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Festggiata la Prima a Breganze

«Ieri e sabato ho trascorso uno dei più bei, e ne ho passati tanti, weekend della mia vita. Sono stato a Breganze, in provincia di Vicenza, dove mi hanno nominato “Ambasciatore del Torcolato nel mondo”. La cosa che più mi ha colpito è che di solito in queste circostanze c’è una giuria che vota, qui invece ci sono dei contadini appassionati che, con il sudore della fronte, coltivano le vigne e producono un vino unico: il Torcolato. Ho passeggiato tra le vigne di questo territorio meraviglioso, dove i terrazzamenti a vigneti disegnano i versanti di stupende colline. Domenica è stata fatta la prima spremitura in piazza delle uve che, raccolte in settembre ed ottobre, vengono fatte poi essiccare nei granai per quattro mesi fino al momento della torchiatura da cui si ricava un nettare dolcissimo». 

Con questo grande entusiasmo, lunedì a “La Prova del Cuoco” su Rai 1, Beppe Bigazzi ha raccontato il suo fine settimana a Breganze. Grande esperto dell’arte culinaria italiana, perfetto conoscitore della tradizione vitivinicola breganzese, amante del Torcolato, di cui è diventato con orgoglio “Ambasciatore nel mondo”, il conduttore toscano è stato protagonista della quindicesima edizione de “La Prima del Torcolato DOC Breganze - Vendemmia 2009”. Rispettare i tempi e le stagionalità, preservare il patrimonio culturale, usare ingredienti di alta qualità, sono per lui valori imprescindibili quando parliamo di enogastronomia, perché “non si fa una cucina seria senza materie prime serie”, così come non si può fare un ottimo vino senza ottime uve. L’incontro di Bigazzi con Breganze – “integralista della tradizione” come lo ha definito il giornalista e critico vicentino Alfredo Pelle – non poteva essere quindi che di amore a prima vista.

Bigazzi ha colto l’occasione della visita per presentare al pubblico e alla stampa, nel pomeriggio di sabato 16 gennaio, il suo ultimo libro: “Osti Custodi, segreti e ricette della cucina tradizionale italiana”, un vero e proprio viaggio gastronomico alla scoperta dei segreti della cucina regionale italiana, tra menù, ricette e produttori del territorio.

Dopo una visita alla Cantina “Beato Bartolomeo da Breganze”, la giornata di domenica ha riservato a giornalisti ed autorità, nel grande salone della Cantina Maculan, il “Degusta-pranzo”: una carrellata di cinque piatti, dall’antipasto al dolce, abbinati a dieci diversi Torcolati, uno per ogni produttore, il cui ordine di servizio è stato rigorosamente sorteggiato, e che ha coinvolto gli invitati in un “gioco-non-gioco” nella valutazione dell’abbinamento migliore. Ad aggiudicarsi il maggior numero di preferenze è stato l’abbinamento del Torcolato con il dessert: la sfoglia farcita di crema chantilly al Torcolato con scaglie di cioccolato ha riscosso il maggior successo, confermando che l’abbinamento più classico rimane il più apprezzato. Al secondo posto, la tavolozza di formaggi, dall’Asiago al Morlacco del Grappa al Grana, con gelatina al Torcolato. Il vino dolce in questo abbinamento è perfetto: anche la vecchia tradizione contadina abbinava il formaggio con qualcosa di dolce: “al villan non far sapere quanto è buono il cacio con le pere” e il Torcolato, in questo caso, gioca il ruolo della frutta; in terza posizione l’abbinamento con la tagliata di petto d’anatra al Torcolato in crosta di pepe nero: la sapidità del piatto e l’uso del Torcolato tra gli ingredienti rendono quasi necessario l’abbinamento. A seguire i tortelli ripieni di ricotta dell’Altopiano e uvetta al Torcolato, dove la ricotta, il burro ed il formaggio Grana Padano forniscono la componente sapida perfetta per l’abbinamento con questo vino ed, infine, l’antipasto di carpaccio di manzo, tortino di broccolo bassanese e speck su fonduta di Asiago d’Allevo e Torcolato. In questo caso l’abbinamento era sostenuto e giustificato dalla presenza della fonduta e del broccolo. Tutto ciò a dimostrare che il Torcolato è un vino versatile e che un bicchiere di questo dolce nettare, inserito in una esperienza gastronomica, potrebbe essere davvero stimolante e riservare belle sorprese.

Dopo pranzo in piazza Mazzini, come da tradizione, la festa della spremitura, è stata preceduta dalla vendita benefica di alcune bottiglie della “Prima del Torcolato - Vendemmia 2007”. Grazie al contributo del pubblico, raddoppiato poi dalla Banca San Giorgio e Valle Agno Credito Cooperativo, sono stati raccolti 1.500 euro, destinati alla Fondazione Francesca Rava – NPH, progetto di solidarietà rivolto ai bambini di Haiti che vede coinvolto da anni il pediatra Roberto Dall’Amico, ex primario del reparto di Pediatria dell’Ospedale di Thiene, oggi in servizio a Pordenone. Sotto lo sguardo benevolo e complice del sole, è iniziata quindi la festa, aperta dall’immancabile sfilata della confraternita “Magnifica Fraglia del Torcolato”, che ha avuto il suo clou con la spremitura pubblica delle uve appassite, in presenza di un pubblico molto numeroso, senza precedenti. Ognuno ha aspettato di assaggiare il dolcissimo mosto appena torchiato, di quello che diventerà il Torcolato vendemmia 2009, che avrà l'etichetta disegnata dal breganzese Sergio Carrara, vincitore del concorso di quest’anno per la creatività dell’etichetta. Durante il pomeriggio sono stati nominati anche i novelli fragliati: si tratta di Silvia Covolo, nuovo giovane sindaco di Breganze; dell'imprenditore Mariano Fioravanzo, dell'artista del vetro Massimo Lunardon e dello stesso dott. Dall'Amico, responsabile dell'ospedale pediatrico “NPH” di Haiti, assente perché partito per l'isola non appena ricevuta la notizia del terremoto.

La Prima del Torcolato quest’anno può vantare un’attenzione straordinaria da parte della stampa, dalle riviste di settore ai quotidiani. Ne hanno parlato o ne parleranno fra gli altri, Rai Uno, il Tg1, il Tg2, Rai Due, Radio 2, Rai Tre e la Testata Giornalistica Regionale. 

Data di pubblicazione: 25/01/2010
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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