 

 

 

 

    1.  La  denominazione  di   origine   controllata   e   garantita

 

«Montecucco Sangiovese», anche nella tipologia riserva, e'  riservata

 

ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti  stabiliti  dal

 

presente disciplinare di produzione. 

 

 

 

                               Art. 2. 

 

                         Base ampelografica 

 

 

 

    1. I vini a denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

«Montecucco Sangiovese» devono essere ottenuti da uve prodotte  nella

 

zona di produzione delimitata nel successivo art. 3 e provenienti  da

 

vigneti  aventi,  nell'ambito  aziendale,  la  seguente  composizione

 

ampelografica: Sangiovese: minimo 90%. 

 

    Possono concorrere alla  produzione  di  detti  vini  da  sole  o

 

congiuntamente, fino a un massimo del 10%,  le  uve  a  bacca  rossa,

 

provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione per la  regione

 

Toscana, con l'esclusione  della  Malvasia  nera,  Malvasia  nera  di

 

Brindisi e Aleatico. 

 

 

 

                               Art. 3. 

 

                    Zona di produzione delle uve 

 

 

 

    1. La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei  vini

 

a  denominazione  di  origine  controllata  e  garantita  «Montecucco

 

Sangiovese» comprende i terreni vocati alla qualita' ed  idonei  alla

 

coltura della vite  nei  territori  all'interno  della  provincia  di

 

grosseto  nei  seguenti  comuni:   Cinigiano,   Civitella   Paganico,

 

Campagnatico, Castel del Piano, Roccalbegna,  Arcidosso  e  Seggiano.

 

Tale zona e' cosi' delimitata: a nord il confine parte dall' incrocio

 

della s.s. 223 con il confine amministrativo del comune di  Civitella

 

Paganico e lungo di esso prosegue fino  ad  incrociare  in  direzione

 

sud-est  il  confine  amministrativo  del  comune  di  Cinigiano   in

 

prossimita' della linea ferroviaria Siena-Monte Antico. 

 

    Da qui, seguendo il confine del comune di Cinigiano, prosegue  in

 

direzione est fino ad incontrare il confine amministrativo del comune

 

di Castel del Piano lungo di  esso  in  direzione  nord-est  fino  ad

 

incontrare il confine amministrativo del comune  di  Seggiano,  segue

 

detto confine fino ad incontrare la  s.s.  323  al  ponte  sul  fosso

 

Ansitonia, si prosegue lungo detta statale 323  in  direzione  sud  e

 

fino all'incrocio con la strada provinciale 64 nei pressi del  centro

 

abitato di Castel del Piano. Da qui la delimitazione prosegue fino  a

 

quando la strada non incontra il confine amministrativo del comune di

 

Castel del Piano,  si  continua  lungo  detto  confine  in  direzione

 

sud-est lungo il torrente Ente fino al ponte della Peve sul  torrente

 

Ente stesso, si prosegue lungo la provinciale n.  26  (Arcidosso)  in

 

direzione nord fino  ad  incontrare  il  confine  amministrativo  del

 

comune di Arcidosso e si segue detto confine fino  a  quando  non  si

 

incrocia il torrente Zancona in direzione sud fino ad  incontrare  il

 

confine amministrativo del comune di Cinigiano a sud dell'abitato  di

 

Monticello Amiata in localita' Banditaccia. Da qui si prosegue  lungo

 

il confine di Cinigiano fino ad incontrare la strada  provinciale  n.

 

55 (Cinigiano-Stribugliano-Vallerona), si prosegue a sud-ovest, lungo

 

detta strada sino al  centro  abitato  di  Stribugliano.  Da  qui  si

 

procede, in direzione sud-ovest, lungo la strada provinciale  che  si

 

ricongiunge alla strada provinciale cinigianese, sino in  prossimita'

 

del podere «Il Cavallino».  Da  qui  si  prosegue  sino  al  torrente

 

Trasubie a quota 308 e quindi lungo il fosso  Istrico,  in  direzione

 

sud-ovest, sino a quota 400, dove percorrendo la strada  interna  per

 

podere Pian di Simone, in direzione sud ci si ricollega  alla  strada

 

provinciale n. 24 (Baccinello-Cana). Da qui si prosegue in  direzione

 

Baccinello sino  all'incrocio  della  strada  vicinale  dell'Orto  di

 

Boccio che si segue sino ad intersecare con il fosso dell'Atleta.  Da

 

questo punto seguendo il corso del fosso dell'Atleta, il  confine  di

 

ricongiunge alla strada provinciale n. 24. Detta strada  si  percorre

 

sino al limite amministrativo del comune di Scansano e di seguito, in

 

direzione  ovest,  sino  al  limite  amministrativo  del  comune   di

 

Campagnatico in prossimita' del podere Repenti. Lungo il confine  del

 

comune di Campagnatico si prosegue in direzione sud-ovest e poi verso

 

nord fino al punto di incrocio con il comune  di  Civitella  Paganico

 

nei pressi della localita' Poggio dei Massani. Lungo il  confine  del

 

comune di Civitella Paganico si prosegue verso nord fino al punto  di

 

partenza dove questo incrocia la s.s. 223. 

 

 

 

                               Art. 4. 

 

                      Norme per la viticoltura 

 

 

 

    1. Le condizioni ambientali e di coltura  dei  vigneti  destinati

 

alla produzione dei vini a denominazione  di  origine  controllata  e

 

garantita «Montecucco Sangiovese» di cui  all'art.  2  devono  essere

 

quelle tradizionali della zona o comunque atte a conferire alle  uve,

 

al  mosto  e  al  vino  derivato  le  specifiche  caratteristiche  di

 

qualita'.   Sono   da   considerarsi   pertanto   idonei   ai    fini

 

dell'iscrizione allo schedario viticolo unicamente  quelli  collinari

 

di giacitura e orientamento adatti con sufficiente altitudine e buona

 

sistemazione idraulico-agraria. 

 

    Sono da considerarsi invece inadatti, e non possono essere quindi

 

iscritti al predetto  Schedario,  quei  vigneti  situati  in  terreni

 

umidi, su fondi valle ed in terreni fortemente argillosi. 

 

    2. La densita' di impianto deve essere quella generalmente  usata

 

in funzione delle caratteristiche peculiari delle uve e dei vini. Per

 

i nuovi impianti e i reimpianti la densita' dei ceppi, calcolata  sul

 

sesto d'impianto, non puo' essere inferiore a 3300 piante ad ettaro. 

 

    3.  E'  vietata  ogni  pratica  di   forzatura.   E'   consentita

 

l'irrigazione di soccorso. 

 

    4. La resa massima di uva per ettaro in coltura specializzata non

 

deve superare 7 tonnellate. 

 

    A detto limite, anche in annate  eccezionalmente  favorevoli,  la

 

resa dovra' essere riportata, purche' la produzione  non  superi  del

 

20% il limite medesimo, fermo restando il limite resa uva/vino per  i

 

quantitativi di cui trattasi. 

 

    L'eccedenza delle uve, nel limite massimo del 20%, non ha diritto

 

alla denominazione di origine controllata e garantita. 

 

    Fermo restando il limite sopra indicato la produzione per  ettaro

 

in  coltura  promiscua  deve  essere  calcolata,  rispetto  a  quella

 

specializzata, sulla base  dell'effettiva  superficie  coperta  dalla

 

vite. 

 

    5. In caso di annata sfavorevole, che  lo  renda  necessario,  la

 

regione Toscana, su proposta del consorzio di tutela, fissa una  resa

 

inferiore  a  quella  prevista  dal   presente   disciplinare   anche

 

differenziata nell'ambito della zona della produzione di cui all'art.

 

3. 

 

    Nell'ambito della resa massima fissata nel presente articolo,  la

 

regione Toscana, su proposta del  consorzio  di  tutela,  sentite  le

 

organizzazioni di categoria, puo' fissare i  limiti  massimi  di  uva

 

rivendicabili per ettaro inferiori a  quelli  previsti  dal  presente

 

disciplinare di produzione in rapporto alla necessita' di  conseguire

 

un migliore equilibrio di mercato. In questo caso non si applicano le

 

disposizioni di cui all'articolo precedente. 

 

    6. Le uve destinate alla vinificazione dei vini  a  denominazione

 

di origine controllata e garantita  «Montecucco  Sangiovese»,  devono

 

assicurare al vino un titolo alcolometrico volumico  naturale  minimo

 

di 12% vol. 

 

    7. Le uve destinate alla vinificazione dei vini  a  denominazione

 

di origine controllata e garantita «Montecucco  Sangiovese»  riserva,

 

devono assicurare al vino un titolo alcolometrico  volumico  naturale

 

minimo di 12,50% vol. 

 

 

 

                               Art. 5. 

 

                     Norme per la vinificazione 

 

 

 

    1. Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento dei vini  a

 

denominazione  di  origine  controllata   e   garantita   «Montecucco

 

Sangiovese»  devono  essere  effettuate  nell'ambito  della  zona  di

 

produzione di  cui  al  precedente  art.  3  e  nelle  relative  aree

 

amministrative comunali. 

 

    2. L'imbottigliamento deve essere  effettuato  nell'ambito  della

 

provincia di Grosseto. 

 

    3. Nella vinificazione ed elaborazione devono  essere  seguiti  i

 

criteri tecnici piu' razionali ed effettuate le  pratiche  enologiche

 

atte a conferire al prodotto finale le  migliori  caratteristiche  di

 

qualita'. 

 

    4. E' consentito l'arricchimento dei mosti  e  dei  vini  di  cui

 

all'art. 1, nei limiti e condizioni stabilite dalle norme comunitarie

 

e nazionali, con mosti concentrati ottenuti  da  uve  prodotte  nella

 

zona  di  produzione  delimitata  dal  precedente  art.   3   o,   in

 

alternativa, con mosto concentrato rettificato o  a  mezzo  di  altre

 

tecnologie consentite. 

 

    5. La resa massima  dell'uva  in  vino  finito  non  deve  essere

 

superiore al 70%.  Qualora  superi  detto  limite,  ma  non  il  75%,

 

l'eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine  controllata

 

e garantita. Oltre il 75% decade il  diritto  alla  denominazione  di

 

origine controllata e garantita per tutto il prodotto. 

 

    6. Il vino a denominazione di  origine  controllata  e  garantita

 

«Montecucco Sangiovese» non puo' essere immesso al consumo prima  del

 

1° aprile del secondo anno successivo a quello  di  produzione  delle

 

uve, fermo restando il periodo di affinamento obbligatorio minimo  di

 

dodici mesi in contenitori di rovere e di quattro mesi in bottiglia. 

 

    7. Il vino  denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

«Montecucco Sangiovese» riserva non puo' essere  immesso  al  consumo

 

prima del  1°  settembre  del  terzo  anno  successivo  a  quello  di

 

produzione delle  uve,  fermo  restando  il  periodo  di  affinamento

 

obbligatorio minimo di trenta  mesi,  di  cui  ventiquattro  mesi  in

 

contenitori di rovere e di sei mesi in bottiglia. 

 

    Il periodo di invecchiamento decorre dal 1° novembre dell'anno di

 

produzione delle uve. 

 

 

 

                               Art. 6. 

 

                     Caratteristiche al consumo 

 

 

 

    1. I vini a denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

«Montecucco Sangiovese» all'atto dell'immissione  al  consumo  devono

 

rispondere alle seguenti caratteristiche: 

 

      «Montecucco Sangiovese»: 

 

    colore: rosso rubino intenso; 

 

    odore: fruttato e caratteristico; 

 

    sapore: armonico, asciutto, leggermente tannico; 

 

    titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13% vol.; 

 

    acidita' totale minima: 4,5 g/l; 

 

    estratto non riduttore minimo: 25 g/l; 

 

      «Montecucco Sangiovese» riserva: 

 

    colore: rosso rubino intenso tendente al granato; 

 

    odore: ampio vinoso,elegante, caratteristico; 

 

    sapore: pieno, asciutto, caldo, elegante, con  eventuale  sentore

 

di legno; 

 

    titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13,50% vol.; 

 

    acidita' totale minima: 4,5 g/l; 

 

    estratto non riduttore minimo: 26,0 g/l. 

