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Novità enologiche

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2010 

Accettazione delle dimissioni rassegnate dal Ministro delle politiche

agricole alimentari e forestali dott. Luca Zaia, e nomina  del  dott.

Giancarlo Galan a Ministro  delle  politiche  agricole  alimentari  e

forestali.

 

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

 

  Visto l'art. 92 della Costituzione; 

  Viste le dimissioni rassegnate dal dott. Luca Zaia dalla carica  di

Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali; 

  Visto l'art. 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre  2007,  n.

244,  e  successive  modificazioni,  recante  disposizioni   per   la

formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato; 

  Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri; 

 

                              Decreta: 

 

                               Art. 1 

 

  Sono accettate le dimissioni rassegnate dal dott. Luca  Zaia  dalla

carica di Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. 

      

                               Art. 2 

 

  Il dott. Giancarlo  Galan  e'  nominato  Ministro  delle  politiche

agricole alimentari e forestali. 

  Il presente decreto sara' comunicato alla Corte dei  conti  per  la

registrazione. 

    Dato a Roma, addi' 16 aprile 2010 

 

        

Modifica  del  disciplinare  di  produzione  della  denominazione  di

origine controllata dei vini «Pagadebit di Romagna».

IL CAPO DIPARTIMENTO delle politiche competitive, del mondo rurale                       e della qualita' 

                              Decreta: 

 

                               Art. 1 

 

  1. Il disciplinare  di  produzione  dei  vini  a  Denominazione  di

origine controllota «Pagadebit di Romagna», riconosciuto con  decreto

del Presidente della  Repubblica  del  17  marzo  1988  e  successive

modificazioni, e' sostituito per intero dal testo annesso al presente

decreto le  cui  disposizioni  entrano  in  vigore  a  partire  dalla

campagna vendemmiale 2010/2011. 

      

                               Art. 2 

 

  1. Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce

per il consumo vini  con  la  Denominazione  di  origine  controllota

«Pagadebit di Romagna» e' tenuto a  norma  di  legge,  all'osservanza

delle condizioni e dei requisiti stabiliti nell'annesso  disciplinare

di produzione. 

 

Modifica  del  disciplinare  di  produzione  della  denominazione  di

origine controllata dei vini «Romagna Albana Spumante».

 

                        IL CAPO DIPARTIMENTO 

    delle politiche competitive del mondo rurale e della qualita' 

 

  Visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del  Consiglio,  cosi'  come

modificato con il regolamento (CE) n. 491/2009 del Consiglio, recante

organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni  specifiche

per taluni prodotti agricoli, nel cui ambito  e'  stato  inserito  il

regolamento   (CE)    n.    479/2008    del    Consiglio,    relativo

all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo  (OCM  vino),  che

contempla,  a  decorrere  dal  1°  agosto  2009,  il  nuovo   sistema

comunitario per la protezione delle denominazioni di  origine,  delle

indicazioni geografiche  e  delle  menzioni  tradizionali  di  taluni

prodotti vitivinicoli, in particolare gli articoli 38 e  49  relativi

alla nuova procedura per il conferimento della protezione comunitaria

e per la modifica dei disciplinari delle denominazioni di  origine  e

delle indicazioni geografiche dei prodotti in questione; 

  Visto il regolamento (CE)  n.  607/09  della  Commissione,  recante

modalita' di  applicazione  del  regolamento  (CE)  n.  479/2008  del

Consiglio per quanto riguarda le denominazioni di origine protette  e

le  indicazioni  geografiche  protette,  le  menzioni   tradizionali,

l'etichettatura  e   la   presentazione   di   determinati   prodotti

vitivinicoli, ed in particolare l'art. 73, ai sensi del quale, in via

transitoria e con scadenza al 31 dicembre  2011,  per  l'esame  delle

domande, relative al conferimento della protezione ed  alla  modifica

dei disciplinari dei vini a denominazione di origine e ad indicazione

geografica, presentate allo Stato membro entro il 1° agosto 2009,  si

applica la procedura prevista dalla preesistente normativa  nazionale

e comunitaria in materia; 

  Vista la legge 10 febbraio 1992, n.164,  recante  nuova  disciplina

delle denominazioni di origine dei vini; 

  Visti i decreti  di  attuazione,  finora  emanati,  della  predetta

legge; 

  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n.

