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L’Orcia Doc senese sceglie la Lombardia per presentare le proprie eccellenze

Successo della giornata Orcia gestita a Ristorexpo di Erba da Onav Lombardia, Lorenzo Colombo, degustatore di gran classe, dedica ai vini Orcia una bella degustazione guidata: sala piena di operatori e molto pubblico in piedi ad ascoltare. Sono veramente soddisfatto della riuscita della giornata, ci racconta Lorenzo. Ho raggiunto i miei obbiettivi: presentare al pubblico una nuova denominazione, seria, con vini di altissima qualità che meritano di essere seguiti negli anni. Il banco d’assaggio è stato affollatissimo ed è stato un onore per me portare in Lombardia un pezzo della Val d’Orcia, anzi visto il territorio su cui insite la Doc , proprio il cuore della Val d’Orcia. Una campagna che amo e in cui conto di tornare presto per scoprire nuovi tesori enologici, di cui la terra di Siena è ricchissima”.

Sono veramente orgogliosa di questo esordio in Lombardia, dichiara la Presidente Donella Vannetti. Ringrazio Lorenzo Colombo che ormai da anni partecipa al nostro evento Divin Orcia come degustatore attento e curioso di scoprire piccole e nuove realtà. I recenti successi delle etichette Orcia con le guide e i degustatori professionisti ci hanno spinto , nell’anno del decennale, ad  aprire questa via lombarda. Sono molti i milanesi che vengono in vacanza nella Val d’Orcia senese e che riordinano i vini Orcia nel corso dell’anno. Si sono iniziati numerosi colloqui con ristoratori lombardi: l’alta qualità, ormai raggiunta da molti vini e certamente un livello di prezzi ancora appetibile per il canale horeca ci sprona ad insistere su questa strada”. Della Presidente l’azienda La Canonica: interessante  il Dongiovanni 2006, anche figlio dell’enologo senese Andrea Mazzoni. Eleganza, complessità rendono questo Sangiovese 90% Colorino 10%: un vino degno di attenzione. 

Marco Capitoni, vignaiuolo della Val d’Orcia, quest’anno premiato dalla Guida Espresso con Frasi 2006 Vino dell’Eccellenza ci racconta l’esperienza lombarda: “ In qualità di consigliere del Consorzio del Vino Orcia ho affiancato in questo decennale la nostra Presidente Vannetti per aiutare la Doc a crescere, sia qualitativamente che nella promozione. Ci vuole in effetti molto coraggio ma anche tanto orgoglio e l’Orcia, figlia di un territorio unico al mondo, la Val d’Orcia appunto, rappresenta il futuro dei grandi rossi senesi. Ringrazio l’Enoteca Vintage di Cesano Maderno che ha creduto per prima, in Lombardia, nella mia azienda. Accogliere la sfida del Sangiovese in purezza quale il Frasi non è stata una scelta facile: è noto a tutti gli esperti quanto sia impegnativo gestire in vigna e in cantina il Sangiovese, soprattutto per piccole realtà come la nostra. Ho riscontrato con piacere che l’alta manualità del mio lavoro in vigna, che conduco in prima persona, (con  rese di 50 q.li ha per tutti i vini),  le fermentazioni naturali con soli lieviti indigeni,  e anche la tradizione di varie generazioni di Capitoni hanno riscosso un grande apprezzamento tra gli operatori presenti a Ristorexpo. 

Dell’Azienda Agricola Trequanda, socio unico Fondo Pensioni Cariplo, i due vini Orcia Doc: Invidia 2005, Sangiovese più vitigni bordolesi e l’ultimo nato il TreCalici 2007, massima espressione del Sangiovese a Trequanda, che l’enologo bergamasco Carlo Pilenga ha voluto presentate in anteprima proprio al Ristoexpo e che uscirà il prossimo autunno. Pulizia, finezza strutturale, complessità di profumi, piacevolezza, sono le linee guida seguite nella produzione di questi vini che, stando ai responsi ottenuti durante la degustazione e al banco di assaggio sono stati molto apprezzate dagli operatori e dagli appassionati e, dice sempre l’enologo, uniti al giusto prezzo, sono il punto di forza dell’Azienda Agricola Trequanda.   

Fattoria Resta di Annalisa Tempestini ha riscosso un grande favore del pubblico con il Martin del Nero 2007 altro Sangiovese 100%. L’eleganza della produttrice, è tutta riscontrabile in questo Orcia Rosso dal nome misterioso oltre che il tocco di giovane ma già affermato enologo quale Paolo Caciorgna. Frutto ricco e polposo, e incredibile una persistenza al palato invogliano a visitare questa antica cantina del 1500, un tempo convento di benedettine, oggi famosa tappa nella Toscana dei misteri grazie ad una antica preghiera in latino del mastro cantiniere Martino. 

Dall’Amiata, terroir Orcia Doc, la Cantina Campotondo, di Paolo Salviucci,  ha presentato il Banditone 2006: i terreni ricchi di scheletro, l’altitudine decisamente alta, siamo a Campiglia d’Orcia, comune di Castiglione d’Orcia conferiscono a questo vino, potenza, colore e personalità.

 Il territorio di Castilgione d’Orcia  ci ha abituati ad un’altra stella dell’enologia senese, Podere Forte, scommessa vinta da Pasquale Forte. A Ristorexpo di Erba sono stati presentati Petrucci 2006, Petruccino 2007. Per noi, al Podere – dichiara Forte-  il vino è il prodotto principe e lavoriamo intensamente per capire il territorio e quali sono le parcelle migliori, quei vigneti che, alla francese, chiamiamo Grand Cru, classificati e selezionati all’interno del  Podere in base alle analisi chimico-fisiche e biologiche e in  relazione dei prodotti che si sono ottenuti in questi dieci anni.  Oggi abbiamo in produzione tre vini – continua ancora Pasquale Forte - tutti e tre rossi e noi continueremo a elevarli ancora di più, considerando che i vigneti stanno arrivando a un giusto periodo di invecchiamento. Petrucci e Petruccino, questi i nomi dei vini a denominazione Orcia dell’azienda, che hanno già avuto ragguardevoli punteggi nelle guide dei vini. In loro troviamo il “profumo della memoria” nella sua massima espressione.

 

SassodiSole di Roberto Terzuoli, già nota per il Brunello, ha presentato l’Orcia doc SassodiSole 2008 altro sangiovese in purezza.  Annata giovane per il sangiovese che sappiamo richiede il suo tempo. Una vera anteprima questo vino che promette, con il giusto affinamento, ricchezze olfattive e gustative all’altezza di Terzuoli. ". l'Orcia Rosso SassodiSole DOC  ha fin dall’inizio incuriosito molto  il pubblico di operatori che forse lo conosceva un po' meno rispetto ai più blasonati Rosso e Brunello di Montalcino: la scelta di produrre anche quest’ultimo con sangiovese al 100% nonostante il disciplinare permette l'utilizzo di altre uve, è frutto della ferma convinzione che il vitigno autoctono Sangiovese nella zona di Montalcino, si esprima al massimo delle sue proprietà organolettiche e soprattutto che lo faccia qui e solo qui.

 

Data di pubblicazione: 23/02/2010
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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