 

    2. E' facolta' del Ministero delle politiche agricole, alimentari

 

e forestali - Comitato nazionale per la tutela  e  la  valorizzazione

 

delle  denominazioni  di  origine  e  delle  indicazioni  geografiche

 

tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto,  i  limiti  minimi

 

sopra menzionati per l'acidita' totale e per l'estratto non riduttore

 

minimo. 

 

 

 

                               Art. 7. 

 

             Etichettatura, designazione e presentazione 

 

 

 

    1. Ai vini a denominazione di  origine  controllata  e  garantita

 

«Montecucco  Sangiovese»   e'   vietata   l'aggiunta   di   qualsiasi

 

specificazione aggiuntiva diversa da  quella  prevista  dal  presente

 

disciplinare, ivi compresi gli aggettivi «extra»,  «fine»,  «scelto»,

 

«selezionato» e «similari». 

 

    E'  tuttavia  consentito  l'uso  di  indicazioni   che   facciano

 

riferimento a nomi, ragioni sociali,  e  marchi  privati  non  aventi

 

significato  laudativo  e  non  idonei  a  trarre   in   inganno   il

 

consumatore. 

 

    2.  Nella  designazione  dei  vini  a  denominazione  di  origine

 

controllata e garantita «Montecucco Sangiovese» puo'  inoltre  essere

 

utilizzata la menzione «vigna»  a  condizione  che  sia  seguita  dai

 

relativi toponimi o nomi  tradizionali  che  devono  figurare  in  un

 

apposito elenco regionale ai sensi dell' art. 6, comma 8, del decreto

 

legislativo n. 61/2010 e che la relativa superficie sia distintamente

 

specificata nello  schedario  viticolo.  Inoltre,  la  vinificazione,

 

l'elaborazione  e  la  conservazione  del  vino  devono  avvenire  in

 

recipienti separati, e, tale menzione, seguita dal  toponimo  o  nome

 

tradizionale, deve essere riportata nella  denuncia  delle  uve,  nei

 

registri e nei documenti di accompagnamento. 

 

    3. Per tutte le tipologie dei vini  a  denominazione  di  origine

 

controllata  e  garantita  «Montecucco  Sangiovese»  e'  obbligatoria

 

l'indicazione dell'annata di produzione delle uve. 

 

 

 

                               Art. 8. 

 

                           Confezionamento 

 

 

 

    1. I vini a denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

«Montecucco   Sangiovese»   devono   essere   immessi   al    consumo

 

esclusivamente in  bottiglie  dei  tipi  Bordolese  o  Borgognona  di

 

capacita' non superiore a 6 litri chiuse con tappo  di  sughero  raso

 

bocca. 

 

    2. Tuttavia, per i contenitori di  vetro  con  capacita'  fino  a

 

0,250 litri, e' ammesso l'utilizzo di altri dispositivi  di  chiusura

 

previsti dalla normativa vigente in materia. 

 

 

 

PROPOSTA DI DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE

 

  CONTROLLATA DEI VINI «MONTECUCCO». 

 

 

 

                               Art. 1. 

 

                            Denominazione 

 

 

 

    1.  La  denominazione  di  origine  controllata  «Montecucco»  e'

 

riservata ai vini che  rispondono  alle  condizioni  e  ai  requisiti

 

stabiliti dal presente disciplinare di  produzione  per  le  seguenti

 

tipologie: 

 

    rosso; 

 

    rosso riserva; 

 

    rosato; 

 

    bianco; 

 

    Vermentino; 

 

    vin santo; 

 

    vin santo Occhio di pernice. 

 

 

 

                               Art. 2. 

 

                         Base ampelografica 

 

 

 

    1. I vini a denominazione  di  origine  controllata  «Montecucco»

 

devono essere ottenuti da  uve  prodotte  nelle  zone  di  produzione

 

delimitate nel successivo art. 3 e  provenienti  da  vigneti  aventi,

 

nell'ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica: 

 

      «Montecucco» rosso e rosso riserva: Sangiovese, almeno 60%. 

 

    Possono concorrere alla produzione di detto vino, le uve a  bacca

 

rossa di altri vitigni idonei  alla  coltivazione  nell'ambito  della

 

regione Toscana, fino ad un massimo del 40%  con  l'esclusione  della

 

Malvasia nera, Malvasia nera di Brindisi e Aleatico ed  iscritti  nel

 

registro nazionale delle varieta' di vite per uve da  vino  approvato

 

con decreto ministeriale 7  maggio  2004  pubblicato  nella  Gazzetta

 

Ufficiale n. 242 del 14 ottobre 2004,  e  da  ultimo  aggiornato  con

 

decreto  ministeriale  28  maggio  2010  pubblicato  nella   Gazzetta

 

Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2010; 

 

      «Montecucco»  rosato:  Sangiovese  e  Ciliegiolo,  da  soli   o

 

congiuntamente, almeno il 60%. 

 

    Possono concorrere alla produzione  di  detto  vino,  da  sole  o

 

congiuntamente, le uve a bacca rossa di  altri  vitigni  idonei  alla

 

coltivazione nell'ambito della regione Toscana, fino  ad  un  massimo

 

del 40% con  l'esclusione  della  Malvasia  nera,  Malvasia  nera  di

 

Brindisi e Aleatico ed iscritti nel registro nazionale delle varieta'

 

di vite per uve da vino approvato con decreto ministeriale  7  maggio

 

2004 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 242 del 14 ottobre  2004,

 

e da ultimo  aggiornato  con  decreto  ministeriale  28  maggio  2010

 

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2010; 

 

      «Montecucco» bianco: Trebbiano toscano e Vermentino, da soli  o

 

congiuntamente, almeno il 40%. 

 

    Possono concorrere alla produzione  di  detto  vino,  da  sole  o

 

congiuntamente, le uve a bacca bianca di altri  vitigni  idonei  alla

 

coltivazione nell'ambito della regione Toscana, fino  ad  un  massimo

 

del 60% ed iscritti nel registro nazionale delle varieta' di vite per

 

uve  da  vino  approvato  con  decreto  ministeriale  7  maggio  2004

 

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 242 del 14 ottobre 2004, e  da

 

ultimo aggiornato con decreto ministeriale 28 maggio 2010  pubblicato

 

nella Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2010; 

 

      «Montecucco» Vermentino: Vermentino, almeno 85%. 

 

    Possono concorrere alla produzione  di  detto  vino,  da  sole  o

 

congiuntamente, le uve a bacca bianca di altri  vitigni  idonei  alla

 

coltivazione nell'ambito della regione Toscana, fino  ad  un  massimo

 

del 15%; 

 

      «Montecucco» vin santo: Malvasia  bianca,  Grechetto  bianco  e

 

Trebbiano toscano, da soli o congiuntamente, almeno il 70%. 

 

    Possono concorrere alla produzione di detto vino, le uve a  bacca

 

bianca di altri vitigni idonei alla  coltivazione  nell'ambito  della

 

regione Toscana, fino ad un massimo del 30% ed iscritti nel  registro

 

nazionale delle varieta' di  vite  per  uve  da  vino  approvato  con

 

decreto  ministeriale  7  maggio  2004  pubblicato   nella   Gazzetta

 

Ufficiale n. 242 del 14 ottobre 2004,  e  da  ultimo  aggiornato  con

 

decreto  ministeriale  28  maggio  2010  pubblicato  nella   Gazzetta

 

Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2010; 

 

      «Montecucco» vin santo Occhio di  pernice:  Sangiovese,  minimo

 

70%. 

 

    Possono concorrere alla produzione di detto vino, le uve a  bacca

 

rossa di altri vitigni idonei  alla  coltivazione  nell'ambito  della

 

regione Toscana, fino ad un massimo del 30% ed iscritti nel  registro

 

nazionale delle varieta' di  vite  per  uve  da  vino  approvato  con

 

decreto  ministeriale  7  maggio  2004  pubblicato   nella   Gazzetta

 

Ufficiale n. 242 del 14 ottobre 2004,  e  da  ultimo  aggiornato  con

 

decreto  ministeriale  28  maggio  2010  pubblicato  nella   Gazzetta

 

Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2010. 

 

    2.  L'adeguamento  della  composizione  ampelografica   su   base

 

aziendale dei vigneti  della  denominazione  di  origine  controllata

 

«Montecucco» dovra' essere effettuata entro dieci anni dalla data  di

 

entrata in vigore del presente disciplinare di produzione. 

 

 

 

                               Art. 3. 

 

                    Zona di produzione delle uve 

 

 

 

    1. La zona di produzione delle uve e' collocata all'interno della

 

provincia di Grosseto e  comprende  le  zone  vocate  dei  comuni  di

 

Cinigiano,  Civitella  Paganico,  Campagnatico,  Castel  del   Piano,

 

Roccalbegna, Arcidosso e Seggiano. Tale zona e' cosi'  delimitata:  a

 

nord il confine parte dall' incrocio della s.s. 223  con  il  confine

 

amministrativo del comune di  Civitella  Paganico  e  lungo  di  esso

 

prosegue  fino  ad  incrociare  in  direzione  sud-est   il   confine

 

amministrativo del comune di Cinigiano  in  prossimita'  della  linea

 

ferroviaria Siena-Monte Antico. 

 

    Da qui, seguendo il confine del comune di Cinigiano, prosegue  in

 

direzione est fino ad incontrare il confine amministrativo del comune

 

di Castel del Piano lungo di  esso  in  direzione  nord-est  fino  ad

 

incontrare il confine amministrativo del comune  di  Seggiano,  segue

 

detto confine fino ad incontrare la  s.s.  323  al  ponte  sul  fosso

 

Ansitonia, si prosegue lungo detta statale 323  in  direzione  sud  e

 

fino all'incrocio con la strada provinciale 64 nei pressi del  centro

 

abitato di Castel del Piano. 

 

    Da qui la delimitazione prosegue fino  a  quando  la  strada  non

 

incontra il confine amministrativo del comune di Castel del Piano, si

 

continua lungo detto confine in direzione sud-est lungo  il  torrente

 

Ente fino al ponte della Peve sul torrente Ente stesso,  si  prosegue

 

lungo la provinciale n. 26 (Arcidosso)  in  direzione  nord  fino  ad

 

incontrare il confine amministrativo del comune  di  Arcidosso  e  si

 

segue detto confine fino a quando non si incrocia il torrente Zancona

 

in direzione sud fino ad incontrare  il  confine  amministrativo  del

 

comune di Cinigiano  a  sud  dell'abitato  di  Monticello  Amiata  in

 

localita' Banditaccia.  Da  qui  si  prosegue  lungo  il  confine  di

 

Cinigiano  fino  ad  incontrare   la   strada   provinciale   n.   55

 

(Cinigiano-Stribugliano-Vallerona), si prosegue  a  sud-ovest,  lungo

 

detta strada sino al  centro  abitato  di  Stribugliano.  Da  qui  si

 

procede, in direzione sud-ovest, lungo la strada provinciale  che  si

 

ricongiunge alla strada provinciale cinigianese, sino in  prossimita'

 

del podere «Il Cavallino».  Da  qui  si  prosegue  sino  al  torrente

 

Trasubie a quota 308 e quindi lungo il fosso  Istrico,  in  direzione

 

sud-ovest, sino a quota 400, dove percorrendo la strada  interna  per

 

podere Pian di Simone, in direzione sud ci si ricollega  alla  strada

 

provinciale n. 24 (Baccinello-Cana). Da qui si prosegue in  direzione

 

Baccinello sino  all'incrocio  della  strada  vicinale  dell'Orto  di

 

Boccio che si segue sino ad intersecare con il fosso dell'Atleta.  Da

 

questo punto seguendo il corso del fosso dell'Atleta, il  confine  di

 

ricongiunge alla strada provinciale n. 24. Detta strada  si  percorre

 

sino al limite amministrativo del comune di Scansano e di seguito, in

 

direzione  ovest,  sino  al  limite  amministrativo  del  comune   di

 

Campagnatico in prossimita' del podere «Repenti».  Lungo  il  confine

 

del comune di Campagnatico si prosegue in direzione sud-ovest  e  poi

 

verso nord fino al punto di  incrocio  con  il  comune  di  Civitella

 

Paganico nei pressi della localita'  Poggio  dei  Massani.  Lungo  il

 

confine del comune di Civitella Paganico si prosegue verso nord  fino

 

al punto di partenza dove questo incrocia la s.s. 223. 