348, con  il  quale  e'  stato  emanato  il  regolamento  recante  la

disciplina del procedimento di  riconoscimento  di  denominazione  di

origine dei vini; 

  Vista  la  legge  27  marzo  2001,  n.122,   recante   disposizioni

modificative e integrative alla normativa che disciplina  il  settore

agricolo e forestale; 

  Visto il decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali

27 marzo 2001 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale  -

n. 84 del 10 aprile 2001, concernente modalita'  per  l'aggiornamento

per lo schedario vitivinicolo  nazionale  e  per  l'iscrizione  delle

superfici vitate negli albi dei vigneti DOCG e DOC  e  negli  elenchi

delle vigne IGT e norme aggiuntive; 

  Visto il decreto ministeriale del 5 giugno 1995  con  il  quale  e'

stata riconosciuta la denominazione di origine controllota  dei  vini

«Romagna  Albana  Spumante»  ed  e'  stato  approvato   il   relativo

disciplinare di produzione; 

  Vista la domanda presentata dall'Ente tutela vini di Romagna intesa

ad  ottenere  la  modifica  del  disciplinare  di  produzione   della

denominazione  di  origine  controllata  dei  vini  «Romagna   Albana

Spumante»; 

  Visto il  parere  favorevole  della  regione  Emilia-Romagna  sulla

citata domanda; 

  Visto il parere favorevole del Comitato nazionale per la  tutela  e

la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle  indicazioni

geografiche tipiche dei vini sulla citata domanda e la  proposta  del

relativo disciplinare di produzione dei vini a  DOC  «Romagna  Albana

Spumante» pubblicata nella Gazzetta Ufficiale - serie generale  -  n.

45 del 24 febbraio 2010; 

  Considerato  che  non  sono  pervenute,  nei  termini  e  nei  modi

previsti, istanze o contro deduzioni da parte  degli  interessati  in

relazione al parere ed alla proposta di disciplinare sopra citati; 

  Ritenuta  la  necessita'  di  dover  procedere  alla  modifica  del

disciplinare di produzione della denominazione di origine controllota

dei vini «Romagna Albana Spumante» in conformita' al parere  espresso

ed alla proposta formulata dal sopra citato comitato; 

 

                              Decreta: 

 

                               Art. 1 

 

  Il disciplinare di produzione dei vini a denominazione  di  origine

controllota  «Romagna  Albana  Spumante»,  riconosciuto  con  decreto

ministeriale del 5 giugno 1995 e' sostituito  per  intero  dal  testo

annesso al presente decreto le cui disposizioni entrano in  vigore  a

partire dalla campagna vendemmiale 2010/2011. 

 

        

      

                               Art. 2 

 

  Chiunque produce, vende, pone in vendita  o  comunque  distribuisce

per il consumo vini  con  la  denominazione  di  origine  controllota

«Romagna Albana Spumante» e' tenuto a norma di legge,  all'osservanza

delle condizioni e dei requisiti stabiliti nell'annesso  disciplinare

di produzione. 

 

Parere  relativo  alla  richiesta  di  modifica   della   indicazione

geografica tipica dei vini «Provincia di Pavia»  e  approvazione  del

disciplinare di produzione.

 

 

    Il Comitato nazionale per la tutela  e  la  valorizzazione  delle

denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche  dei

vini, istituito a norma dell'art. 17 della legge 10 febbraio 1992, n.

164; 

    Esaminata  la  domanda  presentata  dal  Consorzio  tutela   vini

Oltrepo' Pavese, intesa ad ottenere  la  modifica  della  indicazione

geografica tipica dei vini «Provincia di Pavia»; 

    Visto il parere favorevole della regione  Lombardia  sull'istanza

di cui sopra; 

    Ha espresso, nella riunione del 10 e 11 marzo 2010,  presente  il

funzionario  della  regione  Lombardia,  parere  favorevole  al   suo

accoglimento,  proponendo,  ai  fini  dell'emanazione  del   relativo

decreto ministeriale, il disciplinare di produzione secondo il  testo

annesso al presente parere. 

    Le eventuali istanze e controdeduzioni alla suddetta proposta  di

disciplinare di produzione, in regola con le  disposizione  contenute

nel decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  642

«Disciplina  dell'imposta  di  bollo»  e  successive   modifiche   ed

integrazioni, dovranno essere inviate dagli interessati al  Ministero

delle politiche agricole, alimentari e forestali - Comitato nazionale

per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni  di  origine  e

delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, via XX  Settembre  n.

20 - 00187 Roma - entro trenta giorni  dalla  data  di  pubblicazione

nella Gazzetta Ufficiale della citata  proposta  di  disciplinare  di

produzione. 