 

 

 

                               Art. 4. 

 

                      Norme per la viticoltura 

 

 

 

    1. Le condizioni ambientali e di coltura  dei  vigneti  destinati

 

alla produzione dei  vini  a  denominazione  di  origine  controllata

 

«Montecucco» di cui all'art.  2  devono  essere  quelle  tradizionali

 

della zona o comunque atte a conferire alle uve, al mosto ed al  vino

 

derivato  le  specifiche  caratteristiche  di   qualita'.   Sono   da

 

considerarsi pertanto idonei ai fini dell'iscrizione  allo  schedario

 

viticolo unicamente quelli  collinari  di  giacitura  e  orientamento

 

adatti   con   sufficiente   altitudine    e    buona    sistemazione

 

idraulico-agraria. 

 

    Sono da escludere, e non iscrivibili  al  predetto  schedario,  i

 

vigneti ubicati in terreni  umidi,  su  fondi  valle  ed  in  terreni

 

fortemente argillosi. 

 

    2. La densita' di impianto deve essere quella generalmente  usata

 

in funzione delle caratteristiche peculiari delle uve e dei vini. Per

 

i nuovi impianti e i reimpianti la densita' dei ceppi, calcolata  sul

 

sesto d'impianto, non puo' essere inferiore a 3300 piante ad ettaro. 

 

    3.  E'  vietata  ogni  pratica  di   forzatura.   E'   consentita

 

l'irrigazione di soccorso. 

 

    4. La resa massima di uva per ettaro in coltura specializzata non

 

deve superare 9 tonnellate per i  vini  a  denominazione  di  origine

 

controllata «Montecucco» rosso, rosso riserva,  rosato  e  vin  santo

 

Occhio di pernice e 11 tonnellate  per  i  vini  a  denominazione  di

 

origine controllata «Montecucco» bianco, Vermentino e vin santo. 

 

    A detti limiti, anche in annate  eccezionalmente  favorevoli,  la

 

resa dovra' essere riportata, purche' la produzione  non  superi  del

 

20% il limite medesimo, fermi restando i limiti resa uva/vino  per  i

 

quantitativi di cui trattasi. 

 

    L'eccedenza delle uve, nel limite massimo del 20%, non ha diritto

 

alla denominazione di origine controllata. 

 

    Fermi restando i limiti sopra indicati la produzione  per  ettaro

 

in  coltura  promiscua  deve  essere  calcolata,  rispetto  a  quella

 

specializzata, sulla base  dell'effettiva  superficie  coperta  dalla

 

vite. 

 

    In caso di  annata  sfavorevole,  che  lo  renda  necessario,  la

 

regione Toscana, su proposta del consorzio di tutela, fissa una  resa

 

inferiore  a  quella  prevista  dal   presente   disciplinare   anche

 

differenziata nell'ambito della zona della produzione di cui all'art.

 

3. 

 

    Nell'ambito della resa massima fissata nel presente articolo,  la

 

regione Toscana, su proposta del  consorzio  di  tutela,  sentite  le

 

organizzazioni di categoria, puo' fissare i  limiti  massimi  di  uva

 

rivendicabili per ettaro inferiori a  quelli  previsti  dal  presente

 

disciplinare di produzione in rapporto alla necessita' di  conseguire

 

un migliore equilibrio di mercato. in questo caso non si applicano le

 

disposizioni di cui all'articolo precedente. 

 

    5. Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al  vino

 

un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 12%  vol.  per  i

 

vini a denominazione di origine controllata «Montecucco» rosso, rosso

 

riserva e vin santo Occhio di pernice, di  11%  vol.  per  i  vini  a

 

denominazione di origine  controllata  «Montecucco»  bianco,  rosato,

 

Vermentino e vin santo. 

 

 

 

                               Art. 5. 

 

                     Norme per la vinificazione 

 

 

 

    1. Le operazioni di vinificazione, di appassimento delle uve e di

 

invecchiamento devono essere effettuate  nell'ambito  della  zona  di

 

produzione di  cui  al  precedente  art.  3  e  nelle  relative  aree

 

amministrative comunali. 

 

    2. L'imbottigliamento deve essere  effettuato  nell'ambito  della

 

provincia di Grosseto. 

 

    3. Nella vinificazione ed elaborazione devono  essere  seguiti  i

 

criteri tecnici piu' razionali ed effettuate le  pratiche  enologiche

 

atte a conferire al prodotto finale le  migliori  caratteristiche  di

 

qualita'. 

 

    4. E' consentito l'arricchimento dei mosti  e  dei  vini  di  cui

 

all'art. 1, fatta eccezione per le tipologie vin santo  e  vin  santo

 

Occhio di pernice, nei limiti  e  condizioni  stabilite  dalle  norme

 

comunitarie e nazionali. 

 

    5.  La  tipologia  «rosato»   deve   essere   ottenuta   con   la

 

vinificazione in «rosato» delle uve a bacca rossa. 

 

    6. La resa massima  dell'uva  in  vino  finito  non  deve  essere

 

superiore al 70% per i vini a denominazione  di  origine  controllata

 

«Montecucco». Qualora superi detto limite, ma non il 75%, l'eccedenza

 

non ha diritto alla denominazione di origine  controllata.  Oltre  il

 

75% decade il diritto alla denominazione di origine  controllata  per

 

tutto il prodotto. 

 

    Tuttavia,  la  resa  massima  dell'uva  in  vino   finito   della

 

denominazione di origine controllata «Montecucco»  vin  santo  e  vin

 

santo Occhio di pernice non deve essere superiore al 35%. 

 

    7. Il vino a denominazione di  origine  controllata  «Montecucco»

 

rosso non puo' essere immesso  al  consumo  prima  del  1°  settembre

 

dell'anno successivo a quello di produzione delle uve. 

 

    Il vino a denominazione di origine controllata «Montecucco» rosso

 

riserva non puo' essere immesso al consumo prima del 1° novembre  del

 

secondo anno successivo a  quello  di  produzione  delle  uve,  fermo

 

restando  il  periodo  di  affinamento  obbligatorio  complessivo  di

 

diciotto mesi di cui dodici mesi in contenitori di  legno  e  di  sei

 

mesi in bottiglia.  Il  periodo  di  invecchiamento  decorre  dal  1°

 

novembre dell'anno di produzione delle uve. 

 

    I  vini  a  denominazione  di  origine  controllata  «Montecucco»

 

bianco, rosato e Vermentino non possono  essere  immessi  al  consumo

 

prima del 1° febbraio dell'anno successivo  a  quello  di  produzione

 

delle uve. 

 

    8. Il tradizionale metodo di vinificazione per l'ottenimento  dei

 

vini a denominazione di origine controllata «Montecucco» vin santo  e

 

vin santo Occhio di pernice prevede quanto segue:  l'uva,  dopo  aver

 

subito un'accurata cernita, deve essere  sottoposta  ad  appassimento

 

naturale; l'appassimento delle uve deve avvenire in locali idonei  ed

 

e' ammessa una parziale disidratazione con aria ventilata. L'uva deve

 

raggiungere, prima  dell'ammostatura,  un  contenuto  zuccherino  non

 

inferiore al 26%. La conservazione e l'invecchiamento  dei  vini  vin

 

santo e del vin santo Occhio di pernice deve avvenire  in  recipienti

 

di legno (caratelli) di capacita' non superiore a 500  litri  per  un

 

periodo minimo di diciotto mesi a decorrere dal 1° gennaio successivo

 

all'anno di raccolta. 

 

    L'immissione al consumo del vin santo e del vin santo  Occhio  di

 

pernice puo' avvenire a  partire  dal  1°  novembre  del  terzo  anno

 

successivo a quello di produzione delle uve, e al termine del periodo

 

di invecchiamento, il prodotto deve  avere  un  titolo  alcolometrico

 

volumico totale minimo del 16% vol. 

 

 

 

                               Art. 6. 

 

                     Caratteristiche al consumo 

 

 

 

    1. I vini a denominazione  di  origine  controllata  «Montecucco»

 

all'atto dell'immissione al consumo devono rispondere  alle  seguenti

 

caratteristiche: 

 

      «Montecucco» rosso: 

 

    colore: rosso rubino intenso; 

 

    odore: vinoso e ampio; 

 

    sapore: armonico, asciutto giustamente tannico; 

 

    titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.; 

 

    acidita' totale minima: 4,5 g/l; 

 

    estratto non riduttore minimo: 24 g/l; 

 

      «Montecucco» rosso riserva: 

 

    colore: rosso rubino intenso tendente al granato; 

 

    odore: ampio, vinoso, elegante, caratteristico; 

 

    sapore: pieno, asciutto, caldo, elegante con eventuale sentore di

 

legno; 

 

    titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.; 

 

    acidita' totale minima: 4,5 g/l; 

 

    estratto non riduttore minimo: 25 g/l; 

 

      «Montecucco» rosato: 

 

    colore: dal rosa tenue al rosa cerasuolo; 

 

    odore: fresco e fruttato; 

 

    sapore: sapido, secco, armonico; 

 

    titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.; 

 

    acidita' totale minima: 5 g/l; 

 

    estratto non riduttore minimo: 18,5 g/l; 

 

      «Montecucco» bianco: 

 

    colore: giallo paglierino; 

 

    odore: delicato, fresco, piu' o meno fruttato; 

 

    sapore: fresco, caratteristico; 

 

    titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.; 

 

    acidita' totale minima: 5 g/l; 

 

    estratto non riduttore minimo: 17 g/l; 

 

      «Montecucco» Vermentino: 

 

    colore: giallo paglierino; 

 

    odore: delicato, fresco e caratteristico; 

 

    sapore: asciutto, morbido e sapido; 

 

    titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.; 

 

    acidita' totale minima: 5 g/l; 

 

    estratto non riduttore minimo: 17 g/l; 

 

      «Montecucco» vin santo: 

 

    colore: dal giallo dorato all'ambrato intenso; 

 

    odore: profumo intenso caratteristico di frutta matura; 

 

    sapore: intenso e vellutato; 

 

    titolo alcolometrico volumico totale minimo: 17,00% vol.  di  cui

 

almeno il 12% svolto; 

 

    acidita' totale minima : 4,5 g/l; 

 

    acidita' volatile massima: 28 milliequivalenti per litro; 

 

    estratto non riduttore minimo: 25 g/l; 

 

      «Montecucco» vin santo Occhio di pernice: 

 

    colore:  tra  l'ambrato  e  topazio  intenso  con  ampia   unghia

 

rossiccia che si fa marrone con l'eta'; 

 

    odore:  profumo  intenso,  ricco,  complesso,  caratteristico  di

 

frutta matura e di altre sfumature; 

 

    sapore: persistente con retrogusto dolce; 

 

    titolo alcolometrico volumico totale minimo: 20,00% vol.  di  cui

 

almeno il 15% svolto; 

 

    acidita' totale minima : 4,5 g/l; 

 

    acidita' volatile massima: 28 milliequivalenti per litro; 

 

    estratto non riduttore minimo: 27 g/l. 

 

    2. E' facolta' del Ministero delle politiche agricole, alimentari

 

e forestali - Comitato nazionale per la tutela  e  la  valorizzazione

 

delle  denominazioni  di  origine  e  delle  indicazioni  geografiche

 

tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto,  i  limiti  minimi

 

sopra menzionati per l'acidita' totale e per l'estratto non riduttore

 

minimo. 

 

 

 

                               Art. 7. 

 

             Etichettatura, designazione e presentazione 

 

 

 

    1. Ai vini a denominazione di origine controllata «Montecucco» e'

 

vietata l'aggiunta di qualsiasi specificazione aggiuntiva diversa  da

 

quella prevista dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi

 

«extra», «fine», «scelto», «selezionato» e «similari». 

 

    E'  tuttavia  consentito  l'uso  di  indicazioni   che   facciano

 

riferimento a nomi, ragioni sociali,  e  marchi  privati  non  aventi

 

significato  laudativo  e  non  idonei  a  trarre   in   inganno   il

 

consumatore. 

 

    2.  Nella  designazione  dei  vini  a  denominazione  di  origine

 

controllata «Montecucco» puo' inoltre essere utilizzata  la  menzione

 

«vigna» a condizione che sia seguita dai  relativi  toponimi  o  nomi

 

tradizionali che devono figurare in un apposito elenco  regionale  ai

 

sensi dell' art. 6, comma 8, del decreto legislativo n. 61/2010 e che

 

la relativa superficie sia distintamente specificata nello  schedario

 

viticolo.  Inoltre,  la   vinificazione,   l'   elaborazione   e   la

 

conservazione del vino devono avvenire  in  recipienti  separati,  e,

 

tale menzione, seguita dal toponimo o nome tradizionale, deve  essere

 

riportata nella denuncia delle uve, nei registri e nei  documenti  di

 

accompagnamento. 

 

    3. Per tutte le tipologie dei vini  a  denominazione  di  origine

 

controllata «Montecucco» e' obbligatoria l'indicazione dell'annata di

 

produzione delle uve. 

 

 

 

                               Art. 8. 

 

                           Confezionamento 

 

 

 

    1. I vini a denominazione  di  origine  controllata  «Montecucco»

 

devono essere immessi al consumo esclusivamente in bottiglie dei tipi

 

Bordolese o Borgognona di capacita' non superiore a 6 litri. 

 

    2. Per la tappatura dei vini denominazione di origine controllata

 

«Montecucco» e' obbligatorio il tappo di sughero  ad  esclusione  dei

 

vini «Montecucco» rosso in contenitori non  superiori  a  0,50  litri

 

«Montecucco» bianco, «Montecucco» rosato e «Montecucco» Vermentino, i

 

quali possono essere chiusi  con  altri  dispositivi  previsti  dalla

 

normativa vigente in materia. 

 

    3. Per la tipologia «riserva» e per quelle  recanti  la  menzione

 

«vigna» sono consentite soltanto bottiglie di vetro aventi  forma  ed

 

abbigliamento consoni ai caratteri dei vini  di  pregio,  con  volume

 

nominale fino a 6 litri e con chiusura a tappo di sughero raso bocca. 

 

 

 

PROPOSTA DI DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE 

 

DI ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA «CASTEL DDEL MONTE NERO  DI  TROIA

 

                              RISERVA» 

 

 

 

 

 

                             Articolo 1 

 

 

 

                       (denominazione e vini) 

 

 

 

    La denominazione di origine controllata e garantita  "Castel  del

 

Monte Nero di Troia Riserva" e' riservata al vino che  risponde  alle

 

condizioni ed ai requisiti stabiliti  nel  presente  disciplinare  di

 

produzione. 

 

 

 

                             Articolo 2 

 

 

 

 

 

                         (base ampelografia) 

 

 

 

    Il vino  a  denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

"Castel del Monte Nero di Troia Riserva" deve essere ottenuto da  uve

 

prodotte  dai  vigneti  aventi  nell'ambito  aziendale,  la  seguente

 

composizione ampelografica: 

 

    Nero di Troia minimo 90%; 

 

    Possono concorrere alla produzione  di  detto  vino,  da  sole  o

 

congiuntamente, nella misura massima del 10%, anche le uve  di  altri

 

vitigni a bacca nera non aromatici, idonei  alla  coltivazione  nella

 

regione Puglia per la zona di produzione omogenea "Murgia Centrale" -

 

iscritti nel registro nazionale delle varieta' di  vite  per  uve  da

 

vino approvato, con D.M. 7 maggio  2004,  pubblicato  nella  Gazzetta

 

Ufficiale n. 242 del 14 ottobre 2004, e da ultimo aggiornato con D.M.

 

22 aprile 2011. 

 

 

 

                             Articolo 3 

 

 

 

 

 

                   (zona di produzione delle uve) 

 

 

 

    La zona di produzione delle uve atte alla produzione del  vino  a

 

denominazione di origine controllata e garantita  "Castel  del  Monte

 

Nero di Troia Riserva" comprende il territorio comunale di  Minervino

 

Murge e in parte i territori comunali di Andria, Corato, Trani, Ruvo,

 

Terlizzi, Bitonto, Palo del Colle e Toritto e  completamente  l'isola

 

amministrativa D'Ameli del comune di Binetto. 

 

    Tale zona e' cosi' delimitata: dal punto d'incontro  dei  confini

 

comunali di Minervino Murge, Andria e Canosa di Puglia  (q.  234)  la

 

linea di delimitazione segue verso nord-est il confine  comunale  tra

 

Andria e Canosa fino a q. 159. Prosegue verso est lungo la strada che

 

conduce ad Andria (via vecchia Canosa-Andria), raggiunge Andria e  ne

 

costeggia a sud il centro abitato seguendo la stessa  strada  fino  a

 

raggiungere a q. 162  la  strada  provinciale  231  (ex  S.S.  n.  98

 

Andriese-Coratina) che segue  in  direzione  sud-est;  attraversa  il

 

centro abitato di Corato e al km 49 (Madonna delle Grazie)  segue  la

 

strada vicinale (via vecchia Corato-Terlizzi) e  raggiunge  l'abitato

 

di Terlizzi passando per le quote 231, 232, 227, 215, 207, 208,  201,

 

188, 187 e 182. 

 

    All'altezza della q. 182 si immette  nella  circonvallazione  che

 

passa a sud dell'abitato di Terlizzi, fino a  raggiungere  nuovamente

 

la strada provinciale 231 (ex  S.S.  n.  98  Andriese-Coratina),  che

 

segue fino alla  grande  circonvallazione  di  Bitonto;  percorre  la

 

medesima fino alla strada provinciale Bitonto-Palo del Colle;  quindi

 

prosegue, verso sud, lungo tale strada, supera Palo del Colle,  e  si

 

immette nella strada statale n. 96 che segue verso sud, fino  al  suo

 

incrocio con il confine tra i territori di Toritto e Grumo  (contrada

 

dei Gendarmi). Da questo punto segue, verso  ovest,  il  confine  del

 

territorio di Toritto e poi  i  confini  meridionali  del  comune  di

 

Toritto, di Bitonto, sino alla Murgia Lama Rosa (q. 485), di Ruvo  di

 

Puglia, fino alla localita' Il Feltro (q. 631) e quello del comune di

 

Andria sempre in direzione ovest; sino all'incrocio di questi con  il

 

confine di Minervino Murge in prossimita' della masseria Ciminiero di

 

Gioia. Seguendo infine il confine  occidentale  di  Minervino  Murge,

 

raggiunge il punto di incontro dei confini  comunali  tra  Minervino,

 

Andria e Canosa di Puglia, punto di partenza della delimitazione. 

 

 

 

                             Articolo 4 

 

 

 

 

 

                     (norme per la viticoltura) 

 

 

 

    Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati  alla

 

produzione del vino "Castel del Monte Nero di Troia  Riserva"  devono

 

essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte  a  conferire

 

alle  uve  e  ai  vini  derivati  le  specifiche  caratteristiche  di

 

qualita'. 

 

    Per i nuovi impianti e reimpianti sono consentite  esclusivamente

 

le forme di coltivazione ad alberello e  contro  spalliera;  i  sesti

 

d'impianto e i sistemi di potatura devono essere quelli  generalmente

 

usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e

 

dei vini. 

 

    E' vietata ogni pratica di forzatura. 

 

    E' consentita l'irrigazione di soccorso. 

 

    I nuovi impianti  ed  i  reimpianti,  realizzati  successivamente

 

all'entrata  in  vigore  del  presente  disciplinare,  devono  essere

 

realizzati con almeno 4.000 viti per ettaro. 

 

    La produzione massima di uva ammessa per la produzione del vino a

 

denominazione di origine controllata e garantita  "Castel  del  Monte

 

Nero di Troia Riserva" non deve essere superiore a tonnellate 10  per

 

ettaro di vigneto in coltura specializzata. 

 

    La produzione, anche in annate eccezionalmente favorevoli, dovra'

 

essere riportata al limite di cui sopra, purche'  la  produzione  non

 

superi del 20% il limite medesimo, fermo restando il limite  di  resa

 

uva/vino per i quantitativi di cui trattasi. 

 

    Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al  vino  a

 

denominazione di origine controllata e garantita  "Castel  del  Monte

 

Nero di Troia Riserva"  un  titolo  alcolometrico  volumico  naturale

 

minimo di 12%. 

 

 

 

                             Articolo 5 

 

 

 

 

 

                    (norme per la vinificazione) 

 

 

 

    Le operazioni di vinificazione, di maturazione, invecchiamento  e

 

di imbottigliamento del vino a denominazione di origine controllata e

 

garantita "Castel del Monte Nero  di  Troia  Riserva"  devono  essere

 

effettuate nell'interno  della  zona  di  produzione  delimitata  dal

 

precedente articolo 3. 

 

    La resa massima dell'uva in vino non  deve  essere  superiore  al

 

70%. 

 

    Qualora la resa superi la  percentuale  sopra  indicata,  ma  non

 

oltre il 75% l'eccedenza non  avra'  diritto  alla  denominazione  di

 

origine controllata  e  garantita,  oltre  detto  limite  percentuale

 

decade  il  diritto  alla  denominazione  di  origine  controllata  e

 

garantita per tutto il prodotto. 

 

    Il vino  a  denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

"Castel del Monte Nero di Troia  Riserva"  prima  dell'immissione  al

 

consumo deve  essere  sottoposto  ad  un  periodo  di  invecchiamento

 

obbligatorio di almeno due anni  di  cui  almeno  uno  in  legno.  Il

 

periodo  d'invecchiamento  decorre  dal  1°  novembre  dell'anno   di

 

produzione delle uve. 

 

    Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche  enologiche

 

leali, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche. 

 

 

 

                             Articolo 6 

 

 

 

 

 

                    (caratteristiche al consumo) 

 

 

 

    Il vino  a  denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

"Castel del Monte Nero di Troia Riserva", all'atto dell'immissione al

 

consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche: 

 

      -   colore:   dal   rosso   rubino   al   rosso   granato   con

 

l'invecchiamento; 

 

      - odore: caratteristico, delicato; 

 

      - sapore: di corpo, armonico; 

 

      - titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13%; 

 

      - acidita' totale minima: 4,5 g/l; 

 

      - estratto non riduttore minimo: 26 g/l; 

 

      - zucchero riduttore residuo non superiore a 10 g/l. 

 

    E' facolta' del Ministero delle politiche agricole, alimentari  e

 

forestali modificare, con proprio decreto, i  limiti  sopra  indicati

 

per l'acidita' totale e l'estratto non riduttore minimo. 

 

 

 

                             Articolo 7 

 

 

 

 

 

                   (etichettatura e presentazione) 

 

 

 

    Nella etichettatura e presentazione dei vini a  denominazione  di

 

origine controllata e garantita  "Castel  del  Monte  Nero  di  Troia

 

Riserva", e' vietata l'aggiunta di qualsiasi  qualificazione  diversa

 

da quelle previste dal presente disciplinare compresi gli  aggettivi:

 

"extra", "fine",  "scelto",  "selezionato",  "vecchio",  e  simili  o

 

similari. 

 

    E' tuttavia consentito,  nel  rispetto  delle  normative  vigenti

 

l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali

 

e marchi privati non aventi significato  laudativo  e  non  idonei  a

 

trarre in inganno l'acquirente. 

 

    E' consentito,  altresi',  l'uso  di  indicazioni  geografiche  e

 

toponomastiche che facciano riferimento  a  comuni,  frazioni,  aree,

 

fattorie e localita' comprese nella zona  delimitata  nel  precedente

 

articolo 3 - cosi' come identificate e delimitate nell'elenco di  cui

 

all'allegato 1 del presente disciplinare  di  produzione  -  e  dalle

 

quali effettivamente provengono  dalle  uve  da  cui  il  vino  cosi'

 

qualificato e' stato ottenuto nel rispetto della normativa vigente. 

 

    La menzione "vigna" seguita dal relativo toponimo e'  consentita,

 

alle  condizioni  previste  dalla  normativa  vigente  per  tutte  le

 

tipologie dei vini indicate all'articolo 1. 

 

    Per il vino a denominazione di origine  controllata  e  garantita

 

"Castel del Monte Nero di Troia Riserva" e' obbligatoria, su tutti  i

 

recipienti,  l'indicazione  dell'annata  di  produzione   delle   uve

 

eventualmente preceduta dalla menzione "vendemmia". 