 

 

        

      

                                                             Allegato 

 

PROPOSTA DI MODIFICA DEL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI 

AD INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA «PROVINCIA DI PAVIA» 

 

                               Art. 1. 

 

    L'Indicazione   geografica   tipica   «Provincia    di    Pavia»,

accompagnata  o  meno  dalle  specificazioni  previste  dal  presente

disciplinare di produzione, e' riservata  ai  mosti  e  ai  vini  che

rispondono alle condizioni e ai requisiti in appresso indicati. 

 

                               Art. 2. 

 

    L'Indicazione geografica tipica «Provincia di Pavia» e' riservata

ai seguenti vini: 

      bianchi, anche nella tipologia frizzante; 

      rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello; 

      rosati, anche nella tipologia frizzante. 

    I vini a  Indicazione  geografica  tipica  «Provincia  di  Pavia»

bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti  da

vigneti composti,  nell'ambito  aziendale,  da  uno  o  piu'  vitigni

raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Pavia. 

    L'Indicazione geografica tipica  «Provincia  di  Pavia»,  con  la

specificazione  di  uno  dei  seguenti  vitigni:  Barbera,  Croatina,

Riesling, Cortese, Moscato, Malvasia, Pinot nero o Pinot noir,  Pinot

grigio, Chardonnay, Sauvignon, Cabernet sauvignon, Dolcetto,  Freisa,

Vespolina o Ughetta di Canneto, Uva  Rara,  Muller  Thurgau,  Merlot,

Nebbiolo, e' riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti

composti, nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai  corrispondenti

vitigni. 

    Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei

mosti e dei vini sopra indicati, le uve dei vitigni raccomandati  e/o

autorizzati per la provincia di Pavia fino ad un massimo del 15%. 

    I vini a Indicazione geografica tipica «Provincia di  Pavia»  con

la specificazione di  uno  dei  vitigni  sopra  indicati  di  cui  al

presente articolo  possono  essere  prodotti  anche  nelle  tipologie

frizzante e novello, limitatamente ai rossi. 

 

                               Art. 3. 

 

    La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei

vini atti a essere  designati  con  l'indicazione  geografica  tipica

«Provincia di Pavia» comprende gli interi  territori  dei  Comuni  in

provincia di Pavia  di  seguito  indicati:  Bagnaria,  Borgo  Priolo,

Borgoratto Mormorolo, Bosnasco, Brallo di Pregola, Broni, Calvignano,

Canevino, Canneto  Pavese,  Castana,  Casteggio,  Cecima,  Cigognola,

Codevilla, Corvino  San  Quirico,  Fortunago,  Godiasco,  Golferenzo,

Lirio, Menconico, Montalto Pavese, Montecalvo Versiggia,  Montescano,

Montesegale,  Montu'  Beccaria,  Mornico  Losana,  Montebello   della

Battaglia, Oliva Gessi, Pietra de' Giorgi,  Ponte  Nizza,  Redavalle,

Retorbido, Rivanazzano, Rocca de' Giorgi, Rocca  Susella,  Romagnese,

Rovescala,  Ruino,  San  Damiano  al  Colle,  Santa  Giuletta,  Santa

Margherita Staffora, Santa Maria  della  Versa,  Stradella,  Torrazza

Coste, Torricella Verzate, Val di Nizza,  Valverde,  Varzi,  Volpara,

Zavattarello, Zenevredo,  Arena  Po,  Casanova  Lonati,  Barbianello,

Albaredo  Arnaboldi,  Campospinoso,   Miradolo   Terme,   Inverno   e

Monteleone. 

 

                               Art. 4. 

 

    Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati  alla

produzione dei vini  di  cui  all'articolo  2  devono  essere  quelle

tradizionali della zona. 

    La produzione massima di uva per ettaro  di  vigneto  in  coltura

specializzata nell'ambito aziendale,  gia'  comprensiva  dell'aumento

previsto dal decreto  ministeriale  2  agosto  1996,  per  i  vini  a

Indicazione geografica tipica «Provincia di Pavia»  non  deve  essere

superiore a: tonnellate 23 per le tipologie bianco, rosso e rosato; 

    per le tipologie con la specificazione del vitigno: 

      Barbera 24 tonnellate; 

      Croatina 23 tonnellate; 

      Riesling 22 tonnellate; 

      Cortese 22 tonnellate; 

      Moscato 22 tonnellate; 

      Malvasia 22 tonnellate; 

      Pinot nero 20 tonnellate; 

      Pinot grigio 20 tonnellate; 

      Chardonnay 22 tonnellate; 

      Sauvignon 22 tonnellate; 

      Cabernet Sauvignon 22 tonnellate; 

      Dolcetto 22 tonnellate; 

      Freisa 22 tonnellate; 

      Vespolina 22 tonnellate 

      Uva Rara 22 tonnellate; 

      Muller Thurgau 22 tonnellate; 

      Merlot 17 tonnellate; 

      Nebbiolo 17 tonnellate. 