 

 

 

                             Articolo 8 

 

 

 

 

 

                          (confezionamento) 

 

 

 

    Il vino  a  denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

"Castel   del   Monte   Nero   di   Troia   Riserva",   deve   essere

 

commercializzato esclusivamente in bottiglie di  vetro  di  capacita'

 

non superiore a litri 6 e chiuse esclusivamente con tappo raso bocca.

 

Sono vietati il confezionamento  e  l'abbigliamento  delle  bottiglie

 

comunque non consone al prestigio del vino. 

 

LISTA POSITIVA DELLE INDICAZIONI  GEOGRAFICHE  E/O  TOPONIMI  PER  LA

 

  DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA  «CASTEL DEL MONTE

 

  NERO DI TROIA RISERVA». 

 

    1) Tafuri, Agro di Andria; 

 

    2) Torre di Bocca, Agro di Andria; 

 

    3) San Domenico, Agro di Andria; 

 

    4) San Vittore, Agro di Andria; 

 

    5) Quadrone, Agro di Andria; 

 

    6) Zagaria, Agro di Andria; 

 

    7) Bagnoli, Agro di Corato e Agro di Andria; 

 

    8) Zecchiniello, Agro di Corato; 

 

    9) Piano Mangieri, Agro di Corato; 

 

    10) San Magno, Agro di Corato; 

 

    11) Sansanello, Agro di Corato; 

 

    12) Pedale, Agro di Corato; 

 

    13) Pezza Piana, Agro di Corato; 

 

    14) Pezza Regina, Agro di Corato; 

 

    15) San Giuseppe, Agro di Corato; 

 

    16) Bosco Comunale, Agro di Corato; 

 

    17) La Difesa, Agro di Corato; 

 

    18) Torrevento, Agro di Corato; 

 

    19) La Murgetta, Agro di Corato; 

 

    20) La Cacchiola, Agro di Corato; 

 

    21) Monte Castigliola, Agro di Corato; 

 

    22) Santa Lucia, Agro di Corato; 

 

    23) Calendano, Agro di Corato e Agro di Ruvo di Puglia; 

 

    24) Pantano, Agro di Ruvo di Puglia; 

 

    25) Le Carrare, Agro di Ruvo di Puglia; 

 

    26) Torre Quadra, Agro di Ruvo di Puglia; 

 

    27) Torre del Monte, Agro di Ruvo di Puglia; 

 

    28) Bosco Scoparello, Agro di Ruvo di Puglia; 

 

    29) Le Matine, Agro di Ruvo di Puglia, Agro di Bitonto e Agro  di

 

Binetto; 

 

    30) Lama di Carro, Agro di Andria; 

 

    31) Pozzo Sorgente, Agro di Andria; 

 

    32) Rivera, Agro di Andria; 

 

    33) Petrone, Agro di Andria. 

 

 

 

Proposta di disciplinare di produzione del vino  a  denominazione  di

 

     origine controllata «Tavoliere delle Puglie» o «Tavoliere» 

 

 

 

 

 

                             Articolo 1 

 

 

 

                       (denominazione e vini) 

 

 

 

    La denominazione di origine controllata "Tavoliere delle  Puglie"

 

o "Tavoliere" e' riservata ai vini che rispondono alle  condizioni  e

 

requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione  per  le

 

seguenti tipologie: 

 

      - "Rosso", anche Riserva e Rosato 

 

      - "Nero di Troia", anche Riserva 

 

 

 

                             Articolo 2 

 

 

 

 

 

                         (base ampelografia) 

 

 

 

    I vini a denominazione di origine  controllata  "Tavoliere  delle

 

Puglie" o "Tavoliere" devono essere ottenuti  dalle  uve  provenienti

 

dai vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la  seguente  composizione

 

ampelografia: 

 

      "Tavoliere delle Puglie" o "Tavoliere" Rosso  anche  Riserva  e

 

Rosato: Nero di Troia per almeno il 65  %.  Possono  concorrere  alla

 

produzione di detti vini, da  sole  o  congiuntamente,  nella  misura

 

massima del 35%, anche le uve di  altri  vitigni  a  bacca  nera  non

 

aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Puglia per la  zona

 

di produzione omogenea "Capitanata" e "Murgia  Centrale"  -  iscritti

 

nel registro nazionale  delle  varieta'  di  vite  per  uve  da  vino

 

approvato,  con  D.M.  7  maggio  2004,  pubblicato  nella   Gazzetta

 

Ufficiale n. 242 del 14 ottobre 2004, e da ultimo aggiornato con D.M.

 

22 aprile 2011. 

 

      "Tavoliere delle Puglie" o  "Tavoliere"  Nero  di  Troia  anche

 

Riserva: Nero di Troia per almeno il 90 % . Possono  concorrere  alla

 

produzione di detto vino, da sole o congiuntamente, le uve  di  altri

 

vitigni a bacca nera, non  aromatici,  idonei  alla  coltivazione  in

 

Puglia per la zona di  produzione  omogenea  "Capitanata"  e  "Murgia

 

Centrale" nella misura massima del 10 % come sopra identificati. 

 

 

 

                             Articolo 3 

 

 

 

 

 

                   (zona di produzione delle uve) 

 

 

 

    La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei  vini  a

 

denominazione di  origine  controllata  "Tavoliere  delle  Puglie"  o

 

"Tavoliere" comprende tutto il territorio amministrativo dei seguenti

 

comuni della provincia di Foggia: Lucera, Troia,  Torremaggiore,  San

 

Severo, S.  Paolo  Civitate,  Apricena,  Foggia,  Orsara  di  Puglia,

 

Bovino,    Ascoli    Satriano,    Ortanova,     Ordona,     Stornara,

 

Stornarella,Cerignola, e dei seguenti comuni  della  provincia  della

 

BAT: Trinitapoli, S. Ferdinando di Puglia e Barletta. 

 

 

 

                             Articolo 4 

 

 

 

 

 

                     (norme per la viticoltura) 

 

 

 

    Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati  alla

 

produzione dei vini a denominazione di origine controllata "Tavoliere

 

delle Puglie" o  "Tavoliere"  devono  essere  quelle  della  zona  di

 

produzione e comunque atte a conferire alle uve e ai vini derivati le

 

specifiche caratteristiche di qualita'. 

 

    Sono pertanto da considerarsi idonei i terreni  bene  esposti  ad

 

esclusione di quelli ad alta dotazione idrica. 

 

    La densita' di impianto per i nuovi vigneti e  per  i  reimpianti

 

non potra' essere inferiore a  3.500  ceppi  per  ettaro  in  coltura

 

specializzata. 

 

    Per i  vigneti  piantati  prima  dell'approvazione  del  presente

 

disciplinare sono ammesse le densita' reali e tradizionali delle zone

 

di produzione. 

 

    Le forme di allevamento consentite sono quelle generalmente usate

 

nella zona, ossia l'alberello e le  spalliere  tenute  a  guyot  e  a

 

cordone  speronato,  o  comunque  forme  atte  a  non  modificare  le

 

caratteristiche  delle  uve  e  dei  vini.  Solo  per  gli   impianti

 

preesistenti sono ammesse le forme di allevamento gia' in  uso  nella

 

zona, il tendone e la pergola  pugliese,  con  i  sesti  di  impianto

 

adeguati a tali forme di allevamento gia' esistenti. 

 

    E' consentita l'irrigazione esclusivamente in forma di  soccorso.

 

E' vietata ogni pratica di forzatura. 

 

    Le rese massime di uva per ettaro in coltura specializzata per la

 

produzione dei vini di cui  all'art.  1  ed  i  titoli  alcolometrici

 

minimi delle relative uve destinate alla vinificazione, devono essere

 

rispettivamente le seguenti: 

 

 

 

    

 

 

 

------------------------------------------------------------------

 

Tipologia      Produzione   Titolo alcolometrico volumico naturale

 

                uva t /h                    minimo

 

------------------------------------------------------------------

 

Rosso             15,0                      12,00

 

------------------------------------------------------------------

 

Rosato            16,0                      11,50

 

------------------------------------------------------------------

 

Nero di

 

Troia             14,0                      12,50

 

------------------------------------------------------------------

 

 

 

    

 

 

 

    A detti limiti, anche in annate  eccezionalmente  favorevoli,  le

 

rese dovranno essere riportate, purche' la produzione non superi  del

 

20% i limiti medesimi. Oltre detti limiti, tutta  la  produzione  non

 

avra' diritto alla denominazione di  origine  controllata  "Tavoliere

 

delle Puglie" o "Tavoliere". La Regione Puglia, con proprio  decreto,

 

sentiti i  Consorzi  di  tutela  e  le  Organizzazioni  di  categoria

 

interessate,   tenuto   conto   delle   condizioni   ambientali,   di

 

coltivazione e di  mercato,  puo'  stabilire  un  limite  massimo  di

 

produzione di uva rivendicabile per ettaro inferiore a quello fissato

 

dal  presente  disciplinare,  dandone  immediata   comunicazione   al

 

competente Organismo di controllo. 

 

 

 

                             Articolo 5 

 

 

 

 

 

                    (norme per la vinificazione) 

 

 

 

    Le operazioni di  vinificazione,  ivi  compreso  l'invecchiamento

 

obbligatorio devono  essere  effettuate  all'interno  della  zona  di

 

produzione di cui all'Articolo 3 e'  tuttavia  consentito  che  dette

 

operazioni siano effettuate anche nell'ambito dei  comuni  confinanti

 

alla zona come sopra delimitata. 

 

    Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche  enologiche

 

leali e  costanti,  atte  a  conferire  ai  vini  le  loro  peculiari

 

caratteristiche. 

 

    La resa massima dell'uva in vino, compresa  l'eventuale  aggiunta

 

correttiva, per tutte le tipologie non deve essere superiore al 70%. 

 

    Qualora tale resa superi il limite massimo  sopra  riportato,  ma

 

non oltre il 75%, l'eccedenza non ha diritto  alla  denominazione  di

 

origine ma potra' essere destinata, qualora  sussistono  i  requisiti

 

alla  produzione  di  vini  ad  indicazione  geografica   nell'ambito

 

geografico delimitato.  Oltre  detto  limite  percentuale  decade  il

 

diritto alla  denominazione  di  origine  controllata  per  tutto  il

 

prodotto. 

 

    Per tutte le tipologie, e' ammessa colmatura con un  massimo  del

 

5% di altri vini  anche  di  altre  annate,  dello  stesso  colore  e

 

varieta', aventi diritto alla denominazione  di  origine  controllata

 

"Tavoliere delle Puglie" o "Tavoliere". 

 

    E' consentito l'arricchimento, nei limiti stabiliti  dalle  norme

 

comunitarie e nazionali con mosti concentrati  ottenuti  da  uve  dei

 

vigneti iscritti allo Schedario viticolo della  stessa  denominazione

 

di origine controllata oppure con mosto concentrato rettificato  o  a

 

mezzo di concentrazione a freddo o altre tecnologie consentite. 

 

    E'  inoltre  consentita  la  dolcificazione  secondo  la  vigente

 

normativa comunitaria e nazionale. 

 

    Il vino a denominazione di origine controllata  "Tavoliere  delle

 

Puglie"  o  "Tavoliere"  Rosso  Riserva,  prima  dell'immissione   al

 

consumo, deve essere  sottoposto  ad  un  periodo  di  invecchiamento

 

obbligatorio di almeno 2 anni di cui almeno 8 mesi in botti di legno,

 

a decorrere dal 1° novembre dell'annata di produzione delle uve. 

 

    Il vino a denominazione di origine controllata  "Tavoliere  delle

 

Puglie" o "Tavoliere" Nero di Troia Riserva, prima dell'immissione al

 

consumo deve  essere  sottoposto  ad  un  periodo  di  invecchiamento

 

obbligatorio di almeno 2 anni di cui almeno 8 mesi in botti di legno,

 

a decorrere dal 1° novembre dell'annata di produzione delle uve. 

 

 

 

                             Articolo 6 

 

 

 

 

 

                    (caratteristiche al consumo) 

 

 

 

    I vini di cui all'articolo 1, all'atto dell'immissione al consumo

 

devono rispondere alle seguenti caratteristiche: 

 

"Tavoliere delle Puglie" o "Tavoliere" Rosso: 

 

    - colore: rosso rubino piu' o meno intenso talvolta con  riflessi

 

tendenti al granato; 

 

    - odore: caratteristico, intenso, fruttato; 

 

    - sapore: secco o abboccato, caratteristico; 

 

    - titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00 %; 

 

    - acidita' totale minima: 4,5 g/l; 

 

    - estratto non riduttore minimo : 22 g/l; 

 

    - zucchero riduttore residuo non superiore a 9 g/l. 

 

"Tavoliere delle Puglie" o "Tavoliere" Rosato: 

 

    - colore: rosato piu' o meno intenso con l' invecchiamento; 

 

    - odore: delicato, fruttato; 

 

    - sapore: secco o abboccato, caratteristico; 

 

    - titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50 %; 

 

    - acidita' totale minima: 4,5 g/l; 

 

    - estratto non riduttore minimo : 19 g/l. 

 

    - zucchero riduttore residuo non superiore a 9 g/l. 

 

"Tavoliere delle Puglie" o "Tavoliere" Rosso Riserva: 

 

    - colore: rosso rubino piu' o meno intenso talvolta con  riflessi

 

granato con l' invecchiamento; 

 

    - odore: delicato, caratteristico; 

 

    - sapore: secco o abboccato, di corpo, caratteristico; 

 

    - titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50%; 

 

    - acidita' totale minima : 4,5 g/l 

 

    - estratto non riduttore minimo: 23 g/l 

 

    - zucchero riduttore residuo non superiore a 9 g/l. 

 

"Tavoliere delle Puglie" o "Tavoliere" Nero di Troia: 

 

    - colore: rosso rubino piu' o meno intenso con eventuali riflessi

 

tendenti al granato; 

 

    - odore: caratteristico, intenso e fruttato; 

 

    - sapore: secco o abboccato, armonico ; 

 

    - titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50 %; 

 

    - acidita' totale minima: 4,5 g/l; 

 

    - estratto non riduttore minimo: 22 g/l 

 

    -  zucchero riduttore residuo non superiore a 9 g/l. 

 

"Tavoliere delle Puglie" o "Tavoliere" Nero di Troia Riserva: 

 

    - colore: rosso rubino piu' o meno intenso talvolta con  riflessi

 

granato, con l'invecchiamento; 

 

    - odore: delicato, caratteristico; 

 

    - sapore: secco o abboccato, caratteristico; 

 

    - titolo alcolometrico volumico totale minimo:13,00%; 

 

    - acidita' totale minima: 4,5 g/l 

 

    - estratto non riduttore minimo: 24 g/l 

 

    - zucchero riduttore residuo non superiore a 9 g/l. 

 

    E' facolta' del Ministero delle politiche agricole  alimentari  e

 

forestali modificare, con proprio  decreto,  i  limiti  minimi  sopra

 

indicati per l'acidita' totale e l'estratto non riduttore minimo. 

 

 

 

                             Articolo 7 

 

 

 

 

 

                   (etichettatura e presentazione) 

 

 

 

    Ai vini di cui all'Articolo 1, e' vietata l'aggiunta di qualsiasi

 

qualificazione aggiuntiva diversa da  quelle  previste  nel  presente

 

disciplinare di  produzione,  ivi  compresi  gli  aggettivi  "extra",

 

"fine", "scelto", "selezionato" e similari. 

 

    E'  tuttavia  consentito  l'uso  di  indicazioni   che   facciano

 

riferimento a  nomi,  ragioni  sociali,  marchi  privati  non  aventi

 

significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente. 

 

    E' consentito,  altresi',  l'uso  di  indicazioni  geografiche  e

 

toponomastiche che facciano riferimento a comuni,  frazioni  ,  aree,

 

fattorie e localita' comprese nella zona  delimitata  nel  precedente

 

Articolo 3 - cosi' come identificate e delimitate nell'elenco di  cui

 

all'Allegato 1 del presente disciplinare  di  produzione  -  e  dalle

 

quali effettivamente provengono  dalle  uve  da  cui  il  vino  cosi'

 

qualificato e' stato ottenuto nel rispetto della normativa vigente. 

 

    La menzione "vigna" seguita dal relativo toponimo e'  consentita,

 

alle  condizioni  previste  dalla  normativa  vigente  per  tutte  le

 

tipologie dei vini indicate all'Articolo 1. 

 

    Le  indicazioni  tendenti  a  specificare  l'attivita'   agricola

 

dell'imbottigliatore quali: viticoltore,  fattoria,  tenuta,  podere,

 

cascina ed  altri  termini  similari,  sono  consentite  dalle  norme

 

comunitarie e nazionali in materia, oltre alle menzioni tradizionali,

 

del modo di elaborazione e altre, purche' pertinenti ai vini  di  cui

 

all'Articolo 1. 

 

    Nell'etichettatura  dei   vini   a   denominazione   di   origine

 

controllata "Tavoliere delle Puglie" o  "Tavoliere"  e'  obbligatoria

 

l'indicazione dell'annata di produzione delle uve. 

 

 

 

                             Articolo 8 

 

 

 

 

 

                          (confezionamento) 

 

 

 

    I vini a denominazione di origine  controllata  "Tavoliere  delle

 

Puglie" o "Tavoliere", possono essere confezionati  in  bottiglie  di

 

vetro con capacita' da litri 0,250 a litri 9, ad esclusione di dame e

 

damigiane. Sono consentiti tutti i sistemi di chiusura previsti dalla

 

normativa vigente, ad esclusione del tappo a  corona.  E'  consentito

 

l'uso del tappo in vetro. 

 

    E' altresi' consentito l'uso di contenitori alternativi al  vetro

 

tipo "bag in box",  costituiti  da  un  otre  in  materiale  plastico

 

pluristrato idoneo all'uso alimentare, racchiuso in un  involucro  di

 

cartone o altro materiale rigido, di capacita' non superiore a  litri

 

3. 

 

    I vini di cui all'articolo recanti la menzione "Riserva",  devono

 

essere confezionati solo in bottiglie di vetro, ad esclusione di dame

 

e damigiane, della capacita' da litri 0,375 a litri 9  e  chiuse  con

 

tappo di sughero raso bocca. 

 

 

 

        

 

      

 

                                                           Allegato 1 

 

 

 

LISTA POSITIVA DELLE INDICAZIONI  GEOGRAFICHE  E/O  TOPONIMI  PER  LA

 

  DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA  «TAVOLIERE  DELLE  PUGLIE»  O

 

  «TAVOLIERE». 

 

 

 

    1) Valle Scodella 

 

    2) Valleverde 

 

    3) Mortellino 

 

    4) Posta Crusta 

 

    5) Vigna Cenerata 

 

    6) Montecigliano 

 

    7) Cuparoni 

 

    8) Terra dei Bisi 

 

    9) Quarto 

 

    10) I Parioni 

 

    11) Coppa Malva 

 

    12) Terra di Corte 

 

    13) Quadrone delle Vigne Agro di Foggia; 

 

    14) Santa Chiara Agro di Foggia; 

 

    15) Marchesa Agro di Lucera; 

 

    16) Masseria Celentano Agro di Lucera; 

 

    17) Guado San Leo Agro di San Severo; 

 

    18) Tenuta Coppanetta Agro di San Severo; 

 

    19) Incoronata Agro di Foggia; 

 

    20) Posta Uccello Agro di Cerignola; 

 

    21) Risicata Agro di Cerignola; 

 

    22) Torre Alemanna Agro di Cerignola; 

 

    23) Tenuta Capaccio Agro di Orsara. 

 

 

 

        

 

PROPOSTA DI DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE

 

  CONTROLLATA E GARANTITA «CASTEL DEL MONTE ROSSO RISERVA» 

 

 

 

                               Art. 1. 

 

 

 

 

 

                        Denominazione e vini 

 

 

 

    La denominazione di origine controllata e garantita  «Castel  del

 

Monte  Rosso  Riserva»  e'  riservata  al  vino  che  risponde   alle

 

condizioni ed ai requisiti stabiliti  nel  presente  disciplinare  di

 

produzione. 

 

 

 

                               Art. 2. 

 

 

 

 

 

                         Base ampelografica 

 

 

 

    Il vino  a  denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

«Castel del Monte Rosso Riserva» deve essere ottenuto da uve prodotte

 

dai vigneti aventi nell'ambito aziendale,  la  seguente  composizione

 

ampelografia: 

 

      Nero di Troia minimo 65%. 

 

    Possono concorrere alla produzione  di  detto  vino,  da  sole  o

 

congiuntamente, nella misura massima del 10%, anche le uve  di  altri

 

vitigni a bacca nera non aromatici, idonei  alla  coltivazione  nella

 

regione Puglia per la zona di produzione omogenea «Murgia Centrale» -

 

iscritti nel registro nazionale delle varieta' di  vite  per  uve  da

 

vino approvato, con decreto ministeriale 7  maggio  2004,  pubblicato

 

nella Gazzetta Ufficiale n. 242 del 14  ottobre  2004,  e  da  ultimo

 

aggiornato con decreto ministeriale 22 aprile 2011. 

 

 

 

                               Art. 3. 

 

 

 

 

 

                    Zona di produzione delle uve 

 

 

 

    Le uve destinate alla produzione delle uve atte  alla  produzione

 

dei vini a denominazione di origine controllata e  garantita  «Castel

 

del  Monte  Rosso  Riserva»  comprende  il  territorio  comunale   di

 

Minervino Murge e in parte i territori comunali  di  Andria,  Corato,

 

Trani,  Ruvo,  Terlizzi,  Bitonto,  Palo  del  Colle  e   Toritto   e

 

completamente l'isola amministrativa D'Ameli del comune  di  Binetto.

 

Tale zona e' cosi' delimitata: 

 

    Dal punto d'incontro dei confini  comunali  di  Minervino  Murge,

 

Andria e Canosa di Puglia (q.234) la  linea  di  delimitazione  segue

 

verso nord-est il confine comunale tra Andria e Canosa fino a  q.159.

 

Prosegue verso est lungo la strada che conduce ad Andria (via vecchia

 

Canosa-Andria), raggiunge Andria e  ne  costeggia  a  sud  il  centro

 

abitato seguendo la stessa strada fino a  raggiungere  a  q.  162  la

 

strada provinciale 231 (ex S.S. n. 98 Andriese-Coratina) che segue in

 

direzione sud-est; attraversa il centro abitato di Corato e al km  49

 

(Madonna  delle  Grazie)  segue  la  strada  vicinale  (via   vecchia

 

Corato-Terlizzi) e raggiunge l'abitato di Terlizzi  passando  per  le

 

quote 231, 232,227,215,207,208,201,188,187 e 182. 

 

    All'altezza della q. 182 si immette  nella  circonvallazione  che

 

passa a sud dell'abitato di Terlizzi, fino a  raggiungere  nuovamente

 

la strada provinciale 231 (ex  S.S.  n.  98  Andriese-Coratina),  che

 

segue fino alla  grande  circonvallazione  di  Bitonto;  percorre  la

 

medesima fino alla strada provinciale Bitonto-Palo del Colle;  quindi

 

prosegue, verso sud, lungo tale strada, supera Palo del Colle,  e  si

 

immette nella strada statale n. 96 che segue verso sud, fino  al  suo

 

incrocio con il confine tra i territori di Toritto e Grumo  (contrada

 

dei Gendarmi). 

 

    Da questo punto segue, verso ovest, il confine del territorio  di

 

Toritto e poi  i  confini  meridionali  del  comune  di  Toritto,  di

 

Bitonto, sino alla Murgia Lama Rosa (q.485), di Ruvo di Puglia,  fino

 

alla localita' Il Feltro (q.631) e quello del comune di Andria sempre

 

in direzione ovest; sino all'incrocio di questi  con  il  confine  di

 

Minervino Murge in prossimita' della  masseria  Ciminiero  di  Gioia.

 

Seguendo infine il confine occidentale di Minervino Murge,  raggiunge

 

il punto di incontro dei confini comunali  tra  Minervino,  Andria  e

 

Canosa di Puglia, punto di partenza della delimitazione. 

 

 

 

                               Art. 4. 

 

 

 

 

 

                      Norme per la viticoltura 

 

 

 

    Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati  alla

 

produzione del vino «Castel del Monte Rosso  Riserva»  devono  essere

 

quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve

 

e ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualita'. 