    Le  uve  destinate  alla  produzione  dei  vini   a   indicazione

geografica tipica «Provincia di Pavia» seguita o meno dal riferimento

al  vitigno,  devono  assicurare  ai  vini  il  titolo  alcolometrico

volumico naturale minimo di: 

      9% per i bianchi; 

      9% per i rosati; 

      9% per i rossi. 

 

                               Art. 5. 

 

    Le operazioni di vinificazione  devono  essere  effettuate  nella

zona  di  produzione  delimitata  dall'art.  3.  Tenuto  conto  delle

situazioni  tradizionali  di  produzione  e'  consentito   che   tali

operazioni siano effettuate nell'intero territorio della provincia di

Pavia, nonche' nelle frazioni di Vicobarone e Casa Bella  nel  comune

di Ziano Piacentino in provincia di Piacenza. 

    Sono altresi' consentite le operazioni atte all'elaborazione  dei

vini frizzanti  nell'intero  territorio  delle  Regioni  Lombardia  e

confinanti, quali: Piemonte, Emilia, Veneto e  Trentino  Alto  Adige.

Esclusivamente  per  l'ottenimento  della  tipologia   Moscato   tali

operazioni sono consentite anche con prodotti a monte del vino, quali

mosto e mosto parzialmente fermentato. 

    Nella vinificazione sono ammesse  soltanto  le  pratiche  atte  a

conferire ai vini le peculiari caratteristiche. 

    La resa massimo dell'uva in vino finito, pronto per  il  consumo,

non deve essere superiore all'80%, per  tutti  i  tipi  di  vino,  ad

eccezione della tipologia passito,  per  la  quale  non  deve  essere

superiore al 50%. 

 

                               Art. 6. 

 

    I vini a Indicazione  geografica  tipica  «Provincia  di  Pavia»,

anche  con  la  specificazione  del  nome   dei   vitigni,   all'atto

dell'immissione al  consumo  devono  avere  un  titolo  alcolometrico

volumico totale minimo del 9%, per tutte le tipologie e dell'11%  per

il novello, e secondo la normativa vigente per la tipologia passito. 

    Inoltre il vino a Indicazione  geografica  tipica  «Provincia  di

Pavia» Moscato deve avere un  titolo  alcolometrico  volumico  svolto

minimo di 4,5% Vol e puo' essere caratterizzato, alla stappatura  del

recipiente,  da  uno  sviluppo  di  anidride  carbonica   proveniente

esclusivamente dalla fermentazione, che conservato  alla  temperatura

di 20° centigradi in recipienti chiusi, presenta  una  sovrapressione

dovuta all'anidride carbonica in soluzione, non superiore a 1,8 bar. 

 

                               Art. 7. 

 

    All'indicazione geografica tipica «Provincia di Pavia» e' vietata

l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel

presente disciplinare  di  produzione,  ivi  compresi  gli  aggettivi

extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari. 

    E'  tuttavia  consentito,  l'uso  di  indicazioni  che   facciano

riferimenti a nomi, ragioni sociali  e  marchi  privati  purche'  non

abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre  in  inganno

il consumatore. 

    Ai sensi dell'art. 7, punto 5, della legge 10 febbraio  1992,  n.

164, l'indicazione geografica tipica «Provincia di Pavia» puo' essere

utilizzata come ricaduta per i  vini  ottenuti  da  uve  prodotte  da

vigneti  coltivati  nell'ambito   del   territorio   delimitato   nel

precedente art. 3 e iscritti  negli  albi  dei  vigneti  dei  vini  a

denominazione di origine, a condizione che i  vini  per  i  quali  si

intende utilizzare l'Indicazione geografica tipica  di  cui  trattasi

abbiano i requisiti previsti per una o piu' delle tipologie di cui al

presente disciplinare. 

 
Data di pubblicazione: 26/04/2010
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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