 

    Per i nuovi impianti e reimpianti sono consentite  esclusivamente

 

le forme di coltivazione ad alberello e controspalliera, fatti  salvi

 

i  diritti  acquisiti  per  altre  forme  di  allevamento;  i   sesti

 

d'impianto e i sistemi di potatura devono essere quelli  generalmente

 

usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e

 

dei vini. 

 

    E' vietata ogni pratica di forzatura. 

 

    E' consentita l'irrigazione di soccorso. 

 

    I nuovi impianti  ed  i  reimpianti,  realizzati  successivamente

 

all'entrata  in  vigore  del  presente  disciplinare,  devono  essere

 

realizzati con almeno 4.000 viti per ettaro. 

 

    La produzione massima di uva ammessa per la produzione dei vini a

 

denominazione di origine controllata e garantita  «Castel  del  Monte

 

Rosso Riserva» non deve essere superiore a tonnellate 10  per  ettaro

 

di vigneto in coltura specializzata. 

 

    La produzione, anche in annate eccezionalmente favorevoli, dovra'

 

essere riportata al limite di cui sopra, purche'  la  produzione  non

 

superi del 20% il limite medesimo, fermo restando il limite  di  resa

 

uva/vino per i quantitativi di cui trattasi. 

 

    Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al  vino  a

 

denominazione di origine controllata e garantita  «Castel  del  Monte

 

Rosso Riserva» un titolo alcolometrico volumico  naturale  minimo  di

 

12%. 

 

 

 

                               Art. 5. 

 

 

 

 

 

                     Norme per la vinificazione 

 

 

 

    Le operazioni di vinificazione, di maturazione, invecchiamento  e

 

di imbottigliamento del vino a denominazione di origine controllata e

 

garantita «Castel del Monte Rosso Riserva» devono  essere  effettuate

 

nell'interno della zona di produzione delimitata dal precedente  art.

 

3. 

 

    La resa massima dell'uva in vino non  deve  essere  superiore  al

 

70%. 

 

    Qualora la resa superi la  percentuale  sopra  indicata,  ma  non

 

oltre il 75% l'eccedenza non  avra'  diritto  alla  denominazione  di

 

origine controllata  e  garantita,  oltre  detto  limite  percentuale

 

decade  il  diritto  alla  denominazione  di  origine  controllata  e

 

garantita per tutto il prodotto. 

 

    Il vino  a  denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

«Castel del Monte Rosso Riserva», prima  dell'immissione  al  consumo

 

deve essere sottoposto ad un periodo di  invecchiamento  obbligatorio

 

di  almeno  due  anni  di  cui  almeno  uno  in  legno.  Il   periodo

 

d'invecchiamento decorre dal  1°  novembre  dell'anno  di  produzione

 

delle uve. 

 

    Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche  enologiche

 

leali, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche. 

 

 

 

                               Art. 6. 

 

 

 

 

 

                     Caratteristiche al consumo 

 

 

 

    Il vino  a  denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

«Castel  del  Monte  Rosso  Riserva»,  all'atto  dell'immissione   al

 

consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche: 

 

      colore: dal rosso rubino al rosso granato con l'invecchiamento; 

 

      odore: caratteristico, fine; 

 

      sapore: di corpo, armonico; 

 

      titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13%; 

 

      acidita' totale minima: 4,5 g/l; 

 

      estratto non riduttore minimo 26 g/l; 

 

      zucchero riduttore residuo non superiore a 10 g/l. 

 

    E' facolta' del Ministero delle politiche agricole, alimentari  e

 

forestali modificare, con proprio decreto, i  limiti  sopra  indicati

 

per l'acidita' totale e l'estratto non riduttore minimo. 

 

 

 

                               Art. 7. 

 

 

 

 

 

                    Etichettatura e presentazione 

 

 

 

    Nella etichettatura e presentazione dei vini a  denominazione  di

 

origine controllata e garantita «Castel del Monte Rosso Riserva»,  e'

 

vietata l'aggiunta di  qualsiasi  qualificazione  diversa  da  quelle

 

previste dal presente disciplinare compresi gli  aggettivi:  «extra»,

 

«fine», «scelto», «selezionato», «vecchio», e simili o similari. 

 

    E' tuttavia consentito,  nel  rispetto  delle  normative  vigenti

 

l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali

 

e marchi privati non aventi significato  laudativo  e  non  idonei  a

 

trarre in inganno l'acquirente. 

 

    E' consentito,  altresi',  l'uso  di  indicazioni  geografiche  e

 

toponomastiche che facciano riferimenti  a  comuni,  frazioni,  aree,

 

fattorie e localita' comprese nella zona  delimitata  nel  precedente

 

art. 3 - cosi' come identificate  e  delimitate  nell'elenco  di  cui

 

all'allegato 1 del presente disciplinare  di  produzione  -  e  dalle

 

quali effettivamente provengono  dalle  uve  da  cui  il  vino  cosi'

 

qualificato e' stato ottenuto nel rispetto della normativa vigente. 

 

    La menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo e'  consentita,

 

alle  condizioni  previste  dalla  normativa  vigente  per  tutte  le

 

tipologie dei vini indicate all'art. 1. 

 

    Per il vino a denominazione di origine  controllata  e  garantita

 

«Castel  del  Monte  Rosso  Riserva»  e'  obbligatoria,  su  tutti  i

 

recipienti,  l'indicazione  dell'annata  di  produzione   delle   uve

 

eventualmente preceduta dalla menzione «vendemmia». 

 

 

 

                               Art. 8. 

 

 

 

 

 

                           Confezionamento 

 

 

 

    Il vino  a  denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

«Castel  del  Monte  Rosso  Riserva»,  deve  essere  commercializzato

 

esclusivamente in bottiglie di vetro di  capacita'  non  superiore  a

 

litri 6 e chiuse esclusivamente con tappo raso bocca. Sono vietati il

 

confezionamento  e  l'abbigliamento  delle  bottiglie  comunque   non

 

consone al prestigio del vino. 

 

Lista positiva delle indicazioni  geografiche  e/o  toponimi  per  la

 

  denominazione di origine controllata e garantita «Castel del  Monte

 

  Rosso Riserva» 

 

    1) Tafuri, Agro di Andria; 

 

    2) Torre di Bocca, Agro di Andria; 

 

    3) San Domenico, Agro di Andria; 

 

    4) San Vittore, Agro di Andria; 

 

    5) Quadrone, Agro di Andria; 

 

    6) Zagaria, Agro di Andria; 

 

    7) Bagnoli, Agro di Corato e Agro di Andria, 

 

    8) Zecchiniello, Agro di Corato 

 

    9) Piano Mangieri, Agro di Corato 

 

    10) San Magno, Agro di Corato; 

 

    11) Sansanello, Agro di Corato; 

 

    12) Pedale, Agro di Corato; 

 

    13) Pezza Piana, Agro di Corato 

 

    14) Pezza Regina, Agro di Corato 

 

    15) San Giuseppe, Agro di Corato 

 

    16) Bosco Comunale, Agro di Corato; 

 

    17) La Difesa, Agro di Corato; 

 

    18) Torrevento, Agro di Corato 

 

    19) La Murgetta, Agro di Corato 

 

    20) La Cacchiola, Agro di Corato 

 

    21) Monte Castigliola, Agro di Corato 

 

    22) Santa Lucia, Agro di Corato; 

 

    23) Calendano, Agro di Corato e Agro di Ruvo di Puglia; 

 

    24) Pantano, Agro di Ruvo di Puglia; 

 

    25) Le Carrare, Agro di Ruvo di Puglia; 

 

    26) Torre Quadra, Agro di Ruvo di Puglia; 

 

    27) Torre del Monte, Agro di Ruvo di Puglia; 

 

    28) Bosco Scoparello, Agro di Ruvo di Puglia; 

 

    29) Le Matine, Agro di Ruvo di Puglia, Agro di Bitonto e Agro  di

 

Binetto; 

 

    30) Lama di Carro, Agro di Andria; 

 

    31) Pozzo Sorgente, Agro di Andria; 

 

    32) Rivera, Agro di Andria; 

 

    33) Petrone, Agro di Andria. 

 

 

 

PROPOSTA DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A  DENOMINAZIONE  DI

 

ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA «AGLIANICO DEL TABURNO» 

 

 

 

    Articolo 1 - Denominazione e vini 

 

    La denominazione di origine controllata  e  garantita  «Aglianico

 

del Taburno» gia' riconosciuta a denominazione di origine controllata

 

con DPR 29 ottobre 1986  e  sostituito  con  DM  2  agosto  1993,  e'

 

riservata ai vini che  rispondono  alle  condizioni  e  ai  requisiti

 

prescritti dal presente disciplinare di produzione  per  le  seguenti

 

tipologie: 

 

    1. Rosso 

 

    2. Rosso riserva o riserva 

 

    3. Rosato 

 

    Articolo 2 - Base ampelografica 

 

    2.1. I vini a denominazione di origine  controllata  e  garantita

 

«Aglianico del Taburno» devono essere ottenuti da uve provenienti  da

 

vigneti,  aventi  nell'ambito  aziendale,  la  seguente  composizione

 

ampelografica: 

 

    Aglianico del Taburno rosso, rosato,  rosso  riserva  o  riserva:

 

Aglianico, minimo 85 %; per la restante parte possono concorre  altri

 

vitigni a bacca nera, non  aromatici,  idonei  alla  coltivazione  in

 

provincia di Benevento, fino ad un massimo del 15 %. 

 

    Articolo 3 - Zona di raccolta uve 

 

    Le uve destinate alla produzione  dei  vini  a  denominazione  di

 

origine controllata e garantita «Aglianico del Taburno» devono essere

 

raccolte nella zona di produzione che comprende  l'intero  territorio

 

amministrativo dei comuni  di  Apollosa,  Bonea,  Campoli  del  Monte

 

Taburno, Castelpoto, Foglianise, Montesarchio, Paupisi,  Torrecuso  e

 

Ponte ed in parte il territorio dei  comuni  di  Benevento,  Cautano,

 

Vitulano e Tocco Caudio, tutti in provincia di Benevento. 

 

    Tale zona e' cosi' delimitata: partendo dal confine tra i  comuni

 

di Apollosa e Benevento e segnatamente al km  256  della  via  Appia,

 

strada statale n. 7, la linea di delimitazione segue  verso  nord  il

 

torrente Serretelle fino ad incrociare il fiume Calore. Segue  questo

 

confine  per  due  chilometri  circa  fino  ad  incontrare  la  linea

 

ferroviaria  Benevento  -  Caserta,  seguendola  verso  est  fino  ad

 

incrociare la s.s. n. 88 dei due Principati,  che  percorre  fino  al

 

confine del comune di Torrecuso a quota  248.  Segue  questo  confine

 

deviando ancora ad est al km 80 della stessa strada statale n.  88  e

 

prosegue sempre lungo il confine comunale verso ovest,  quasi  sempre

 

sulla direttrice, fino ad incontrare il confine del comune di  Ponte.

 

Segue detto confine comunale di Paupisi fino ad incontrare quello  di

 

Torrecuso a quota 720. Segue per un breve tratto il confine  comunale

 

di Torrecuso fino ad arrivare alla localita'  Monte  S.  Michele  nel

 

comune di Foglianise. Lungo lo stesso  confine  si  arriva,  poi,  al

 

torrente S. Menna, risalendo lo stesso fino  alla  localita'  Madonna

 

degli Angeli a quota 582, per un tratto di tre chilometri  confinante

 

con il comune di Vitulano. In localita' S. Giuseppe la  delimitazione

 

prosegue lungo la strada che collega casale Fuschi' di Sotto,  casale

 

Resi e casale Tammari, svoltando verso  sud  all'altezza  di  Fontana

 

Reale e segue il torrente del Palillo fino ad incrociare  il  confine

 

del comune di  Cautano.  Scendendo  ancora  verso  sud  la  linea  di

 

delimitazione attraversa la strada provinciale Vitulanese 1°  tronco,

 

a quota 291, si immette nel torrente  Ienca  e,  proseguendo  ancora,

 

arriva ad incrociare la strada comunale Luciarco a quota  282.  Segue

 

detta strada per un tratto di circa 10 chilometri fino ad  incrociare

 

il confine del comune di Campoli del Monte Taburno all'altezza  della

 

strada provinciale Vitulanese a quota 423. Arrivati a questo punto la

 

linea di delimitazione prosegue lungo i confini di Campoli del  Monte

 

Taburno fino a quota 502 per immettersi  poi  sulla  strada  comunale

 

Cesine del comune di Tocco Caudio, che viene percorsa per  un  tratto

 

fino ad incrociare la strada provinciale Friuni, dello stesso comune.

 

Seguendo la strada provinciale Friuni, si scende verso  sud  fino  ad

 

immettersi nel torrente  Castagnola  e,  proseguendo,  si  arriva  ad

 

incrociare la strada comunale Casino-Friuni a quota  559.  Da  questo

 

punto si scende e, percorrendo sempre il confine comunale di  Campoli

 

del Monte Taburno si arriva ad  incrociare  il  confine  comunale  di

 

Montesarchio in prossimita'  della  localita'  Sperata.  Seguendo  il

 

confine comunale di Montesarchio  si  incrocia  quello  di  Bonea  in

 

localita'  Sorgente  Rivullo.  Da   questo   punto,   la   linea   di

 

delimitazione segue il confine comunale di Bonea fino  ad  incrociare

 

di nuovo quello di Montesarchio alla quota 269 nei pressi della  s.s.

 

n. 7. Segue il confine comunale di Montesarchio fino ad incontrare in

 

localita'  Tufara  Valle,  quello  di  Apollosa  che  segue  fino  ad

 

incrociare il punto di partenza. 

 

    A  tale  delimitazione  devesi  aggiungere   una   piccola   area

 

distaccata della stessa, appartenente al comune  di  Tocco  Caudio  e

 

cosi' delimitata: partendo dal cimitero di Tocco Caudio e  procedendo

 

verso nord si giunge alla contrada Sala e seguendo il  confine  verso

 

est, che delimita i comuni di Cautano e Tocco Caudio, si arriva  alla

 

strada comunale Maione, percorrendola fino al torrente  Tassi.  Detto

 

torrente viene percorso fino alla Chiesa S. Cosimo a quota  752  dove

 

la delimitazione prosegue verso ovest fino ad incrociare il  torrente

 

Ienca percorrendolo fino al cimitero, punto da cui si era partiti. 

 

    Articolo 4 - Norme per la viticoltura 

 

    4.1 Condizioni naturali dell'ambiente 

 

    Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati  alla

 

produzione dei vini DOCG «Aglianico del Taburno» devono essere quelle

 

tradizionali della zona e comunque atte a conferire  alle  uve  e  al

 

vino derivato le specifiche caratteristiche di qualita'. 

 

    Sono pertanto da considerarsi  idonei  esclusivamente  i  vigneti

 

impiantati su terreni  collinari  e  pedecollinari.  Sono  esclusi  i

 

vigneti di fondovalle e quelli messi a dimora su terreni umidi. 

 

    4.2  Densita'  di  impianto,  sesti  di  impianto  e   forme   di

 

allevamento 

 

    I sesti di impianto, le torme  di  allevamento  e  i  sistemi  di

 

potatura devono essere quelli generalmente usati e  comunque  atti  a

 

non modificare le peculiari caratteristiche dell'uva e del  vino.  E'

 

escluso l'allevamento a tendone. 

 

    Per i nuovi impianti e i reimpianti la forma di allevamento  deve

 

essere la  controspalliera  e  la  densita'  per  ettaro  in  coltura

 

specializzata non puo' essere inferiore a 3.000. 

 

    E' vietata ogni pratica  di  forzatura;  e'  tuttavia  consentita

 

l'irrigazione di soccorso. 

 

    4.3 Resa ad ettaro e gradazione minima naturale 

 

    La produzione massima di uva per ettaro di coltura  specializzata

 

e il titolo volumico naturale minimo sono i seguenti: 

 

 

 

    

 

 

 

----------------------------------------------------------

 

Tipologia   Prod. Max t/ha   Titolo alcool. vol.nat.minimo

 

----------------------------------------------------------

 

rosso             9                       11,5

 

----------------------------------------------------------

 

rosato            9                       11,5

 

----------------------------------------------------------

 

rosso riserva o

 

riserva           9                       12

 

----------------------------------------------------------

 

 

 

    

 

 

 

    Le rese per i nuovi impianti, sono ridotte al 80% il  terzo  anno

 

vegetativo, inoltre prima del 5° anno non e'  possibile  produrre  la

 

tipologia rosso riserva. 

 

    Fermo restando le rese massime stabilite al comma precedente,  le

 

rese  per  ettaro  in  coltura  promiscua  devono  essere  calcolate,

 

rispetto a quella specializzata, in rapporto all'effettiva superficie

 

coperta dalla vite. 

 

    A tali limiti, anche in  annate  eccezionalmente  favorevoli,  la

 

resa  di  uva  dovra'  essere  riportata,   purche'   la   produzione

 

complessiva non superi del 20% i limiti medesimi. 

 

    In caso di  annata  sfavorevole,  che  lo  renda  necessario,  la

 

Regione Campania, su proposta del Consorzio di tutela, fissa una resa

 

inferiore  a  quella  prevista   al   presente   disciplinare   anche

 

differenziata nell'ambito della zona di produzione di cui all'art. 3.

 

Nell'ambito della resa massima  fissata  nel  presente  articolo,  La

 

Regione Campania, su proposta del  Consorzio  di  tutela  sentite  le

 

Organizzazioni di categoria, puo' fissare i  limiti  massimi  di  uva

 

rivendicabili per ettaro inferiori a  quelli  previsti  dal  presente

 

disciplinare di produzione in rapporto alla necessita' di  conseguire

 

un migliore equilibrio di mercato. In questo caso non si applicano le

 

disposizioni di cui al comma precedente. 

 

    Articolo 5 - Norme di vinificazione e di elaborazione 

 

    5.1 - Zona di vinificazione 

 

    Le operazioni di vinificazione, di invecchiamento  e  affinamento

 

obbligatorie  e  di  imbottigliamento,   devono   essere   effettuate

 

all'interno del  territorio  amministrativo  dei  comuni  di  cui  al

 

precedente articolo 3, anche se solo in parte compresi nella zona  di

 

produzione delle uve. 

 

    5.2 Resa uva/vino 

 

    La resa massima delle uve in vino devono essere le seguenti: 

 

 

 

    

 

 

 

---------------------------------------

 

Tipologie                 Resa uva/vino

 

---------------------------------------

 

rosso                           70

 

---------------------------------------

 

rosato                          65

 

---------------------------------------

 

rosso riserva o riserva         70

 

---------------------------------------

 

 

 

    

 

 

 

    5.3 Arricchimento 

 

    E' consentito l'arricchimento nei limiti  stabiliti  dalle  norme

 

comunitarie e nazionali. 

 

    5.4 Modalita' di elaborazione e invecchiamento 

 

    Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche  enologiche

 

locali, leali e costanti, atte a conferire al vino le  sue  peculiari

 

caratteristiche qualitative. 

 

    Il vino  a  denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

Aglianico del Taburno, rosato non  puo'  essere  immesso  al  consumo

 

prima del 1 marzo dell'anno successivo a quello della vendemmia. 

 

    Il vino  a  denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

Aglianico del Taburno rosso deve essere sottoposto a  un  periodo  di

 

invecchiamento obbligatorio di almeno due anni,  a  decorrere  dal  1

 

novembre dell'anno di produzione delle uve. 

 

    Il vino  a  denominazione  di  origine  controllata  e  garantita

 

Aglianico del Taburno rosso riserva o riserva deve essere  sottoposto

 

a un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno  tre  anni,  di

 

cui almeno dodici mesi in botti di legno e sei mesi in  bottiglia,  a

 

decorrere dal 1 novembre dell'anno di produzione delle uve. 

 

    Articolo 6 - Caratteristiche al consumo 

 

    6.1 I vini a denominazione di  origine  controllata  e  garantita

 

Aglianico  del  Taburno  all'atto  dell'immissione  al  consumo  deve

 

rispondere alle seguenti caratteristiche: 

 

    Aglianico del Taburno rosso o Aglianico del Taburno 

 

    colore: rosso rubino piu' o meno intenso, tendente al granato con

 

l'invecchiamento; 

 

    odore: caratteristico, persistente; 

 

    sapore: secco, di corpo; 

 

    titolo alcolometrico volumico minimo totale: 12,00 %vol; 

 

    acidita' totale minima: 5,0 g/l; 

 

    estratto non riduttore minimo: 24 g/l. 

 

    Aglianico del Taburno rosato 

 

    colore: rosa piu' o meno intenso; 

 

    odore: delicato, fresco, fruttato; 

 

    sapore: secco, armonico, fresco, fine; 

 

    titolo alcolometrico volumico minimo totale: 12,00 % vol; 

 

    acidita' totale minima: 5,0 g/l; 

 

    estratto non riduttore minimo: 19 g/l 

 

    Aglianico del Taburno  rosso  riserva  o  Aglianico  del  Taburno

 

riserva 

 

    colore: rosso granato intenso; 

 

    odore: caratteristico, persistente; 

 

    sapore: secco,armonico e di corpo; 

 

    titolo alcolometrico volumico minimo totale: 13,00 % vol; 

 

    acidita' totale minima: 5,0 g/l; 

 

    estratto non riduttore minimo: 26 g/l. 

 

    6.2 In relazione alla eventuale conservazione  in  recipienti  di

 

legno il sapore dei vini puo' rilevare lieve  sentore  di  legno.  E'

 

facolta'  del  Ministero  delle  Politiche  Agricole   Alimentari   e

 

Forestali, con proprio decreto, stabilire limiti minimi  diversi  per

 

l'acidita' totale e l'estratto non riduttore minimo. 

 

    Articolo 7 - Designazione e presentazione 

 

    7.1 Nella designazione e presentazione  del  vino  Aglianico  del

 

Taburno le specificazioni: rosso, rosato, rosso  riserva  o  riserva,

 

devono figurare in  etichetta  ed  essere  scritte  in  caratteri  di

 

dimensioni non superiori a quelli utilizzati per la denominazione  di

 

origine "Aglianico del Taburno". Per il rosso ed il rosso  riserva  o

 

riserva puo' essere omessa l'indicazione del colore. 

 

    7.2  E  vietato  usare  assieme  alla  denominazione  di  origine

 

controllata   e   garantita   «Aglianico   del   Taburno»   qualsiasi

 

qualificazione aggiuntiva diversa da  quelle  previste  nel  presente

 

disciplinare di produzione, ivi compresi gli  aggettivi  «superiore»,

 

«extra», «fine», «selezionato» e similari. 

 

    7.3 E' consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a

 

nomi,  ragioni  sociali,  marchi  privati  non   aventi   significato

 

laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore. 

 

    7.4 Le indicazioni tendenti a  specificare  l'attivita'  agricola

 

dell'imbottigliatore quali  viticoltore,  fattoria,  tenuta,  podere,

 

cascina e altri termini similari sono consentite in osservanza  delle

 

disposizioni UE e nazionali in materia. 

 

    7.5 La menzione in etichetta  del  termine  «vigna»  seguita  dal

 

corrispondente toponimo  e'  consentita  in  conformita'  alle  norme

 

vigenti. 

 

    7.6 Sulle bottiglie o altri recipienti  contenenti  i  vini  Docg

 

«Aglianico del Taburno»  deve  figurare  l'indicazione,  veritiera  e

 

documentabile, dell'annata di produzione delle uve. 

 

    Articolo 8 - Confezionamento 

 

    8.1 Il vino a Docg Aglianico del Taburno deve essere  immesso  al

 

consumo in bottiglia o altri recipienti di  vetro  di  capacita'  non

 

superiore a 6 litri. Inoltre, a  scopo  promozionale,  e'  consentito

 

l'utilizzo delle capacita' da litri 9, 12, 15. 

 

    8.2 I recipienti di cui al comma precedente devono essere di tipo

 

bordolese o borgognotta, chiusi con tappo di sughero naturale e,  per

 

quanto riguarda l'abbigliamento, confacenti ai tradizionali caratteri

 

di un vino di particolare pregio. 

Data di pubblicazione: 01/08/2011
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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